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Animali notturni è il nuovo album dei Fast animals and slow kids

sabato 11 maggio 2019
2' di lettura

Milano, 11 mag. (askanews) - Liricamente introspettivi e musicalmente rudi ma cristallini e consapevoli, i Fast animals and slow kids, a due anni di distanza dal precedente lavoro discografico pubblicano "Animali notturni", il loro quinto disco. "Animali notturni è frutto di una lunga ricerca all'interno di noi stessi, lo abbiamo scritto in un anno e mezzo e il nome è derivato dal fatto che dentro a questo album coesistono due facce della stessa medaglia, due aspetti differenti, c'è un buio forte da una parte e dall'altra c'è invece l'opposto ovvero una rinascita e una via di fuga da questo buio. L'animale notturno infondo spiega questo dualismo. In più il disco ha una ambientazione notturna ce lo immaginiamo su un'autostrada americana di notte". Amici sin dal tempo del liceo, quando hanno iniziato a suonare insieme, con questo nuovo progetto i Fask continuano ad evolversi rimanendo però fedeli al proprio animo punk rock e a quello che loro chiamano il patto R.e.m. "Non è che sia cambiato molto l'approccio con cui facciamo musica, sicuramente siamo più coscienti di quello che stiamo facendo e sappiamo che facciamo questo di mestiere e dopo 10 anni possiamo anche dire che saliamo sul palco con cognizione di causa. Alla base di tutto c'è l'amicizia. Tanto tempo fa abbiamo fatto questo patto che abbiamo chiamato Patto R.e.m perchè avevamo letto in un'intervista che Michael Stipe diceva che i R.e.m avevano deciso di dividere tutto tra di loro e che si sarebbero sciolti solo per un litigio vero e noi abbiamo fatto lo stesso tipo di patto, è tutto fatto insieme e tutto diviso quattro". Prima di partire per il tour ufficiale che prenderà il via il 24 maggio da Milano, la band perugina terrà una serie di appuntamenti che saranno l'occasione per incontrare i fan e per presentare il nuovo lavoro con mini live.

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Alla fiera KEY - The Energy Transition Expo 2026 nasce ora una nuova collaborazione internazionale per accelerarne lo sviluppo.

Il centro di ricerca Seapower, legato all'Università degli Studi di Napoli Federico II, ha firmato un accordo con Jolywood Solar, gruppo tra i leader globali nella produzione di moduli solari.

La partnership punta a sviluppare progetti fotovoltaici in Europa unendo ricerca tecnologica, servizi di ingegneria e capacità industriale lungo l'intera filiera dell'energia solare.

"E' un accordo di partenariato importante quello che abbiamo firmato con Jollywood - spiega Francesco Lioniello, vicepresidente di Seapower - Noi siamo un centro di ricerca partecipato dall'Università Federico II di Napoli; Jollywood è uno dei primi produttori al mondo di moduli fotovoltaici che investe ingentissime risorse nella ricerca dei nostri prodotti. E' il primo che ha sviluppato la tecnologia TOPCon e sta ancora innovando e immettendo nuovi prodotti sul mercato. In un momento storico in cui noi puntiamo all'internazionalizzazione in Europa, che è un mercato enorme per l'energia rinnovabile, Jolywood sta puntando ad accrescere il loro mercato Italia e quindi si affianca a noi, che abbiamo esperienza in questo mercato e in questo settore".

Seapower fornisce servizi di ingegneria avanzata, coprendo l'intero ciclo di vita del progetto: dagli studi di fattibilità e iter autorizzativi (permitting), fino alla progettazione dell'impianto, alla due diligence tecnica e ai servizi di EPC management.

L'accordo prevede cooperazione tecnologica, ricerca e sviluppo e analisi del quadro normativo europeo per favorire nuovi investimenti nel fotovoltaico.

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Barcellona, 4 mar. (askanews) - L'intelligenza artificiale va regolamentata e limitata. A dirlo sono gli stessi signori delle big tech, come Karandeep Anand, ex Google e CEO di Character AI, che ha deciso di vietare la sua piattaforma ai minori di 18 anni.

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Nello scorso gennaio, insieme con Google, ha raggiunto un accordo per chiudere diverse cause in varie Stati Usa, i cui dettagli non sono noti. Fra questi il caso di suicidio di un 14enne che secondo la famiglia era diventato "emotivamente dipendente" da un loro chatbot.

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