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Mazzette per mandare figli al college, nei guai Felicity Huffman

sabato 16 marzo 2019
1' di lettura

Roma, 13 mar. (askanews) - L'attrice statunitense Felicity Huffman esce dal tribunale di Los Angeles dopo essere stata incriminata per uno scandalo di mazzette pagate a degli intermediari, dietro un sistema di ammissioni truffaldine a diversi college d'élite come Yale, Stanford e Georgetown, i quali, tuttavia, non risultano coinvolti nell'inchiesta. Sono 33 i genitori incriminati dalla Fbi: oltre all'attrice divenuta celebre per aver interpretato Lynette nella serie tv "Casalinghe disperate", la collega Lori Loughlin, star di serie televisive come "Gli amici di papà" o "Summerland". Dai documenti in possesso degli inquirenti risulterebbe come Huffman avrebbe pagato 15mila dollari, mascherati da "contributo di beneficenza", per partecipare alla truffa per conto della figlia maggiore, mentre avrebbe poi rinunciato a fare altrettanto con la seconda. La truffa era stata organizzata da William "Rick" Singer tramite la sua società Edge College, che grazie ai contributi dei genitori che erano d'accordo con lui ha raccolto circa 25 milioni di dollari tra il 2011 e il 2018. Attualmente Singer è accusato di estorsione e riciclaggio.

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Starmer ha dichiarato: "La nostra determinazione è incrollabile. Penso sia molto importante chiarire che il focus deve rimanere sull'Ucraina. Ovviamente c'è un conflitto in corso in Iran, in Medio Oriente, ma non possiamo perdere di vista ciò che sta accadendo in Ucraina e l'importanza del nostro sostegno. Putin non può essere colui che trae vantaggio da un conflitto in Iran, sia per i prezzi del petrolio sia per la sospensione delle sanzioni".

Zelensky ha ringraziato il Regno Unito e sottolineato la necessità di non dimenticare "gli sforzi diplomatici e i negoziati in corso, e la situazione attuale con gli americani e con i russi", aggiungendo che nel corso dell'incontro avrebbero discusso anche della guerra in Iran, che a suo dire sta avendo una "grande influenza" sull'Ucraina e sull'Europa.

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