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Turchia, il partito di Erdogan perde Ankara dopo 25 anni

sabato 6 aprile 2019
1' di lettura

Roma, 1 apr. (askanews) - In Turchia il partito del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, Akp, ha perso il controllo di Ankara dopo 25 anni nel turno delle elezioni amministrative. "Se ci sono fallimenti, è nostro dovere cambiare", ha detto il presidente turco" parlando ai suoi sostenitori dopo i primi risultati. "A partire da domani mattina - ha dichiarato - inizieremo il nostro lavoro per individuare le mancanze e correggerle". Inoltre a Instanbul il candidato del principale partito d'opposizione, il Chp, Ekrem Imamoglu, già festeggia la vittoria: è avanti sul rivale del partito di governo Akp, Binali Yildirim. Secondo l'autorità elettorale turca, Imamoglu ha superato di poco lo sfidante con 4.159.650 voti, contro i 4.131.761 voti del candidato di Erdogan. Ma lo scrutinio non è stato completato, mancano ancora un'ottantina di seggi a causa di contestazioni. Se il dato, come sembra, fosse confermato, sarebbe una bella sconfitta per Erdogan l'aver perso la città più popolosa del Paese, dopo Ankara.

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Energia, Orsini: se serve alle imprese, riaprire le centrali a carbone

Milano, 22 apr. (askanews) - Sull'energia l'Italia deve "fare i compiti a casa" mettendo a terra tutto quello che è possibile, riapertura delle centrali a carbone inclusa. A dirlo, il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, parlando a margine della sua visita al Salone del Mobile a Rho.

"In Italia dobbiamo fare i compiti a casa, perché dobbiamo cercare subito l'area idonea per il fotovoltaico, le rinnovabili e l'eolico. Credo che sia fondamentale mettere a terra tutto ciò che è possibile sul tema dell'energia" ha detto, aggiungendo di aspettarsi che l'Europa dia "garanzie alle banche dei vari Stati per poter costruire dei nuovi impianti".

"Quello che dobbiamo fare oggi è costruire impianti, ma se neanche i partiti politici riescono a trovare l'area idonea, capite che è un problema" ha lamentato Orsini. "Poi è logico puntare alle nuove tecnologie, i micro reattori nucleari, ma ci vogliono dieci anni. Quindi - ha concluso - occorre fare tutto quello che si può, anche riaprire le centrali a carbone, perché se oggi serve riaprire le centrali a carbone per poter dare benefici alle nostre imprese, va fatto. Ricordo che la Germania lo sta facendo".

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"In un momento come questo dobbiamo compattarci e costruire le regole del nostro Paese per far sì che le imprese abbiano gli investimenti - ha aggiunto - ci aspettiamo velocemente l'iperammortamento, che ci sia il decreto bollette e che ci sia una visione d'Europa che sia collettiva. Oggi è impensabile non parlare di stabilità in un momento come questo".

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Orsini: in Sicilia iniziano a mancare primi prodotti, l'Ue si svegli

Milano, 22 apr. (askanews) - "Parlando con il presidente di Federdistribuzione in questi giorni, ho appreso che in Sicilia cominciano a mancare sullo scaffale alcuni prodotti. E quando cominciano a mancare i prodotti sugli scaffali significa che...". Così il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, a margine della sua visita al Salone del Mobile.

"L'Europa si deve svegliare, abbiamo bisogno che si costruisca un percorso. E ancora oggi leggo che ci sono consigli ai Paesi su cosa fare sull'energia, io mi aspetto invece una cosa diversa dall'Europa. L'Europa oggi deve dare con chiarezza e certezza misure di aiuto soprattutto a quei paesi che sono un po' più indietro sull'energia".

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Conti pubblici, Orsini: l'Ue faccia l'Ue, intervenire sul debito

Milano, 22 apr. (askanews) - "Credo che in un momento come questo, un momento complicato per il Paese, l'Europa dovrà fare l'Europa, essendo un europeista convinto", quindi intervenire "sicuramente sul debito pubblico. Non si può pensare agli aiuti di Stato, perché la nostra capacità fiscale sarebbe ovviamente bassissima, perché il debito che abbiamo non ci permetterebbe di sostenere le imprese".

Così il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, commentando con i giornalisti, a margine della sua visita al Salone del Mobile, il dato Eurostat sul deficit italiano al 3,1%, che allontana al 2027 l'uscita del nostro Paese dalla procedura di infrazione Ue. "Ricordo solo che la Germania due settimane fa ha erogato 26 miliardi a sostegno dell'energia. Noi 26 miliardi non li abbiamo - ha aggiunto - c'è un tema di competitività. Non è che solo alcuni Paesi europei, ma tutta l'Europa deve andare bene, essendo noi la seconda manifattura europea".

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