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Capire il cambiamento climatico, per poi poter agire sul serio

giovedì 28 marzo 2019
1' di lettura

Milano, 25 mar. (askanews) - La Terra non morirà nel prossimo futuro a causa del surriscaldamento globale. Ma a scomparire potrebbero essere le condizioni di vita, compresa quella della razza umana. E' questo il messaggio che viene lanciato dalla mostra-experience "Capire il cambiamento climatico" ospitata nel Museo di Storia Naturale di Milano, realizzata in collaborazione con National Geographic Society e con la curatela scientifica di Luca Mercalli. L'esposizione, che documenta cause ed effetti di quello che sta accadendo al nostro pianeta attraverso diverse installazioni immersive, insiste sull'importanza di prendere coscienza di un tema che è a tutti gli effetti il tema principale del nostro tempo, ma sul quale molti, compresi governi e istituzioni internazionali, continuano a fare poco nel migliore dei casi. Mentre nei peggiori negano del tutto la realtà scientifica di quanto abbiamo provocato sulla Terra. L'idea che sostiene l'esposizione è che "solo dalla conoscenza è possibile passare all'azione per contrastare questa tendenza e cambiare il corso del nostro futuro". Per questo, accanto alla parte più spettacolare, basata sulle fotografie del National Geographic e su una serie di installazioni multimediali d'impatto, la seconda parte della mostra è dedicata a quello che, nel concreto e nel quotidiano, ciascuno di noi può fare sin da ora. Per essere attore di un cambiamento, questa volta in senso positivo, che consenta alla società umana di mettere in atto quelle "misure senza precedenti" che gli scienziati dell'IPCC delle Nazioni Unite ritengono siano ormai indispensabili.

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In un rapido confronto con la stampa, prima dell'inizio dei colloqui privati a Downing Street, Starmer ha sottolineato che alla Russia non dovrebbe essere consentito di trarre vantaggio dal conflitto iraniano, che ha fatto salire i prezzi del petrolio e portato gli Stati Uniti a sospendere parzialmente le sanzioni contro Mosca.

Starmer ha dichiarato: "La nostra determinazione è incrollabile. Penso sia molto importante chiarire che il focus deve rimanere sull'Ucraina. Ovviamente c'è un conflitto in corso in Iran, in Medio Oriente, ma non possiamo perdere di vista ciò che sta accadendo in Ucraina e l'importanza del nostro sostegno. Putin non può essere colui che trae vantaggio da un conflitto in Iran, sia per i prezzi del petrolio sia per la sospensione delle sanzioni".

Zelensky ha ringraziato il Regno Unito e sottolineato la necessità di non dimenticare "gli sforzi diplomatici e i negoziati in corso, e la situazione attuale con gli americani e con i russi", aggiungendo che nel corso dell'incontro avrebbero discusso anche della guerra in Iran, che a suo dire sta avendo una "grande influenza" sull'Ucraina e sull'Europa.

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