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"Leonardo da Vinci" a Roma, da genio del '500 a genio italico

sabato 16 marzo 2019
3' di lettura

Roma, 12 mar. (askanews) - C'è molta Milano, e non poteva essere diversamente, nella mostra "Leonardo da Vinci: La scienza prima della scienza" dal 13 marzo al 30 giugno 2019 alle Scuderie del Quirinale a Roma. L'esposizione - realizzata in occasione dei 500 anni dalla morte del Maestro toscano insieme al Museo nazionale della scienza e della tecnologia "Leonardo da Vinci" e alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano - presenta circa 200 opere, tra cui 10 meravigliosi disegni originali appartenenti al Codice Atlantico (custodito nella Biblioteca Ambrosiana), una vasta selezione di modelli storici e originali leonardeschi, manoscritti rarissimi, e per la prima volta dopo decenni, si possono vedere i portelli originali della chiusa di San Marco del Naviglio di Milano (rimasti in uso fino al 1929). Il curatore Claudio Giorgione: "Abbiamo deciso di raccontare ai visitatori Leonardo attraverso l'epoca in cui ha vissuto, per cui da 10 bellissimi disegni del Codice Atlantico di Leonardo, si costruiscono altrettante sezioni, che esplorano numerosi aspetti della vita e dell'opera di Leonardo in dialogo con quella dei suoi contemporanei. Accanto a questi disegni abbiamo capolavori che sono manoscritti dalle più importanti biblioteche italiane e straniere, come ad esempio il celebre 'De Divina Proportione', che Leonardo realizzò in collaborazione con Luca Pacioli illustrando i famosi solidi platonici". "Ci sono prestiti importanti, manoscritti, ad esempio quelli realizzati per gli Sforza, Il Leggendario Sforza-Savoia da Torino, il De Sphaera della Biblioteca estense, poi ad esempio i grandi portelli dei navigli restaurati per l'occasione non erano esposti dal 1967 per altro la prima volta che escono da Milano". Un Leonardo non solo genio del Rinascimento ma anche uomo correlato profondamente alla cultura del suo tempo. "Senz'altro questa mostra ha uno scopo ambizioso, ossia sfatare un po' il mito di Leonardo creatore di ogni cosa, per sottolinearne la genialità all'interno del suo contesto". E poi, forse meno conosciuto, il Leonardo genio italico, mito del fascismo: "Il mito di Leonardo come ingegnere nasce nell'800 ma diventa nazional-popolare proprio grazie al fascismo perché diventa un po' l'icona del genio italico che si staglia sopra gli altri. Noi oggi noi tendiamo a riconoscere il genio di Leonardo, ma più che stagliarsi sopra gli altri, dialoga con gli altri, perché la grande dote di Leonardo fu di osservare e ascoltare, è un po' la lezione che ci può lasciare a noi oggi". "Leonardo non aveva studiato la matematica, la impara con gran difficoltà proprio a Milano e abbiamo prova nel Codice Atlantico di esercizi di divisioni sbagliate". E di Leonardo a Roma ce ne parla Matteo Lafranconi, direttore delle Scuderie del Quirinale: "Leonardo fa un passaggio romano molto tardi, alla metà del secondo decennio del 500, quindi è molto anziano, ma il momento in cui è a Roma Michelangelo ha appena finito la volta Sistina, Raffaello sta facendo le stanze, Roma è il posto dove bisogna essere per stare al centro del mondo. Da Firenze diventava Roma la Capitale in quel momento. Leonardo arriva e credo che gli studi stiano ancora determinando il valore propulsivo del suo soggiorno a Roma".

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