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Gb, il Parlamento al voto sulla richiesta di rinviare la Brexit

sabato 16 marzo 2019
2' di lettura

Roma, 14 mar. (askanews) - Gran Bretagna sempre più nel caos sul rebus Brexit. Il Parlamento è chiamato ora a votare sulla possibilità di chiedere all'Unione europea il permesso di rinviare la Brexit oltre la data prefissata del 29 marzo. Dopo aver bocciato il "no deal", ovvero l'uscita senza accordo, la primo ministro Theresa May punta a un terzo tentativo di fare approvare il suo piano. "Se la Camera dei Comuni troverà il modo di sostenere un accordo, ciò consentirebbe al governo di chiedere una breve proroga tecnica dell'articolo 50 per concedere il tempo necessario per approvare la legislazione necessaria e ratificare l'accordo che abbiamo raggiunto con l'Unione europea. Ma lasciatemi essere chiara: è probabile che la breve proroga venga concessa solo se vi sarà una qualche soluzione in vista". Non ci sono molte alternative ha detto: "Pertanto è necessario che il Parlamento capisca e accetti che se non è disposto a sostenere un accordo nei prossimi giorni e non è disposto a sostenere l'uscita senza accordo il 29 marzo, allora è necessario un lasso di tempo maggiore, il che richiederebbe la patecipazione del Regno Unito alle elezioni del Parlamento europeo di maggio". Lo scenario è di incertezza totale, davanti all'Europa che più volte ha dichiarato che l'ultima intesa raggiunta con May è stata l'ultima possibile e non ci saranno altre possibilità. E dopo il voto del Parlamento Gb ha ribadito che non basta il no al "no deal" ma serve un'accordo. Anche il leader dei laburisti, Jeremy Corbyn, da parte sua, ha dichiarato che la premier deve cercare un accordo con i parlamentari per una soluzione condivisa da presentare a Bruxelles.

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Starmer ha dichiarato: "La nostra determinazione è incrollabile. Penso sia molto importante chiarire che il focus deve rimanere sull'Ucraina. Ovviamente c'è un conflitto in corso in Iran, in Medio Oriente, ma non possiamo perdere di vista ciò che sta accadendo in Ucraina e l'importanza del nostro sostegno. Putin non può essere colui che trae vantaggio da un conflitto in Iran, sia per i prezzi del petrolio sia per la sospensione delle sanzioni".

Zelensky ha ringraziato il Regno Unito e sottolineato la necessità di non dimenticare "gli sforzi diplomatici e i negoziati in corso, e la situazione attuale con gli americani e con i russi", aggiungendo che nel corso dell'incontro avrebbero discusso anche della guerra in Iran, che a suo dire sta avendo una "grande influenza" sull'Ucraina e sull'Europa.

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