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Fratturavano ossa per truffare assicurazioni: 34 fermi a Palermo

sabato 20 aprile 2019
1' di lettura

Milano, 15 apr. (askanews) - INGEST Palermo, 15 apr. (askanews) - Spaccavano le ossa di gambe e braccia per prendere i soldi dalle assicurazioni. Era questo il cuore del business di un gruppo criminale scoperto dalla polizia a Palermo e che ha portato al fermo di 34 persone. Le vittime venivano reclutate tra soggetti ai margini della società: tossicodipendenti, alcolisti o persone con grandi difficoltà economiche, attratti dalle promesse di facili e cospicui guadagni, mai corrisposti dall organizzazione criminale. Oltre 50 le persone che, con i loro racconti colmi di disperazione, hanno consentito di avvalorare il quadro accusatorio nei confronti dei clan criminali. Gli accertamenti hanno permesso di ricostruire la triste vicenda che aveva coinvolto un cittadino tunisino trovato morto su una strada alla periferia del capoluogo siciliano. La causa del decesso era stata individuata come conseguenza di un sinistro stradale ma in realtà era stata determinata dalle fratture multiple causate per inscenare un finto incidente.

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"Ovviamente la nostra priorità è dare delle risposte però preferiremmo farlo in una cornice più, come posso dire, confortevole", ha aggiunto.

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Zelensky al vertice Ue dopo il via libera al prestito da 90 miliardi

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Lo sblocco dei fondi arriva insieme a un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia e segna la fine di uno stallo che aveva rallentato il sostegno europeo all'Ucraina. Zelensky chiede che la prima tranche venga erogata già tra maggio e giugno e rilancia anche sul piano politico, tornando a chiedere un'adesione piena all'Unione europea.

Sul tavolo dei colloqui ci sono anche la produzione congiunta di armi, la difesa aerea ucraina e le ricadute della guerra in Medio Oriente sui prezzi dell'energia. Resta invece più lontano l'obiettivo dell'ingresso di Kiev nell'Ue: anche senza Orban, tra i Ventisette continua a prevalere la prudenza.

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Deloitte: economia ligure da oltre 63 miliardi di fatturato

Genova, 23 apr. (askanews) - Oltre 63 miliardi di euro di fatturato, più di 2,6 miliardi di euro di utile netto e oltre 131 mila occupati. Sono alcuni dei numeri chiave dell'economia ligure secondo lo studio di Deloitte "Why Liguria. Il bello e il buono" basato sull'analisi delle performance di oltre 1300 imprese liguri dal 2018 al 2024. Dallo studio, che è stato presentato al Palazzo della Borsa di Genova, emerge una crescita del 40% del fatturato, dell'88% dell'utile netto complessivo e del 12% dei dipendenti. Le aziende liguri dal 2018 al 2024 sono state infatti in grado di creare valore aggiunto grazie a nuovi investimenti e oggi puntano sempre di più sull'intelligenza artificiale, anche se il ruolo delle persone resterà sempre centrale.

"C'è una domanda - spiega Valeria Brambilla, Ceo di Deloitte & Touche - che ci stiamo ponendo tutti quanti: qual è il ruolo nostro, delle persone, delle nostre persone? Qual è il ruolo dell'essere umano? Perché da un lato non vi è dubbio che, come è stato in passato, la macchina e quindi l'intelligenza artificiale in parte sostituirà alcune nostre attività, però le sostituirà agevolandoci. Quindi l'uomo non ci servirà più? Invece la risposta che stiamo osservando è che forse servirà più di prima. Servirà più di prima per alimentare correttamente queste macchine. Queste macchine devono essere alimentate di dati, quindi l'attenzione del dato sarà importante, l'attenzione al dato, il preservare quello che anche è il rispetto del dato, altro tema importante, ma soprattutto è l'interpretazione del dato che diventa fondamentale. E io oserei anche aggiungere, sulla base della mia esperienza professionale guidando un'azienda fatta soprattutto di giovani, più di 3 mila giovani, è l'aspetto umano. Quindi il messaggio positivo, anche di ottimismo, pur in un periodo come questo, è quello di essere confidenti che quell'umanità, che poi alla fine è la base delle nostre imprese e della nostra società, sarà quell'unico elemento che renderà tutti quanto noi competitivi".

E un evento come Why Liguria rappresenta senza dubbio un'occasione importante di confronto e di condivisione per le aziende del territorio.

"Per me, uomo di impresa - sottolinea Augusto Cosulich, presidente e Ceo di Fratelli Cosulich Group - è una possibilità di networking, di comunicazione, di vedere persone, di discutere e di elaborare tra di noi possibili soluzioni e possibili opportunità. Sicuramente di questi eventi dovrebbero essercene ancora di più perché sono veramente delle bellissime occasioni. Per quanto riguarda l'economia ligure sarebbe bello se ci fossero gli imprenditori. Ce ne sono pochi, perché purtroppo molti vendono a multinazionali oppure a fondi, e di conseguenza l'economia ligure risente un po' della mancanza di società familiari che molto spesso hanno mollato la presa. Ci sono molte opportunità e ci sono molti soldi liquidi. C'è una giacenza di quasi 80 miliardi di euro nelle banche liguri, nei conti correnti. Per cui i cittadini e gli imprenditori sono ricchi ma io dico sempre che le tombe non hanno tasche: bisognerebbe investirli, creare ricchezza con questi soldi qua, perché alla fine è quello che conta".

Dal convegno di Genova, organizzato da Deloitte, è emerso in particolare che la competitività delle imprese liguri non può prescindere da una solida governance di filiera.

"Avere strumenti condivisi - ricorda Fabio Tabasco, G.row Project Manager - è una condizione essenziale per poter operare adesso nel mercato. Non solo strumenti condivisi ma anche un linguaggio condiviso che costruisce fiducia e facilità le relazioni. Noi come Eni abbiamo lanciato l'iniziativa G.row con un'altra serie di partner importanti a livello nazionale e internazionale, oltre che istituzionale. Proponiamo un framework che sintetizza le migliori pratiche delle aziende negli ultimi anni e le mette a disposizione delle filiere per poter favorire dei percorsi di crescita. Le aziende entrano nella nostra piattaforma, una piattaforma digitale e gratuita, e si confrontano, capiscono il proprio posizionamento sulle tematiche di Risk & Control Governance. Attraverso questo confronto parte un percorso di miglioramento che è supportato poi concretamente anche dalla piattaforma che offre strumenti di sviluppo, contenuti formativi e questo favorisce la crescita e la organizzazione-managerializzazione soprattutto delle piccole e medie imprese".

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