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Con Andriani nasce la prima filiera di legumi sostenibili

sabato 6 aprile 2019
1' di lettura

Milano, 5 apr. (askanews) - Miglioramento delle performance coniugato con la sostenibiltà ambientale e sociale: sono gli obiettivi del progetto di filiera di legumi sostenibili, il primo in Italia, realizzato dall'azienda Andriani, di Gravina di Puglia, in collaborazione con Horta, spin-off dell'Università Cattolica di Piacenza. Filippo Capurso, sustainability coordinator di Andriani ha presentato a Bari - nel corso dell'incontro organizzato dal Salone della Csr presso Confindustria Bari-BAT come settima tappa de i Territori della sostenibilità - i dettagli del progetto che prevede la verifica e misurazione di una serie di parametri lungo tutta la filiera degli agricoltori che collaborano con l'azienda. Un protocollo che permette di avere sempre sotto controllo grazie agli indicatori di sostenibilità la reale adesione agli obiettivi di salvaguardia ambientale e responsabilità d'impresa fissati dal progetto. Andriani, considerata fra le più importanti aziende dell'innovation food con stabilimento interamente dedicato alle produzioni allergen free, nel 2018 ha destinato alle diverse strategie di Csr 4 milioni di euro su di un fatturato di circa 54 milioni. Tra i diversi progetti presentati a Bari anche lo studio per il recupero della pula di grano saraceno per un riutilizzo nell'edilizia e nell'arredo. E ancora un l'impianto di trigenerazione, il riciclo di acque reflue, il programma di mobilità sostenibile per i lavoratori del gruppo. Con la sua testimonianza Andriani si colloca senza dubbio tra i migliori esempi di imprenditorialità responsabile che il giro di Italia dei Territori della sostenibilità ha incontrato nel suo tour. ( luca.ferraiuolo@askanews.it )

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"Siamo a Deir el-Balah, cari concittadini. Oggi, 25 aprile 2026, presso il Centro Hussein Baraka n. 1, sono iniziate le votazioni. I seggi sono pronti ad accogliervi e siete tutti i benvenuti", dice un volontario ai seggi.

Sono circa 70.000 gli aventi diritto nella zona di Deir el-Balah, nel centro della Striscia di Gaza, città scelta come banco di prova per il rilancio del processo democratico dato che ha subito relativamente meno danni rispetto ad altre aree nel conflitto con Israele.

Questo è il primo voto nella Striscia di Gaza dal 2006, quando Hamas vinse le elezioni legislative e prese poi il controllo dell'enclave dopo scontri con Fatah, il partito del presidente dell'Autorità Palestinese Abu Mazen (Mahmoud Abbas).

"Chiedo a Dio che questo sia l'inizio di ulteriori sviluppi positivi, come elezioni legislative o presidenziali. Se Dio vuole, sarà un buon inizio e le organizzazioni internazionali ricominceranno a impegnarsi con la Striscia di Gaza dopo 20 anni di abbandono dovuti ad accuse di illegittimità", ha commentato ad Afp Ibrahim Al-Azaizeh, pensionato.

Secondo la Commissione elettorale centrale con sede a Ramallah - scrive Afp - quasi un milione e mezzo di persone sono iscritte nelle liste elettorali della Cisgiordania occupata da Israele. La maggior parte delle liste elettorali è allineata con il partito laico-nazionalista Fatah del presidente Mahmud Abbas, oppure si presenta come indipendente. Non ci sarebbero liste affiliate con Hamas, l'acerrimo rivale di Fatah, che controlla quasi metà della Striscia di Gaza.

"In questo giorno si celebra davvero la democrazia. Per noi conferma che questo popolo, il popolo palestinese, nonostante tutte le tragedie, nonostante l'assedio e nonostante tutto ciò che l'occupazione israeliana sta facendo, ha deciso di esercitare il proprio diritto democratico eleggendo i propri consigli e organi locali", afferma un candidato, Munif Taridh.

Abbas, che ora ha 90 anni ed è rimasto al potere per oltre 20 anni senza mai essere rieletto, promette spesso elezioni legislative e presidenziali che non si sono mai tenute.

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Il capo dello Stato ha reso omaggio al Monumento ai Caduti della Resistenza "Arnaldo Bellabarba". Ad attendere Mattarella, insieme al sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, il ministro della Difesa Guido Crosetto. Tra le autorità anche il Prefetto di Macerata, Giovanni Signer, il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, e il presidente della Provincia di Macerata, Alessandro Gentilucci.

Dopo il saluto al picchetto d'onore, il Presidente ha deposto una corona di alloro al Monumento della Resistenza, quindi il Capo dello Stato si è trasferito a piazza Del Popolo. Qui, dopo gli onori militari il Presidente farà il suo ingresso al teatro Feronia per la cerimonia.

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