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Donald Trump in Gran Bretagna per una visita di tre giorni

sabato 8 giugno 2019
2' di lettura

Roma, 3 giu. (askanews) - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è atterrato a Londra per una visita di Stato di tre giorni nel Regno Unito. Prima di salire sull'Air Force One presidenziale accompagnato da Melania, Trump ha affermato: "Stiamo andando nel Regno Unito. Penso che sia molto importante e sarà sicuramente interessante. Stanno succedendo molte cose nel Regno Unito e sono sicuro che si concluderanno positivamente per loro. Come sapete vogliono fare affari con gli Stati Uniti e penso che ci sia la possibilità di un grande accordo commerciale in un prossimo futuro. Vediamo come andrà". E se a Buckingham Palace questa sera la regina Elisabetta ospiterà un banchetto per il presidente e la First Lady, durante la visita di Trump sono previste proteste in tutto il paese, da Londra a Manchester, da Belfast a Birmingham e Nottingham. Al Sun, il presidente americano ha annunciato che avrebbe sostenuto l'ex capo della diplomazia britannica, Boris Johnson nel suo tentativo di successione a Theresa May. Trump ha anche spiegato al Sunday Times che il leader del Brexit Party, Nigel Farage, dovrebbe essere coinvolto nei negoziati del governo per lasciare l'Unione europea. Martedì mattina, Trump e May avranno una colazione di lavoro, aperta anche ad alcuni leader di aziende locali (tra questi ci saranno l'amministratore delegato di Barclays Jes Staley, l'amministratore delegato di GlaxoSmithKline Emma Walmsley, il presidente di BAE Systems Sir Roger Carr e John Pettigrew di National Grid), e dopo ulteriori colloqui a Downing Street, seguirà una conferenza stampa congiunta.

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Iran, Meloni: bombe Usa vanno bene se governo è democratico?

Roma, 11 mar. (askanews) - "Non credo che il tema del diritto internazionale si possa risolvere, stabilendo che la rimozione di un dittatore va bene quando a capo degli Stati Uniti c'è un governo democratico e non va più bene quando a capo degli Stati Uniti c'è un governo repubblicano". Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in replica alla Camera, nell'ambito delle sue comunicazioni in vista del consiglio europeo allargate alla crisi in Medio Oriente.

Rispondendo a Luigi Marattin, segretario del Partito Liberaldemocratico, la premier ha ricordato come "la tentazione di esportare la democrazia, il modello valoriale occidentale, basato sulla libertà e sul rispetto della dignità umana con la forza è da molti anni argomento di dibattito".

"E' un dilemma particolarmente complesso, però è un dilemma ancora più complesso capire come sia possibile che alcuni sposino l'una e l'altra tesi con la stessa convinzione in modo altalenante e con una disinvoltura sorprendente", ha aggiunto Meloni citando i deputati Pd Braga e De Luca che dicevano che la democrazia non si esporta con le bombe. "Scusate, ma si può dire viva gli americani quando liberano l'Europa dal nazifascismo, ma non agli americani che liberano dalle dittatura altri popoli e in altre parti del mondo?", ha chiesto la premier ricordando "i bombardamenti degli Stati Uniti di Bill Clinton alla Serbia, per fermare i massacri di civili in Kosovo, con la partecipazione italiana senza passare dal parlamento dalla Repubblica italiana". "Non condivido questo strabismo", ha chiosato la premier.

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Macron: le capacità militari dell'Iran danneggiate ma non sono a zero

Milano, 11 mar. (askanews) - Il presidente francese Emmanuel Macron ha affermato che le capacità militari dell'Iran sono state indebolite, ma non "ridotte a zero" dagli attacchi statunitensi e israeliani. "Danni considerevoli sono già stati inflitti alle capacità balistiche militari dell'Iran, ma continua ad attaccare diversi paesi della regione, e quindi le sue capacità non sono state ridotte a zero", ha dichiarato dopo una videochiamata con i leader del G7. Il presidente francese ha aggiunto di aver lasciato al presidente degli Stati Uniti Donald Trump il compito di "chiarire sia i suoi obiettivi finali sia il ritmo che intende impostare per le operazioni".

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Beirut, 11 mar. (askanews) - Il numero di sfollati in Libano dall'inizio degli attacchi di Usa e Israele è arrivato a 816.000 persone, di cui circa 126.000 alloggiati in rifugi collettivi. Lo ha detto Haneen Sayed, ministra degli Affari Sociali libanese.

Le vittime invece, secondo quanto riferito da Rakan Nassereddine, ministro della Salute sono 634, "tra cui 91 bambini e 47 donne, mentre 1.586 persone sono rimaste ferite, tra cui 275 bambini e 301 donne".

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Fine vita, Gip Milano: no accanimento terapeutico, archiviato Cappato

Milano, 11 mar. (askanews) - Fine vita, per il GIP Milano "Il malato terminale ha il diritto a una morte dignitosa, no all'accanimento terapeutico".

Archiviato il procedimento a carico di Marco Cappato (Associazione Luca Coscioni): "Precedente prezioso per tutte le persone che si trovano e si troveranno nelle loro condizioni. Ora il Parlamento non cancelli questo diritto"

"L'archiviazione conferma che abbiamo agito per rendere effettivi diritti già riconosciuti dalla Costituzione e dalla Corte costituzionale," afferma Marco Cappato, Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni. "Quando il Parlamento continua a non intervenire, sono le persone malate a far affermare, anche nei tribunali, principi di libertà, dignità e uguaglianza. Questa decisione dice con chiarezza che lo Stato non può costringere una persona a subire trattamenti che rifiuta solo per poter poi vedere riconosciuto un proprio diritto. Sono grato a Elena, a Romano e alle persone che li amavano per la fiducia che hanno avuto in me, negli altri disobbedienti civili, nella squadra giuridica dell'Associazione Luca Coscioni coordinata da Filomena Gallo. Insieme, siamo riusciti a porre fine alla condizione di tortura che Elena e Romano stavano subendo. Insieme, abbiamo ottenuto un precedente che prezioso per tutte le persone che si trovano e si troveranno nelle loro condizioni. Ora bisogna fare sì che il Parlamento italiano non cancelli questo diritto: sarebbe gravissimo. Ci mobiliteremo affinchè questo non accada e continueremo ad aiutare le persone che ce lo chiedono, se necessario anche ricorrendo ad azioni di disobbedienza civile, fino al pieno riconoscimento del diritto ad accedere all'aiuto alla morte volontaria."

La GIP di Milano, dott.ssa Sara Cipolla, ha disposto l'archiviazione del procedimento nei confronti di Marco Cappato per l'aiuto prestato a Elena e Romano, accompagnati in Svizzera dove hanno potuto accedere al suicidio medicalmente assistito. La GIP riconosce e applica il principio affermato dalla Corte costituzionale, da ultimo con la sentenza n. 66 del 2025, secondo cui il requisito del trattamento di sostegno vitale non può essere interpretato in modo restrittivo e meramente tecnico-formale.

La non punibilità, prevista dalla sentenza 242/2019, secondo la GIP di Milano opera anche nei confronti di persone che, pur non essendo sottoposte a un trattamento salvavita in corso, avrebbero dovuto esserlo secondo valutazione medica, ma lo hanno rifiutato, esercitando un diritto costituzionalmente garantito, perché ritenuto inutile, sproporzionato, futile e contrario alla propria dignità. Il decreto di archiviazione recepisce così l'evoluzione della giurisprudenza costituzionale: dalla sentenza 242/2019, alla 135/2024, fino alla 66/2025, che ha chiarito in modo definitivo come il riferimento al "trattamento di sostegno vitale" debba essere letto alla luce degli articoli 2, 3, 13 e 32 della Costituzione, della legge 219/2017 sul consenso informato e sulle DAT e del diritto della persona malata di rifiutare qualsiasi trattamento.

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