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Pitti, Blauer: boom dell'export con gli Usa nel mirino

sabato 12 gennaio 2019
2' di lettura

Firenze, 11 gen. (askanews) - "Noi continuiamo a lavorare bene su tutto il mondo piuma, piumini, ma siamo stati anche i primi ad inserire la piuma riciclata, quindi la sostenibilità e tutto quello che vuol dire. Noi siamo soddisfatti. Direi che l'alternativa al piumino è il capo sempre in piuma ma magari imbottito internamente. C''è una tendenza a capi un po' più lunghi. In generale, noi continuiamo a fare quello che sappiamo fare, avendo già un dna ben preciso. Altra soddisfazione ci viene dalla pelle. Dicono che la facciamo bene, che siamo bravi e quindi noi continuiamo così. Tutto sommato, mi sembra un buon Pitti". Così Enzo Fusco, presidente di FGF Industry. "Il mercato? Noi stiamo cominciando ad esportare abbastanza bene ed è nostro obiettivo, nell'arco di un paio di anni, di vendere in tutto il mondo, compresa l'America. Stiamo lavorando su questo. Abbiamo dei mercati esteri che funzionano molto bene, come Austria, Germania, Repubblica Ceca, Spagna. Abbiamo parecchi Paesi in Europa che funzionano molto bene. Abbiamo incominciato anche nei Paesi asiatici. Apriremo anche un negozio. Quindi speriamo che nel giro di un paio di anni riusciamo ad essere mondiali più che internazionali". "Naturalmente, facendo anche la donna, la presentiamo. E siamo molto contenti perché da questo inverno abbiamo visto che le vendite stanno raggiungendo quasi il 50%. E' un segnale importante perché vendere il 45% dei capi alle donne è un ottimo risultato. La donna trova sicuramente uno sportswear sicuramente più femminile. Devono esserci dei tessuti che siano adatti più a una donna e probabilmente questo gusto, tra il poliziotto, il militare, il marines, piace, e quindi funziona. Una donna più sicura di sé".

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"Ci sono richieste da Teheran, non sono tantissimi quelli che vogliono partire: direi che siamo attorno alla quarantina, oltre al personale che opera nella nostra rappresentanza diplomatica. Vediamo di farli partire nella massima sicurezza, perché lì c'è ancora più rischio, come a Tel Aviv. Stiamo lavorando per organizzare spostamenti nella massima sicurezza possibile, per evitare rischi di qualunque tipo", ha specificato Tajani.

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"Ci sono dei charter da Riyad, da Mascate, da Abu Dhabi e da Dubai. Stiamo cercando di far partire il maggior numero possibile di italiani, soprattutto coloro che ne hanno più bisogno: anziani, giovani e malati", ha rappresentato Tajani.

"Credo che entro stasera in tutto il Golfo saranno partite 2.500 persone", ha ribadito il ministro degli Esteri.

"Continueremo domani", ha spiegato Tajani, "ci saranno spostamenti dal Bahrein e dal Qatar verso Riyad, spostamenti da Dubai verso l'Oman. Stiamo studiando tutti i modi possibili perché ci possa essere anche qualche volo straordinario, e anche per alleggerire la situazione nelle Maldive, che è un'altra situazione molto complicata: non è zona di guerra, ma ci sono tantissimi italiani".

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