CATEGORIE

Il progetto SKA e gli aborigeni nel magico cielo dell'Australia

sabato 16 marzo 2019
3' di lettura

Roma, 13 mar. (askanews) - Prende corpo nel deserto dell'Australia occidentale un progetto scientifico che unisce astrofisica, antropologia, cultura, un pizzico di mistero: parliamo di Ska, il maxiradiotelescopio per indagare le origini dell'universo che sarà sviluppato anche in Sudafrica. Steven Tingay, docente di astrofisica alla Curtin University e Vicedirettore esecutivo del Centro internazionale per la Radio Astronomia dell'ateneo australiano, responsabile - sotto vari aspetti - del progetto in Australia occidentale. Tingay era a Roma il 13 marzo per la firma di un documento essenziale: "Abbiamo posto una pietra miliare per il progetto" spiega, intervistato negli studi di Askanews. "I paesi membri che partecipano al progetto hanno firmato il trattato fondativo dell'organizzazione internazionale che costruirà e opererà il telescopio. Si tratta in effetti di due telescopi, uno in Sudafrica e uno in Australia. Entrambi saranno molto più potenti di qualunque altro radiotelescopio mai costruito e guarderanno indietro nel tempo, quasi fino all'inizio dell'universo. Il telescopio in Australia è progettato per osservare le prime stelle e le prime galassie nate con la formazione dell'universo, trenta miliardi di anni fa, poco dopo il Big Bang". Questo incredibile progetto nasce all'interno di un progetto ancora più incredibile di cooperazione culturale: il telescopio con le sue antenne viene costruito sul territorio degli indigeni australiani. "I nostri telescopi devono essere costruiti in zone remote per allontanarci dalle interferenze umane. Abbiamo scelto una parte dell'Australia occidentale che è territorio degli indigeni Wadgerj-Yamaji, che occupano quell'area da decine di migliaia di anni. Possiamo costruire il nostro telescopio solo con il loro permesso e la loro collaborazione. Lavoro da dieci anni con gli indigeni su progetti che riguardano la loro visione del cielo notturno comparata alla visione del cielo che hanno gli occidentali". "Uno dei risultati della collaborazione è stato un progetto in cui scienziati e artisti si sono aiutati a vicenda a capire la loro visione del cielo; gli artisti poi hanno creato quadri per una mostra anzi per diverse mostre che hanno viaggiato in tutto il mondo; in Italia sono arrivati nel 2016. Queste mostre sono servite a far circolare la cultura aborigena fuori dall'Australia". Fra le cose che più hanno colpito Tingay in questi anni, il fatto che "tutti gli umani possono guardare al cielo notturno, meravigliarsi di fronte alle stelle e chiedersi da dove vengono e che posto hanno nell'universo. E' un'esperienza umana comune. Ma ci sono anche differenze interessanti: per esempio gli occidentali tendono a formare costellazioni unendo i punti luminosi delle stelle nel cielo, mentre gli indigeni australiani per creare le loro immagini nel cielo, guardano anche alle masse scure che appaiono per esempio fra una stella e l'altra nella Via Lattea". "Ma sono colpito anche dalla profonda saggezza della cultura indigena, una cultura che ha migliaia di anni di osservazione del cielo e di vita sul territorio. I popoli indigeni sono stati sconvolti e sradicati negli ultimi duecento anni dall'arrivo degli europei, e di conseguenza anche la loro cultura è stata sconvolta. Oggi c'è uno sforzo profondo di quella che chiamiamo 'riconciliazione' per mettere insieme indigeni e non indigeni, ricordare la storia e andare avanti. Questo progetto, nel suo piccolo, descrive benissimo il principio della riconciliazione. E credo che ne abbiamo visto i benefici, spero che continueremo. Abbiamo lavorato per un decennio, spero lo faremo per molti decenni ancora".

tag

Ti potrebbero interessare

Onu: 36.000 palestinesi sfollati in Cisgiordania in un anno

Milano, 17 mar. (askanews) - Le Nazioni Unite esortano Israele a fermare immediatamente la sua drastica espansione degli insediamenti in Cisgiordania, esprimendo preoccupazione per la "pulizia etnica" con oltre 36.000 palestinesi sfollati in un solo anno. "Il trasferimento illegale di persone protette è un crimine di guerra", avverte Thameen Al-Kheetan, portavoce dell'Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani, durante una conferenza stampa a Ginevra.

TMNews

Referendum, Pagliarulo (Anpi): votiamo "no" per difendere Costituzione

Roma, 17 mar. (askanews) - "Andate a votare il 22 e il 23 marzo per il referendum, è una cosa importante, perché questa legge che chiamano riforma della giustizia non è affatto una riforma della giustizia, non rende più brevi i tempi biblici dei processi, non aumenta il numero di magistrati, neppure il numero del personale tecnico e amministrativo, non affronta il sovraffollamento delle carceri: in sostanza non va nell'interesse dei cittadini". È l'appello al voto per il "no" del presidente nazionale ANPI Gianfranco Pagliarulo.

"L'obiettivo della legge - dice - è un altro, è indebolire l'indipendenza della magistratura, ma così si intimidiscono e si indeboliscono i magistrati stessi. E chi ci perde? Ci perdono i cittadini, in particolare i ceti più deboli, più poveri, quelli che avrebbero bisogno di più garanzia invece avrebbero meno garanzie. E chi ci guadagna? I potenti, i più ricchi e nel caso particolare i governi. Pur di avere mano libera, con questa legge cambiano sette articoli della Costituzione, la vogliono manomettere. Non si può fare, votiamo no", conclude Pagliarulo.

TMNews

Trump accusa la Nato: "Errore sciocco" sullo Stretto di Hormuz

Milano, 17 mar. (askanews) - "Penso che la Nato stia commettendo un errore molto sciocco, e lo dico da tempo, mi chiedo se la Nato sarà mai in grado di esserci per noi. Quindi questa è stata una grande prova. Perché non abbiamo bisogno di loro, ma avrebbero dovuto esserci". Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trumo, durante un incontro con il primo ministro irlandese Micheàl Martin.

TMNews

Incontro Starmer-Zelensky: non distogliere attenzione da Ucraina

Londra, 17 mar. (askanews) - Il primo ministro britannico Keir Starmer ha ribadito oggi al presidente ucraino Volodymyr Zelensky che la guerra in Iran non deve distogliere l'attenzione dall'Ucraina, riferisce il Guardian.

In un rapido confronto con la stampa, prima dell'inizio dei colloqui privati a Downing Street, Starmer ha sottolineato che alla Russia non dovrebbe essere consentito di trarre vantaggio dal conflitto iraniano, che ha fatto salire i prezzi del petrolio e portato gli Stati Uniti a sospendere parzialmente le sanzioni contro Mosca.

Starmer ha dichiarato: "La nostra determinazione è incrollabile. Penso sia molto importante chiarire che il focus deve rimanere sull'Ucraina. Ovviamente c'è un conflitto in corso in Iran, in Medio Oriente, ma non possiamo perdere di vista ciò che sta accadendo in Ucraina e l'importanza del nostro sostegno. Putin non può essere colui che trae vantaggio da un conflitto in Iran, sia per i prezzi del petrolio sia per la sospensione delle sanzioni".

Zelensky ha ringraziato il Regno Unito e sottolineato la necessità di non dimenticare "gli sforzi diplomatici e i negoziati in corso, e la situazione attuale con gli americani e con i russi", aggiungendo che nel corso dell'incontro avrebbero discusso anche della guerra in Iran, che a suo dire sta avendo una "grande influenza" sull'Ucraina e sull'Europa.

TMNews