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Medicina nucleare entri in cabine di regia del ministero Salute

sabato 20 aprile 2019
2' di lettura

Rimini, 16 apr. (askanews) - Viviamo nell'era della medicina di precisione e delle terapie target, ambito nella quale la medicina nucleare è in prima linea, in particolare con "radiofarmaci" che nella "Teragnostica" collegano diagnosi e terapia. Ma siamo anche nell'era normativa delle linee guida e dei percorsi diagnostico-terapeutici e dove la medicina nucleare rivendica il riconoscimento del suo ruolo primario. E' quanto ha sottolineato al Il XIV Congresso Nazionale dell'Associazione Italiana di Medicina Nucleare che si è svolto a Rimini il vice presidente dell' Aimn, Luigi Mansi: "Abbiamo degli strumenti estremamente innovativi e potenti - ha detto - ma poco conosciuti. Il nostro coinvolgimento è molto minore di quello che dovrebbe essere proprio perché nella sostanza siamo meno noti in relazione alla capacità di risolvere i problemi. Ma se non partecipiamo ai tavoli dove vengono prese le decisioni sugli investimenti e le strategie è chiaro che si perdono anni, se non decenni, nello sviluppo di una politica sanitaria che realmente vada incontro alle esigenze del cittadino". A Rimini si è insistito a lungo sulla necessità di un approccio multidisciplinare nel giocare la carta della medicina nucleare. Proprio per questo motivo al congresso Aimn hanno contribuito non solo i professionisti non medici che operano all'interno dei reparti di Medicina Nucleare (come il fisico, il farmacista, il biologo, il chimico, il tsrm, l'infermiere, ma anche colleghi dell'area radiologica e radioterapisti. "La medicina nucleare ha tutti gli strumenti per essere protagonista nella sanità del futuro perché abbiamo a disposizione strumenti unici per la diagnosi e la cura delle neoplasie e delle demenze, e abbiamo anche armi innovative per la terapia personalizzata di alcune neoplasie - ha ribadito Orazio Schillaci presidente Aimn - Abbiamo tanto da dire nel campo sanitario e vogliamo diventare elementi fondamentali nel ruolo clinico dell'attività ospedaliera di tutti i giorni". Dal congresso di Rimini è emersa quindi forte la necessità che la medicina nucleare partecipi ai percorsi diagnostici, in virtù di tecnologie e competenze che distinguono i diversi professionisti che la concretizzano , con l'unico obiettivo di avere una medicina che possa seguire il paziente in ogni sua esigenza, aumentando le possibilità di cura e guarigione.

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