CATEGORIE

Tenchini (Sharp): le persone al centro del lavoro che cambia

sabato 21 dicembre 2019
3' di lettura

Roma, 20 dic. (askanews) - Le tecnologie cambiano rapidamente e hanno un forte impatto sul lavoro ma l'aspetto più importante restano le persone. Saranno quindi i nativi digitali con le loro visioni e aspirazioni a definire la cultura del lavoro nei prossimi anni. Lo spiega in un'intervista ad Askanews il direttore marketing e comunicazione di Sharp Italia, Carlo Alberto Tenchini. Sharp è un azienda dedicata all innovazione e allora come sta cambiando il lavoro? "Noi siamo partiti da quello che facciamo di mestiere, introdurre innovazione negli ambienti di lavoro. Tecnologie sistemi e servizi. E ci siamo resi conto che questo è un momento molto particolare della storia umana, è un momento dove i cambi sono molto veloci, il cambiamento è molto più veloce che in passato. Mercati economie e tecnologie cambiamo in modo esponenziale. Il problema è che le persone non apprendono e non cambiano in maniera esponenziale ma in maniera lineare. Quindi ci siamo messi a capire quale è la relazione di interdipendenza tra persone, tecnologie e spazi per quello che deve essere l ambiente di lavoro". Quali sono i risultati che avete trovato. Il lavoro, diceva, cambia anche come spazi, come percezione delle persone. In che senso? "Il punto di partenza da cui siamo partiti è il nostro mestiere quello delle tecnologie ci siamo resi conto invece che l aspetto più importante è quello delle persone. Avremo entro il 2025 il 75% della forza lavoro che saranno i famosi nativi digitali. C è chi parla di millenials, a me queste categorizzazioni risultano un po complesse, preferisco dire che c è chi ha visto l analogico e chi invece non lo ha visto. I ragazzi che sono chiamati i nativi digitali costituiranno fra poco più di 5 anni il 75% della forza lavoro. Quindi saranno le loro aspirazioni le loro visioni del lavoro, il loro rapporto con la tecnologia che definiranno quale sarà la cultura del lavoro. E sarà molto diversa da quella di oggi". Voi avete preso delle iniziative, avete realizzato uno studio, quali sono i risultati principali che avete trovato? "Lo studio è stato fatto su quattro pilastri: una ricerca scientifica, è stata fatta poi un analisi sui big data su quello che è il parlato social relativamente a questo argomento, in più è stato fatto un workshop dove persone dell azienda Sharp, a livello internazionale, si sono confrontate per una sttimana con questi ragazzi, nativi digitali. Il risultato è fondamente la necessità per le aziende di acquisire e soprattutto trattenere questi talenti per il futuro. E per farlo dovranno rivedere completamente quelli che sono gli spazi, i processi, le metodologie applicate nell ambiente di lavoro. Sono uscite cose molto interessanti tra cui il ruolo di quello che sarà il leader. Il leader nel futuro viene visto come qualcuno, il coach, che accompagna il giovane nel suo percorso e sta riapparendo la figura del maestro, la persona che è un punto di riferimento. Poi naturalmente anche i luoghi di lavoro dovranno essere totalmente rivisti. Oggi di parla di smart working, di lavoro da remoto e cosa vuol dire? Vuol dire allontanare le persone o trattenerle in azienda? Fondamentalmente emerge che sì, ci vuole flessibilità e possibilità di lavorare da remoto, ma servono degli spazi di interazione che possono essere fisici o virtuali. Quindi luoghi di aggregazione nelle aziende, caffetterie, sale relax, sale incontro ma anche tecnologie che rendano facile interagire tra le persone anche se sono molto lontane". Sharop ha anche avviato un iniziativa con la Cà Foscari e varie altre iniziative che vogliono collegare la managerialità al percorso formativo. "Un altro aspetto che emerso, importantissimo, è la necessità per le persone di continuamente formarsi o accrescere le proprie competenze o acquisire competenze nuove. Abbiamo voluto creare degli ambienti reali perché la ricerca è una cosa, la sperimentazione è una cosa ma la realtà è ancora più importante, e quindi creare degli ambienti reali dove sperimentare le nostre tecnologie e queste visioni che abbiamo del lavoro. Abbiamo creato con Cà Foscari un innovation hub che è un luogo d incontro tra l impresa e l università, quindi docenti e studenti, dove abbiamo inserito le nostre tecnologie e vengono utilizzate da ragazzi ed adulti in un ottica collaborativa e innovativa. L innovation hub di Cà Foscari è una porta aperta anche sul mondo dell Oriente che oggi è un mondo che spinge come crescita ed è un posto assolutamente innovativo dove fare sperimentazione reale di questi concetti".

tag

Ti potrebbero interessare

Rubio: "Trattative Israele-Libano un'opportunità storica"

Washington, 14 apr. (askanews) - Le trattive tra Israele e Libano iniziate oggi nella capitale Usa sono una "opportunita storica". Lo ha detto il segretario di Stato, Marco Rubio, prima dell'inizio dei negoziati che sta ospitando a Washington. "Comprendiamo che stiamo operando contro decenni di storia", ha aggiunto il capo della diplomazia Usa consapevole che la situazione complessa non può essere risolta nel corso delle prossime ore. "So che alcuni di voi stanno chiedendo a gran voce dei cessate il fuoco. Qui si tratta di molto di più. Si tratta di porre fine in modo permanente a 20 o 30 anni di influenza di Hezbollah in questa parte del mondo, e non solo ai danni inflitti a Israele, ma anche ai danni inflitti al popolo libanese", ha aggiunto Rubio.

TMNews

Sudan, Croce Rossa: più di 11.000 dispersi in 3 anni di guerra civile

Ginevra, 14 apr. (askanews) - Più di 11.000 persone risultano disperse dall'inizio della brutale guerra civile in Sudan, tre anni fa: lo afferma James Reynolds, vicedirettore per l'Africa del Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr), intervenendo a una conferenza stampa delle Nazioni Unite a Ginevra.

"Sapete già che ci sono più di 11 milioni di sfollati interni ed esterni e che il 70 o l'80% delle infrastrutture sanitarie nelle zone di conflitto sono diventate non funzionanti o gravemente carenti di risorse. Ciò che forse sapete meno è che, secondo il Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr), il numero di persone scomparse continua ad aumentare, con molte reti di comunicazione distrutte, innumerevoli famiglie che hanno perso i contatti con i propri cari e l'incertezza sul loro destino sta causando una profonda e duratura sofferenza psicologica. Il numero di persone scomparse registrate dal Cicr in Sudan ha raggiunto quota 11.000, con un aumento di oltre il 40% solo nell'ultimo anno."

TMNews

Gaza, un bambino ucciso in un raid israeliano

Gaza, 14 apr. (askanews) - Alcuni palestinesi ispezionano un veicolo della polizia distrutto in un raid aereo israeliano che ha ucciso quattro persone, tra cui un bambino piccolo, a Gaza City. All'obitorio dell'ospedale al-Shifa, i parenti piangono sul corpo del piccolo Yahya al-Malahi, di tre anni, ucciso nel raid. "Questa è la realtà per i bambini della Palestina e il destino del popolo palestinese: non conoscere mai la felicità", dice lo zio, mentre la famiglia di Yahya si dirigeva al matrimonio di un parente vicino al luogo del raid.

TMNews

III edizione del Premio Volontari@Work

Roma, 14 apr. (askanews) - Si è svolta presso la Sala del Mappamondo della Camera dei Deputati, la cerimonia di premiazione della III edizione del Premio Volontari@Work, riconoscimento nazionale dedicato al volontariato di competenza e promosso dalla Fondazione Terzjus, con il patrocinio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e di Unioncamere, e con il contributo del Forum Nazionale del Terzo Settore e di Italia non Profit. Un premio con cui valorizzare il rapporto tra imprese ed Enti del Terzo Settore. Ha parlato così Luigi Bobba, Presidente Fondazione Terzjus: "Siamo passati dai 23 partecipanti del primo anno, ai 27 del secondo, ai 52 di questo terzo. Come dire, quel piccolo seme che avevamo individuato forse sta cominciando a crescere. Perché è importante? Perché segnala e racconta un'inedita alleanza tra il mondo delle imprese non profit e il mondo degli ETS, degli enti di Terzo Settore".

I numeri della terza edizione confermano la crescita dell'iniziativa. 52 candidature ricevute da aziende ed enti del terzo settore, i cui progetti sono accomunati dalla capacità di generare impatto concreto nei territori e nelle comunità.

"Siamo di fronte anche ad un momento storico in cui, finalmente, c'è la consapevolezza del valore economico del volontariato. Un valore che va oltre la dimensione culturale. Occorre affrontare una nuova sfida: cominciare ad assegnare un valore a questa spontaneità, a queste azioni gratuite di milioni di italiani che si rivolgono al bene comune, attraverso uno scambio di competenze tra le imprese e il Terzo Settore, ma soprattutto uno scambio di competenze che genera un valore. La grande sfida è cominciare a misurare questo valore" ha dichiarato Gabriele Sepio, Segretario Generale di Fondazione Terzjus.

Un ruolo centrale attribuito al volontariato, e in particolare al volontariato di competenza, è presente anche nel Piano d'azione italiano per l'economia sociale, promosso dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, in attuazione della raccomandazione europea. Ne ha parlato Lucia Albano, Sottosegretario di Stato al Ministero dell'Economia e delle Finanze: "È un evento fondamentale per sottolineare il ruolo del volontariato, ma quando il volontariato si riempie delle competenze che nascono dal mondo dell'impresa, dal mercato, dalle professioni, ecco diventa un valore in più per costruire un futuro diverso".

Nel corso della Cerimonia, premiati i progetti vincitori, selezionati da una Giuria d'eccezione composta da esponenti del mondo istituzionale, scientifico, del Terzo Settore e della comunicazione e presieduta dall'Onorevole Anna Ascani. Un incontro moderato da Sara Vinciguerra, Segretario del Premio e che ha visto la partecipazione anche del Ragioniere Generale dello Stato Daria Perrotta.

Menzioni speciali assegnate a personalità e organizzazioni che si sono distinte nella promozione del valore sociale delle competenze. La terza edizione di Volontari@Work, conferma quindi il volontariato di competenza come un modello sempre più rilevante: non solo solidarietà, ma un'alleanza tra imprese ed Enti del Terzo Settore per rafforzare le competenze, migliorare i servizi, attivare collaborazioni e generare valore condiviso per le comunità.

TMNews