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Sea Watch nella tempesta con 47 migranti, sindaci aprono i porti

sabato 26 gennaio 2019
2' di lettura

Roma, (askanews) - La nave Sea Watch 3 sta navigando nella tempesta verso la Sicilia alla ricerca di un riparo con a bordo 47 naufraghi soccorsi sabato scorso nel Mediterraneo e si riapre la polemica sullo sbarco di migranti in Italia. La ong tedesca, via Twitter, ha riferito di trovarsi in un mare "con onde di 7 metri, pioggia e vento gelido". Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando ha annunciato che "Palermo (...) è pronta ad accogliere questi naufraghi e gli uomini e le donne che li hanno salvati da morte certa". A sua volta il primo cittadino di Lampedusa, Salvatore Martello, in un collegamento telefonico con la trasmissione Tagadà su La7, ha riferito: "Il porto di Lampedusa è aperto. Questo succede ogni qual volta c'è maltempo. Vengono a ripararsi a Lampedusa le barche di Mazara del Vallo, le barche tunisine, vengono a ripararsi all'interno del porto di Lampedusa. Questa è una regola internazionale, nel senso che quando il mare è proibitivo ogni nave si può mettere a ridosso del porto, cosa diversa è se si deve chiedere l'autorizzazione a sbarcare o meno". La nave riceverà supporto medico e sanitario, in caso di bisogno - ha affermato il vice-premier e capo dei cinque stelle, Luigi di Maio - ma poi dovrà puntare la prua verso Marsiglia, ha attaccato. Categorico invece l'altro vice-premier e leader della Lega, Matteo Salvini: "In Italia si arriva se si ha il permesso di arrivare, questo vale anche per la nave della Sea Watch, che ha fatto a gara con la guardia costiera libica per raccogliere 47 migranti, ha vagato davanti alla Tunisia senza far niente, ha vagato davanti a Malta senza far nulla e adesso arriva in Italia, no, nisba, niet".

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