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Venture capital, Capello: gap Italia-UE può essere opportunità

sabato 22 giugno 2019
3' di lettura

Milano, 21 giu. (askanews) - Il venture capital rappresenta una vera e propria linfa vitale per l'industria del domani. Lo sanno bene all'estero, soprattutto in Paesi come la Gran Bretagna e l'Irlanda dove l'investimento in start up è un motore di crescita e sviluppo. L'Italia, invece, in questo senso è ancora indietro e fatica a dare impulsi positivi all'ecosistema delle start up e dell'innovazione. Eppure questo ritardo può diventare una opportunità. Come spiega Luigi Capello amministratore delegato di LVenture Group intervenuto nell'ambito dell'Innovation day al Milano Luiss Hub: "Il mercato del venture capital oggi in Italia è arretrato rispetto agli altri Paesi europei ed è ovvio che dobbiamo fare molto per recuperare questo gap. Lo consideriamo comunque una grande opportunità perchè questo significa che i prezzi delle nostre startup sono molto interessanti. Per questo dobbiamo continuare a investire sempre di più nel venture capital perchè è capitale etico che serve allo sviluppo economico del Paese per dare lavoro ai giovani e a creare l'industria del futuro". Perchè l'industria del futuro decolli è necessario che il pubblico giochi la sua parte e contribuisca ad accelerare questo processo. Qualcosa è stato fatto nell'ultima legge di bilancio con l'introduzione del Fondo nazionale per l'innovazione, pensato per aiutare le start up a cercare capitali di rischio. Ma serve concretezza per dare seguito ai buoni propositi: "Sono stati fatti numerosi interventi legislativi ed è chiaro che questi interventi devono essere eseguiti, e su questo manca un po' di execution. Tra gli altri ricordo la partenza del fondo nazionale per l'innovazione previsto nella finanziaria: sono passati diversi mesi ci aspettiamo un po' più di concretezza, che questo parta. Questi soldi sono fondamentali, succede in tutti gli altri Paesi europei che ci siano dei fondi nazionali che coinvestano con gli operatori di venture capital. Per cui ci aspettiamo che questo parta presto e dia boost al sistema". In questo panorama LVenture Group, che investe in startup digitali ad elevato potenziale di crescita, si pone come primario interlocutore per l'innovazione industriale, operando nelle fasi iniziali del venture capital, nel cosiddetto mercato seed, quando l'idea d'impresa è ancora in fase sperimentale: "Il mercato seed del venture capital ha due elementi: uno che il venture capital è tra le asset class più redditizie nel lungo termine tra le diverse attività finanziarie. Secondo l'asset class del seed è quella più redditizia, noi ci collochiamo in quella fascia lì. Siamo quelli che vanno tipo cani da tartufo a cercare idee, talenti per portarli sul mercato mettendo soldi impegno, risorse per creare nuove imprese e nuova industria del domani". Nel piano industriale al 2022, recentemente presentato, LVenture Group ha previsto un totale di 30 milioni di investimenti con un utile positivo su tutto il periodo e un aumento di capitale per un massimo di 8 milioni nel 2019 finalizzato proprio a potenziare le proprie attività. "Abbiamo due punti molto interessanti: uno è il fatturato che nel 2019 atteso è intorno ai 5 milioni, abbiamo un mol in pareggio, un utile positivo. Il nostro portafoglio sta andando molto bene e contiamo di superare i dati che abbiamo dato di bilancio. Questa è la nostra scommessa. Abbiamo tante startup che stanno incrementando di valore, sempre più investitori si affacciano per cui siamo veramente molto soddisfatti". In prospettiva LVenture Group punta a spingere le proprie start up sui mercati internazionali anche attraverso alleanze con investitori e acceleratori consentendo alle giovani imprese di trovare i fondi necessari per scalare in fretta il mercato.

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