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Senato, Monti: voto la fiducia, ma sono in imbarazzo

sabato 14 settembre 2019
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Roma, 10 set. (askanews) - "Sul piano della coerenza io dichiaro di trovarmi oggi in imbarazzo. Nell'esprimermi sul suo nuovo governo, signor presidente, devo essere coerente con me stesso o devo osservare la coerenza altrui? Se dovessi esprimere coerenza con me stesso non potrei che votare la fiducia". Lo annuncia l'ex presidente del Consiglio e senatore a vita, Mario Monti, del gruppo Misto. "Su Europa ed economia - dice - sono stupefatto e soddisfatto. Ritrovo una visione e linee programmatiche molto simili a quelle che ho sempre sostenuto e difeso da quel banco così come da questo. E sono quelle linee che, come lei ricorda, in un momento molto difficile per la collettività italiana con il contributo di tutti i partiti, tranne Lega e M5s che non era ancora in Parlamento, hanno consentito di non cedere la sovranità nazionale ad una troika, cosa che spero di non vedere in futuro", afferma nell'aula del Senato, sollevando gli applausi sarcastici di Lega e FdI.

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"Per ora, non è stato ritenuto opportuno lanciare un attacco di terra, motivo per cui non è stato effettuato. Ma quando arriverà il momento, torneremo sicuramente all'interno del Paese e ci opporremo al regime con tutte le nostre forze."

Huseyin Babasex, Segretario Generale dell'Organizzazione Iraniana per la Lotta del Kurdistan: "Questo è un campo per famiglie, ma le famiglie non vivono più qui dopo l'attacco. Erano molte. Subito dopo il bombardamento, a causa degli attacchi con droni e missili, abbiamo evacuato tutti."

Questi attacchi iraniani su basi curde, parte della stessa strategia di ritorsione regionale, evidenziano la vulnerabilità di Teheran su più teatri, con i curdi che attendono il "momento giusto" per colpire dall'interno, forse incoraggiati dagli Usa.

"Se qualcuno di esterno volesse aiutarci, gliene saremmo molto grati, ma anche senza quell'aiuto, perché non ne abbiamo ricevuto alcuno per 47 anni, continueremo la nostra lotta contro il regime. Il nostro motto è: non cesseremo la lotta finché il regime non sarà rovesciato."

In mezzo a questa guerra su vasta scala che paralizza il Golfo e indebolisce l'Iran economicamente e militarmente, i curdi iraniani potrebbero diventare il tallone d'Achille decisivo per il regime, con le dichiarazioni (forse volutamente) contraddittorie della Casa Bianca che alimentano speculazioni su un possibile appoggio Usa, amplificando le pressioni esterne.

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