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Costruire possibilità diverse: ecco la 58esima Biennale d'arte

sabato 11 maggio 2019
3' di lettura

Venezia, 8 mag. (askanews) - La prima sensazione che si avverte, entrando nel Padiglione centrale dei Giardini della Biennale di Venezia per scoprire la 58esima Mostra internazionale d'arte curata da Ralph Rugoff è quella di un confronto con qualcosa di straordinaria e imprevedibile vitalità. A partire dalla nebbia con cui Lara Favaretto ha avvolto il più iconico luogo della Biennale, un fumo che, come tutta la mostra, si può leggere in molti modi. "La cosa più importante per me - ha detto Rugoff ad askanews - è che le opere d'arte mettano in connessione i visitatori con diverse tipologie di idee con le quali non saremmo normalmente in relazione. Diverse tipologie di esperienze, diversi sentimenti, combinazioni di sentimenti. Non importa se l'argomento è difficile, in ogni caso si arriva a qualcosa di più alto". Partendo da questa considerazione si capisce come il titolo della Biennale, "May You Live In Interesting Times", ovviamente vada a coinvolgere la complessità del nostro presente, ma lo faccia, e qui si sente pulsare il cuore di questa Biennale, con una voglia di costruire possibilità diverse, che vadano oltre i molti orrori che spesso ispirano le opere. Perché ci sono i muri con filo spinato di Teresa Margolles e le scene di violenza documentate da Arthur Jafa, ma ci sono anche dipinti sulla paternità come "I Become..." di Henry Taylor, realizzato pochi giorni fa qui a Venezia oppure le nuove letture della realtà di Jon Rafman. E quando ci si imbatte in nuovi modi di raccontarlo, il presente diventa anche modificabile. Partendo ovviamente dal presupposto fondamentale che la Biennale, come ci ha detto il presidente Paolo Baratta, è un luogo di complessità e illuminazione. "Non siamo qui per dare un'oggettiva visione del mondo delle arti - ci ha spiegato - ma siamo qui per dare una fertile parzialità. Prima verità: ciascuna mostra è una visione parziale, non è la Biennale che santifica, che certifica o che condanna: è la Biennale che offre, e siccome si offre sempre una piccola parte offriamo una piccola parte. Ma chi viene qui deve sapere che non verrà né imbonito, né convinto, né obbligato a essere impressionato per quello che si fa". Dal Padiglione centrale poi ci si sposta nell'Arsenale, dove l'allestimento cambia completamente la natura del luogo, con effetti, anche qui, di sorprendente diversità. Tanto che si comincia a ripensare il mondo in modi che assomigliano alle sovrapposizioni filmiche di Christian Marclay, a loro modo definitive, oppure al giardino scomparso che Hito Steyerl riporta parzialmente in vita attraverso una installazione totale, vero e proprio ponte tra le dimensioni della cosiddetta realtà e della cosiddetta finzione. "L'arte che va agli uomini solo attraverso intermediari credo non sia tra le finalità principali degli stessi artisti - ha aggiunto Baratta - loro vogliono parlare direttamente agli uomini". E il tenore di questa 58esima Biennale d'arte, il sentimento che suscita in ciascuno di noi visitatori, ogni volta in modo singolare, ma poi in grado di dare forma a una percezione collettiva, è quello di un confronto, a volte duro a volte struggente - pensiamo alla bellezza di certi quadri di Michael Armitage, per esempio, oppure alle ragnatele di Tomas Saraceno - ma sempre fertile e soprattutto orientato a considerare l'ampliamento dei confini dell'idea stessa di arte contemporanea. E siccome questa Biennale pensa se stessa con intensità il suo brillare è maggiore, è più rilevante, oltre le tragedie che sono sotto gli occhi di tutti, ogni giorno. "Se si leggono i giornali - ha concluso Ralph Rugoff - è chiaro che nel mondo succedono cose terribili, ma ci sono modi diversi di rispondere a questo. Che tu possa vivere in tempi interessanti significa che questi tempi si possono guardare anche da una prospettiva non negativa, cercando le possibilità per renderli migliori".

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Sottomarino Usa silura nave da guerra iraniana nell'Oceano Indiano

Roma, 4 mar. (askanews) - In un video diffuso dal Pentagono, il momento in cui un sottomarino della Marina statunitense colpisce e affonda una nave da guerra iraniana nell'Oceano Indiano, davanti allo Sri Lanka.

Il Segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth ha parlato dell'attacco come della prova della portata globale dell'America nella sua guerra contro l'Iran.

"Un sottomarino americano ha affondato una nave da guerra iraniana che pensava di essere sicura in acque internazionali. Invece, è stato affondata da un siluro", ha detto.

Le autorità dello Sri Lanka hanno dichiarato di aver tratto in salvo 32 membri dell'equipaggio della fregata Iris Dena, ma che altri 148 marinai risultano dispersi.

Si tratta del primo affondamento di una nave nemica da parte degli Stati Uniti con un siluro dalla Seconda guerra mondiale.

"Come in quella guerra", ha detto Hegseth, "stiamo lottando per vincere".

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Red carpet al Tam di Milano per il Gala di Notre Dame de Paris

Milano, 4 mar. (askanews) - Notre Dame de Paris, l'opera popolare moderna più famosa al mondo e spettacolo tra i più imponenti mai realizzati, inizia il suo viaggio nei teatri italiani debuttando con oltre 250.000 biglietti già venduti, duplicando le vendite rispetto a quanto annunciato a dicembre 2025. Il tour, iniziato lo scorso 26 febbraio, rimarrà al Teatro Arcimboldi di Milano fino al 29 marzo per poi proseguire in tutta Italia la serata di gala con ospiti che hanno sfilato sul red carpet tra i quali Sal Da Vinci, Antonella Clerici, Valeria Marini, Knam, Giulia Salemi, Jake la Furia oltre al cast e lo stesso Riccardo Cocciante.

Andato in scena per la prima volta in Italia nel 2002, Notre Dame de Paris nel 2027 celebrerà il venticinquesimo anniversario, un traguardo che segnerà un quarto di secolo di emozioni, musica e poesia. Riccardo Cocciante, autore delle musiche dello spettacolo, è al centro di questo incredibile progetto che vede il magistrale adattamento in italiano di Pasquale Panella dei testi di Luc Plamondon, dell'omonimo romanzo di Victor Hugo che racconta la drammatica storia d'amore tra Esmeralda e Quasimodo, sullo sfondo della maestosa Cattedrale di Notre-Dame di Parigi.

Alcuni dei momenti legati alla storia e alla genesi di Notre Dame de Paris sono stati raccontati e raccolti anche all'interno del "Il mio nome è Riccardo Cocciante", il primo docufilm sull'artista previsto in onda domani in prime time su Rai 1. Prodotto da Daimon Film in collaborazione con Rai Documentari, con la regia di Stefano Salvati, il docufilm sarà disponibile su RaiPlay dal 5 marzo nella sezione Documentari.

In occasione dei suoi 80 anni, Riccardo Cocciante celebra una carriera straordinaria con una serie di progetti che raccontano la sua inesauribile forza creativa. Oltre alla ripartenza di Notre Dame de Paris e il docufilm, l'artista pubblicherà il prossimo 13 marzo un nuovo album di inediti "Ho vent'anni con te", simbolo di una vitalità artistica ancora potente e contemporanea, e si prepara a tornare sul palco con l'attesissimo tour da solista "IO RICCARDO COCCIANTE NEL 2026".

Fin dalla prima messa in scena, Notre Dame de Paris ha conquistato il pubblico italiano, diventando un fenomeno popolare e una delle opere più longeve della cultura italiana, raggiungendo 4,5 milioni di spettatori. La sua forza risiede nei temi universali: la storia mette al centro l'emarginazione, la paura del diverso e il peso dei pregiudizi per ricordarci quanto la diversità rappresenti una risorsa e non una minaccia. A rendere lo spettacolo così attuale è la capacità di restituire la fragilità e le contraddizioni dell'essere umano: la ricerca di un posto nel mondo, il bisogno di giustizia, il desiderio d'amore. Elementi che, dopo decenni, continuano a confermare questa opera popolare moderna come un classico capace di attraversare generazioni e confini.

A rendere l'opera senza tempo contribuiscono anche la danza, che fonde balletto classico e breakdance, e la musica, composta da brani diventati vere hit indipendenti dallo spettacolo. Questa combinazione crea una forma di opera popolare contemporanea, che unisce la tradizione europea del dramma in musica alle tecniche moderne dei concerti e delle grandi produzioni live.

La versione italiana ha debuttato nel 2002, prodotta da David Zard, figura chiave dello spettacolo dal vivo in Italia che, riconoscendo l'assenza di teatri adatti a un allestimento così innovativo, fece costruire appositamente il GranTeatro di Roma, scelta coraggiosa che segnò una svolta storica. Considerato un vero cult del teatro musicale, NOTRE DAME DE PARIS ha superato per presenze molti grandi concerti rock e pop, è stato tradotto in 9 lingue, portato in scena in 24 Paesi, con oltre 5.650 spettacoli e 18 milioni di spettatori nel mondo. In oltre vent'anni in Italia ha toccato 49 città, con 181 tappe e 1.548 repliche.

La tournée, prodotta da Clemente Zard e interamente curata e distribuita da Vivo Concerti, è partita da Milano e tra le tante città arriverà anche all'Arena di Verona, luogo in cui Notre Dame de Paris ha radici profonde, e nel corso della tournée farà tappa anche a Jesolo (VE), Eboli (SA), Pesaro, Reggio Calabria, Montichiari (BS), Lugano, Genova, Senigallia, Caserta, Ferrara, Lanciano, Sabaudia, Olbia, Palermo, Bergamo, Torre del Lago (LU), Messina, Napoli, Bari, Firenze, Conegliano (TV), Torino, Casalecchio di Reno (BO), Trieste, per poi concludersi il 6 gennaio 2027 a Roma.

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Sisma di magnitudo 4.5 a Catania, le verifiche dei vigili del fuoco

Roma, 4 mar. (askanews) - Nelle immagini, le verifiche dei vigili del fuoco dopo il sisma registrato nelle prime ore del mattino nell'area pedemontana del catanese, in particolare nel Comune di Ragalna, l'area più interessata dal terremoto. Più di 100 le richieste di sopralluogo in attesa, a fronte degli oltre 20 interventi già conclusi.

Sul posto ci sono tre squadre e tre funzionari tecnici per effettuare verifiche strutturali sugli edifici che hanno riportato danni o crolli parziali e lungo le principali arterie stradali del territorio comunale.

Il sisma di magnitudo 4.5 è stato registrato in provincia di Catania alle 7.05 del mattino dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, con epicentro localizzato tra i comuni di Ragalna, Biancavilla e Santa Maria di Licodia.

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Il ritorno live di Angelina Mango dopo l'album caramè

Roma, 4 mar. (askanews) - Dopo il debutto al Teatro Augusteo di Napoli, Angelina Mango si esibirà questa sera a Roma con la data sold out all'Auditorium Conciliazione del tour Nina canta nei teatri, prodotto e organizzato da Live Nation. Una tournée con dodici live nei principali teatri italiani sold out, con cui la cantautrice porta dal vivo in una dimensione intima ed emozionante i brani del suo ultimo album caramé (Latarma Records/Distribuzione ADA Music Italy).

Il tour nasce sulla scia di caramé, l'album pubblicato a sorpresa lo scorso 16 ottobre con cui Angelina ha condiviso con il pubblico i suoi pensieri, la sua vita e le riflessioni, anche le più intime, come in un diario personale. Dodici date esaurite in pochissimo tempo che confermano quanto il pubblico l'aspettasse, pronto ad accoglierla a braccia aperte in questa nuova fase del suo percorso. Nina canta nei teatri diventa così la naturale estensione dell'album caramé: un viaggio "intimo e suonato" insieme, senza filtri, che immerge gli spettatori nel percorso creativo da cui sono nate le sue canzoni, quasi fossero idealmente seduti accanto a lei in studio o a casa.

"caramé" è uscito a un anno e mezzo di distanza da poké melodrama, il primo album della cantautrice pubblicato il 31 maggio 2024. Per questo live, l'arrangiamento di ogni brano di caramé è stato ripensato e valorizzato con sonorità costruite su misura per la band, scelta con cura per restituire al pubblico suoni ed emozioni con la massima autenticità e intensità. I brani tratti dai dischi precedenti vengono riletti per unirli a caramé, armonizzandoli con l'estetica e l'organico del nuovo progetto, così da creare un flusso coerente e continuo.

Ad accompagnare Angelina Mango sul palco, una band capace di cucirsi addosso i suoni di caramé e perfetta per la dimensione teatrale: l'idea nasce dalla volontà di Angelina di realizzare un live che potesse raccontare a pieno il suo ultimo disco, ampliando la formazione classica della band con dei musicisti versatili che si inseriscono senza forzature nel racconto di questo concerto. Angelina Mango porta con sé sul palco, come sempre, il fratello Filippo Mango alla batteria e il chitarrista Umberto Scaramozza, che torna a suonare con lei. Torna anche Filippo Tost, che al basso aggiunge anche il contrabbasso, strumento che rafforza l'intimità e la profondità emotiva dello spettacolo. Alle percussioni acustiche ed elettroniche Marta Canuscio, che accompagna i brani anche con un synth a fiato e la fisarmonica; Davide Rasetti è al piano e tastiere, a chiudere l'ensemble gli archi di Giulia Gentile e Sofia Volpiana: un violoncello che intreccia cori e synth e un violino che lavora sulle armonizzazioni vocali con effetti e theremin, contribuendo a un sound profondamente emotivo che arricchisce l'esibizione donando ulteriore intimità allo show.

Per Nina canta nei teatri il palco è stato disegnato da Angelina, che lo ha trasformato in una casa con i soli elementi essenziali ad incorniciare il cuore di tutto: la musica. Ogni arredo, ogni oggetto è stato scelto con cura o disegnato dalla stessa Angelina.

Dopo le date del 21 febbraio al Pala Unical Teatro di Mantova e del 2 marzo al Teatro Augusteo di Napoli, Nina canta nei teatri proseguirà all'Auditorium Conciliazione di Roma con il live sold out del 4 marzo, a seguire le date di Catania (7 marzo - Teatro Metropolitan), Palermo (9 marzo - Teatro Golden SOLD OUT), Bari (12 marzo - Teatro Team), Torino (16 marzo - Teatro Colosseo SOLD OUT), Bologna (18 marzo - Teatro Europa Auditorium SOLD OUT), Fermo (21 marzo - Teatro dell'Aquila SOLD OUT), Firenze (24 marzo - Teatro Verdi SOLD OUT), per concludersi a Milano (27 e 28 marzo - Teatro Lirico Giorgio Gaber SOLD OUT). Maggiori informazioni e biglietti su www.livenation.it

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