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Sgombero del Cara di Castelnuovo, quando il Papa visitò il centro

sabato 26 gennaio 2019
1' di lettura

Roma, (askanews) - Continua lo sgombero dei migranti del Cara di Castelnuovo di Porto tra le polemiche, la mobilitazione e le accuse. L'operazione, che prevede lo spostamento di oltre 300 rifugiati in altre regioni italiane dal Centro accoglienza richiedenti asilo alle porte di Roma, per molti esponenti politici del Partito Democratico e del centrosinistra è uno degli effetti del Decreto Sicurezza voluto da Matteo Salvini. Ma il ministro dell'Interno, parlando su Radio, 1 ribadisce la linea. "Tutti gli aventi diritto saranno ricollocati entro il 31 in altre strutture che hanno liberato posti e non perderanno alcunché: non vedo quindi dov'è il problema. Chi ha diritto all'accoglienza ha sacrosanto diritto all'accoglienza, anche se spenderemo di meno perché non ci sono più i 35 euro al giorno che ingrassavano qualche pazza cooperativa e qualche pseudo imprenditore generoso che invece fatturava milioni di euro. Chi ha una protezione avrà garantiti tutti i diritti, chi viene riconosciuto in Italia senza diritto di starci ovviamente non avrà più diritto all'alloggio pagato in albergo". Pensare che, nel 2016, anche Papa Francesco aveva visitato il centro e celebrato la messa del Giovedì Santo a Castelnuovo davanti a 900 migranti, lavando i piedi ad alcuni di loro, invitando alla pace e alla fratellanza: "Siamo diversi, differenti, abbiamo differenti culture e religioni, ma siamo fratellie vogliamo vivere in pace e questo è il gesto che io faccio con voi".

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