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Il contemporaneo alle Gallerie d'Italia: una nuova prospettiva

sabato 16 marzo 2019
2' di lettura

Milano (askanews) - Ci sono le fotografie di Torbjorn Rodland e quelle delle sculture di Giuseppe Gabellone, c'è un vaso di Goshka Macuga e un dipinto su carta di Matt Mullican. Le Gallerie d'Italia di Piazza Scala a Milano si aprono al contemporaneo ospitando la collezione d'arte di Fondazione Fiera Milano. "E' la prima occasione nella quale il lavoro che Fondazione Fiera svolge come collezionista a supporto di miart viene esposto al pubblico". Il presidente Giovanni Gorno Tempini, che guida la Fondazione, è visibilmente soddisfatto e parla di un'occasione di restituzione al pubblico delle opere che la Fiera ha raccolto nell'arco di sette anni. Un progetto che sotto forma di 43 opere, più della metà dell'intera collezione, entra nella Sala delle Colonne delle Gallerie. Michele Coppola, direttore centrale Arte, cultura e beni storici di Intesa Sanpaolo, padrone di casa del museo. "E' un luogo - ci ha detto - come se fosse uno spazio, che proprio perché è nel Cantiere del 900 continua a cambiare forma, continua a cambiare allestimento, continua a cambiare il proprio allestimento. E così tu oggi hai una mostra dedicata all'arte contemporanea di una collezione milanese, di una collezione che in qualche modo dimostra come questa città in qualche modo abbia tutti i titoli per dirsi capitale della contemporaneità, capitale dell'arte e della cultura". Interessante anche il fatto che la mostra, che nasce ovviamente sotto l'ala del direttore di miart, Alessandro Rabottini, si intitoli "Prospettiva arte contemporanea": prospettiva nel duplice senso di dare un nuovo spazio di visibilità alla collezione e di consentire alle Gallerie d'Italia di aprire una inedita finestra sul presente. "Quello che oggi accade - ha aggiunto Michele Coppola - è senza dubbio un passo ulteriore in avanti. Ci sono alcuni artisti e alcune opere che a tutti gli effetti hanno una dimensione e hanno una forza che non eravamo abituati a vedere all'interno delle Gallerie d'Italia e sono contento che questo sia accaduto". E la sensazione, guardano i lavori esposti e sentendo la loro intensità riempire lo spazio, è quella di una fiera, miart, fatta di una energia pulsante pronta a dilagare nella città. "E' un avvicinamento a miart, diciamo che è parte di un percorso più articolato. Le fiere - ha concluso il presidente Gorno Tempini - non sono mai eventi stand alone. Pensate per esempio che cos'è il Salone del mobile e cosa si muove intorno alla città. Anche per l'arte contemporanea miart è tornata a essere la fiera d'avanguardia in Italia attraverso un lavoro fatto in città e questo evento va proprio in quel solco". La mostra nelle Gallerie d'Italia di Intesa Sanpaolo resta aperta al pubblico fino al 7 maggio.

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