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Onu: morti premature, una su 4 dovuta a inquinamento atmosferico

sabato 16 marzo 2019
1' di lettura

Ginevra, 13 mar. (askanews) - Un quarto di tutte le morti premature e delle malattie a livello mondiale sono causate dall'inquinamento atmosferico generato dall'attività umana. È l'allarme lanciato dalle Nazioni Unite in un report. Le emissioni prodotte dalle auto, le acque inquinate da agenti chimici e l'accelerazione della distruzione di cruciali ecosistemi, fondamentali per la vita di miliardi di persone, sono in drammatico peggioramento e rischiano di colpire anche l'economia globale, secondo l'Onu che ha raccolto i dati nel report semestrale Global Environment Outlook (GEO) redatto da 250 scienziati da 70 nazioni. Le scarse condizioni ambientali "causano il 25% circa della mortalità e delle malattie a livello mondiale", circa nove milioni di morti nel solo 2015. Le malattie legate alla mancanza di accesso a fonti di approviggionamento di acqua potabile causano la morte di 1,4 milioni di persone al mondo. Gli agenti chimici che arrivano nei mari provocano effetti negativi sulla salute a livello "potenzialmente multi-generazionale" e la deforestazione e il degrado dei terreni colpiscono aree della terra dove vivono 3,2 miliardi di persone. Secondo il report, l'inquinamento ambientale è la causa di 6-7 milioni di morti all'anno. Inoltre entro la metà del secolo i super-batteri resistenti agli antibiotici saranno la prima causa di morte prematura nel mondo. "Sono necessarie azioni urgenti su un livello senza precedenti per fermare e invertire la situazione", sottolinea una nota che accompagna il report. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, ogni anno l'inquinamento uccide circa 600 mila bambini.

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Starmer ha dichiarato: "La nostra determinazione è incrollabile. Penso sia molto importante chiarire che il focus deve rimanere sull'Ucraina. Ovviamente c'è un conflitto in corso in Iran, in Medio Oriente, ma non possiamo perdere di vista ciò che sta accadendo in Ucraina e l'importanza del nostro sostegno. Putin non può essere colui che trae vantaggio da un conflitto in Iran, sia per i prezzi del petrolio sia per la sospensione delle sanzioni".

Zelensky ha ringraziato il Regno Unito e sottolineato la necessità di non dimenticare "gli sforzi diplomatici e i negoziati in corso, e la situazione attuale con gli americani e con i russi", aggiungendo che nel corso dell'incontro avrebbero discusso anche della guerra in Iran, che a suo dire sta avendo una "grande influenza" sull'Ucraina e sull'Europa.

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