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Cnr accorpa la chimica a Milano, risposta a sfide sostenibilità

sabato 13 luglio 2019
2' di lettura

Milano, 8 lug. (askanews) - Se l'Italia vuole davvero guardare al futuro e affrontare le grandi sfide della sostenibilità, dalla produzione di cibo ed energia allo sviluppo industriale, un ruolo fondamentale lo gioca il settore della chimica pura e applicata, per esempio con l'invenzione di nuovi materiali biodegradabili o con il riuso dei rifiuti. Per questo il Cnr continua la sua riorganizzazione con la nascita di un nuovo polo di ricerca a Milano, che accorpa gli Istituti per lo studio delle macromolecole, di chimica del riconoscimento molecolare e di scienze e tecnologie molecolari. Si chiama Scitec e nasce, come evidenzia il presidente del Cnr Massimo Inguscio, con l'obiettivo di massimizzare la collaborazione con imprese e università, anche con un richiamo al passato. "Questo nuovo istituto di scienze e tecnologie chimiche - ha detto - non a caso è intitolato a Giulio Natta che una sessantina di anno fa, da profondo conoscitore di molecole e macromolecole, portò a quella rivoluzione industriale importantissima che fu molto responsabile del boom economico e del trasferimento poi delle scoperte verso il mondo industriale". L'istituto, dedicato appunto al premio Nobel per la chimica del 1963, impiegherà circa 120 ricercatori del Cnr che, con assegnisti e dottorandi, dovrebbero crescere fino a quota 200, senza dimenticare le collaborazioni con l'estero. "Noi con l'Europa, i ricercatori del Cnr insieme alle università, abbiamo già tanti progetti in corso, cito ad esempio l'uso degli scarti della tostatura del caffè per produrre nuovi materiali, oppure tecniche antiparassitarie per l'agricoltura, in particolare sull'ulivo, che però non danneggino l'ecologia della campagne e poi soprattutto molto legato a questa avventura c'è un progetto che mira a delle attività con catalizzatori che servono e produrre e immagazzinare idrogeno". La nascita del nuovo istituto è un ulteriore tassello della riorganizzazione del Cnr che anticipa il lancio dell'Istituto per la mobilità sostenibile e segue il varo degli Istituti di bioeconomia, di scienze polari, di scienza e tecnologia dei plasmi, di quello per la ricerca e l'innovazione biomedica, di quello sul Mediterraneo e di quello per il patrimonio culturale.

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