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Via della Seta, governo sotto attacco. E interviene anche l'Ue

sabato 16 marzo 2019
2' di lettura

Milano, 12 mar. (askanews) - Dopo la questione Tav si apre un nuovo fronte all'interno del governo: questa volta è la la Via della Seta. A far esplodere la polemica è la prevista firma di un protocollo d'intesa fra Italia e Cina relativo all'iniziativa strategica infrastrutturale della "Belt and Road" (o "Nuova Via della Seta"). Una intesa che disunisce le diverse anime del governo e che crea attriti tra l'Italia, l'Unione Europea e gli Stati Uniti. Ieri la Commissione europea ha ricordato che Pechino è un "partner" dell'Ue, ma anche un "concorrente economico" e un "rivale sistemico". Per questo serve "piena unità" tra i Paesi europei. Un richiamo che vale per tutti e in particolare per il governo italiano. Contro cui è intervenuto il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani (Forza Italia). "Mi pare singolare - ha accusato - che chi si dice sovranista alzi le mani e si arrenda all'invasione cinese". Nella maggioranza giallo-verde, una volta scoppiato il caso, le reazioni sono state diverse. Il ministro pentastellato per lo Sviluppo economico Luigi Di Maio ha difeso l'accordo che, ha spiegato, serve ad "esportare di più in Cina". Da parte sua, come d'abitudine, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha cercato di gettare acqua sul fuoco spiegando che l'intesa Italia-Cina serve per crescere, ma che la Nato non si discute. Il vice premier Matteo Salvini è prudente. "Se si aiutano le imprese italiane a fare business io sono contento, però ovviamente c'è da valutare la sicurezza nazionale e alcuni dossier. Non voglio che l'Italia sia la colonia di nessuno però studiamo, lavoriamo, approfondiamo, valutiamo", ha aggiunto. L'opposizione, però, non intende mollare la presa sul tema. Oltre a Forza Italia, anche il Pd è andato all'attacco. "E' l'ennesimo pasticcio di questa maggioranza, sarebbero serviti ben altri passaggi parlamentari e con gli alleati", ha accusato Nicola Zingaretti, mentre i deputati Dem chiedono che il governo chiarisca in Parlamento.

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Starmer ha dichiarato: "La nostra determinazione è incrollabile. Penso sia molto importante chiarire che il focus deve rimanere sull'Ucraina. Ovviamente c'è un conflitto in corso in Iran, in Medio Oriente, ma non possiamo perdere di vista ciò che sta accadendo in Ucraina e l'importanza del nostro sostegno. Putin non può essere colui che trae vantaggio da un conflitto in Iran, sia per i prezzi del petrolio sia per la sospensione delle sanzioni".

Zelensky ha ringraziato il Regno Unito e sottolineato la necessità di non dimenticare "gli sforzi diplomatici e i negoziati in corso, e la situazione attuale con gli americani e con i russi", aggiungendo che nel corso dell'incontro avrebbero discusso anche della guerra in Iran, che a suo dire sta avendo una "grande influenza" sull'Ucraina e sull'Europa.

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