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Patricia Arquette: finalmente si parla di parità salario e abusi

sabato 22 giugno 2019
2' di lettura

Roma (askanews) - Quest'anno ha vinto un Golden Globe per il film tv "Escape at Dannemora", e con il suo ultimo ruolo, quello di una madre disturbata e iperprotettiva nella serie "The Act", Patricia Arquette ha offerto un'altra grande prova. L'attrice americana è stata ospite della seconda edizione del Filming Italy Sardegna Festival, dove ha parlato di questo ruolo e di molto altro. "E' basato su una storia vera, di una madre e una figlia, e la madre ha la sindrome di Munchhausen, che è una malattia mentale per cui impone alla figlia un trattamento medico di cui lei non ha bisogno. Certo non corrisponde alla mia madre ideale, è difficile interpretare una mamma del genere, ma penso sia importante perché molta gente non sa quanto siano frequenti gli abusi medici sui bambini". Arquette, che è fuori da qualsiasi cliché hollywoodiano, ha sempre interpretato ruoli intensi, da "Una vita al massimo" a Boyhood", con cui ha vinto l'Oscar. Proprio in occasione di quella cerimonia fece un discorso a favore dell'uguaglianza di retribuzione, per tutte le donne. Oggi, dopo quattro anni, dice: "Alcune leggi sono cambiate in America ma soprattutto è diventato un tema di cui si è parlato in tutto il mondo. Ma non c'è un Paese dove le donne siano pagate quanto gli uomini, in America nel 98% dei lavori non succede, ma credo si siano fatti dei passi avanti e le persone ora stanno facendo pressione". A proposito dei movimenti "time's up" e "metoo" contro la violenza sulle donne, l'attrice americana sostiene: "Mia sorella Rosanna è stata è una delle prime attrici a parlarne e sono molto fiera di lei. Questo dibattito doveva emergere molto tempo prima: ci sono state talmente tante vittime di abusi sessuali, milioni, alcuni hanno subito più volte durante la loro vita. E' un momento eccezionale per le donne e gli uomini, per cambiare comportamento, perché possiamo avere bellissime relazioni tra noi. Può essere un momento incredibile per tutti noi".

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