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Biglietto nominale, la protesta dei promoter: noi sì e Bolle no?

sabato 13 luglio 2019
2' di lettura

Roma, 9 lug. (askanews) - I principali promoter italiani - Roberto De Luca (Live Nation), Ferdinando Salzano (Friends&Partner), Francesco Barbaro (Otr Live), Mimmo D'Alessandro (Di and Gi) Maurizio Salvadori (Trident) e Clemente Zard di (Vivo Concerti), tra gli altri - si sono riuniti in una conferenza stampa aperta da Vincenzo Spera di Assomusica a Milano. E questa sarebbe già una notizia. A riunire il gotha degli organizzatori e produttori di spettacoli di musica dal vivo in Italia è stata la protesta contro l'introduzione del biglietto nominale obbligatorio. Una norma che in teoria è nata per arginare il secondary ticketing, cioé il bagarinaggio fisico o online. Ma secondo i promoter potrebbe far aumentare il prezzo dei biglietti di almeno 8-10 euro e creare file ai cancelli più lunghe del previsto. Ferdinando Salzano, amministratore delegato di Friends&Partner group, alla conferenza all'Hotel Westin Palace ha dichiarato: "Quelli che arrivano dalla provincia per Milano, Roma, Firenze, a che ora dovrebbero arrivare? Il che vuol dire che dovranno rinunciare a quel concerto perché si creeranno delle code interminabili e ci sarannno difficoltà nell'afflusso". Da parte sua il capo di Live Nation, Roberto de Luca, ha aggiunto: "Quella del biglietto nominale è una legge inutile, creerà soltanto disagi, code ai cancelli, un aumento dei costi del biglietto stesso, e andrà contro il consumatore diretto, che è il pubblico, contrariamente a quello che dice di voler fare, cioè difendere il pubblico". Secondo i promoter inoltre la norma è ingiusta perché non riguarda gli eventi di musica lirica e classica, la prosa e il jazz. Arrivato dal Senato, dove a breve si discuteranno due emendamenti a firma FI e Pd che potrebbero rinviare gli effetti della norma introdotta in extremis in Finanziaria da un emendamento del grillino Sergio Battelli, il presidente di Assomusica e promoter di Duemila grandi eventi, Vincenzo Spera, ci ha spiegato: "Se lei va a vedere Bolle, che riempie l'Arena di Verona, e sono tutti in secondary sui biglietti, la maggior parte, non gliene frega niente che si faccia il secondary ticketing, se va a vedere Morricone invece sì, quindi il calcio va bene, sono tutti in secondary ticketing nonostante ci sia il biglietto nominale da anni, quindi evidentemente il fenomeno va affrontato diversamente". "I dati dicono questo: lo dicono principalmente per lo stadio, ma un altro caso pilota fatto volontariamente dalla Scala di Milano, da quando ha introdotto il biglietto nominale ha avuto un calo del 40% delle vendite, detto dal soprintendente, non da me". "Battelli fa la legge e quindi è certo che quello che fa è stupendo, ma mi fa molto pensare una persona che abbia buon senso, ora facciamo la legge, poi vediamo se va bene e sennò la cambiamo. Noi stiamo aspettando da 45 anni che venga fatta la legge sullo spettacolo dal vivo. È stata fatta decadere proprio da questo governo, speriamo che la riprendano e la facciano, ma ci si può fidare?", ha concluso.

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