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"11", l'album Unicef cantato da bambini di Siria e Medio Oriente

sabato 16 marzo 2019
2' di lettura

Roma, 12 mar. (askanews) - A otto anni dall'inizio della guerra in Siria, l'Unicef ha lanciato il suo primo album di canzoni per bambini, cantate da bambini provenienti dalla Siria e dai paesi vicini. È il progetto "11", nato con il supporto dell'Unione europea e in collaborazione con il celebre compositore libanese Jad Rahbani, che comprende brani per bambini amati in tutta la regione che Rahbani ha riarrangiato e fatto cantare a bambini di Siria, Libano, Giordania e Turchia. Si tratta delle canzoni scritte e composte nel 1976, durante la guerra in Libano, dal compositore Elias Rahbani, conosciuto in tutto il mondo, poi registrate e cantate dai suoi due figli, tra cui Jad, quando erano piccoli. "Questo progetto significa molto per me, avevo solo 8 anni quando entrai per la prima volta in studio di registrazione con mio padre e mio fratello - ricorda Jad Rahbani - nessuno all'epoca pensava che queste canzoni sarebbero diventate così popolari nella regione e anche altrove". L'album è parte di un programma di supporto psicosociale dell'Unicef per aiutare i bambini colpiti dalla crisi in Siria, che utilizzando la musica vuole promuovere la coesione sociale e dargli un'opportunità di far rivivere la connessione con il loro patrimonio culturale e la lingua araba. È stato prodotto grazie al supporto del Fondo dell'Unione europea per la risposta alla crisi siriana. Le canzoni parlano d'istruzione, ambiente, legami familiari, nutrizione, pace e ricostruzione e l'Unicef spera che arrivi non solo ai bambini colpiti dalla crisi in Siria, ma al numero maggiore possibile di bambini in Medio Oriente e Nord Africa. ("11" è disponibile gratuitamente su Spotify, YouTube, Deezer, Sound Cloud e Anghami).

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Starmer ha dichiarato: "La nostra determinazione è incrollabile. Penso sia molto importante chiarire che il focus deve rimanere sull'Ucraina. Ovviamente c'è un conflitto in corso in Iran, in Medio Oriente, ma non possiamo perdere di vista ciò che sta accadendo in Ucraina e l'importanza del nostro sostegno. Putin non può essere colui che trae vantaggio da un conflitto in Iran, sia per i prezzi del petrolio sia per la sospensione delle sanzioni".

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