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Whistleblowing: procedure in outsourcing garanzia di indipendenza

sabato 17 marzo 2018
2' di lettura

Milano (askanews) - Outsourcing o presidi interni? La nuova normativa sul Whistleblowing - ovvero sulle procedure che tutelano chi segnala illeciti o comportamenti potenzialmente dannosi all'interno di un'impresa - spinge le aziende a dotarsi di nuovi presidi di protezione, che però in molti casi sono lontani, culturalmente e organizzativamente, dalle specifiche attività di business. La scelta poi se ricorrere all'outsourcing o sviluppare competenze e piattaforme interne coinvolge non poche variabili, tra le quali anche quelle di costo e di efficacia. "Spesso le società estere si avvalgono di outsourcer, ovvero di società specializzate che consentono all'ente o all'azienda di delegare tutte le attività di gestione della segnalazione - spiega Marcello Fumagalli, direttore Area Consulenza Banche di Unione Fiduciaria - A differenza dell'Italia dove spesso la segnalazione è gestita all'interno dell'azienda, all'estero c'è la prassi di dare all'esterno la gestione di tutte le segnalazioni in ambito Whistleblowing". Della nuova disciplina sul Whistleblowing, delle esperienze estere, e delle migliori soluzioni applicative già sviluppate in Italia se ne è discusso a Milano, nel corso di un incontro di lavoro organizzato da Assosim. Tra i temi affrontati anche quello di come orientarsi nella scelta tra un fornitore esterno o competenze interne da sviluppare. "Vantaggi e svantaggi ci sono in entrambe le soluzioni - prosegue Fumagalli - Va detto che qualche mese fa Confindustria ha emanato delle linee guida dove si auspica che gli associati diano in outsourcing la gestione delle segnalazioni per un discorso di indipendenza. La segnalazione, come spesso accade, potrebbe riguardare soggetti apicali; e affidare la segnalazione all'esterno assicura indipendenza nella gestione della procedura. E questo consente una corretta gestione del flusso segnaletico e dell'intero processo di gestione della segnalazione". L'introduzione della nuova normativa sul Whistleblowing, oltre a un diffuso apprezzamento, ha fatto registrare però anche alcune critiche da parte delle imprese che vedono nelle prescrizioni della legge un nuovo costo. "Tutte le attività hanno un costo - conclude Fumagali - La gestione in outsourcing è però vista favorevolmente, perché le società non hanno la necessità di creare dei presidi interni, delegando ad un terzo l'attività di gestione. Come Unione Fiduciaria poi abbiamo previsto un canone variabile. Nel senso che si chiede un costo in relazione con le segnalazioni ricevute. Così che l'azienda che non dovesse mai avere segnalazioni non avrebbe costi". Varata a fine a fine 2017 la normativa sul whistleblowing offre alle imprese italiane, pubbliche e private, uno strumento importante per garantire efficienza e protezione dei valori aziendali, e tutela del dipendente fedele.

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Un Vermeer a Torino: la Donna in blu che legge una lettera

Torino, 14 mar. (askanews) - Un Vermeer a Torino: per la prima volta un'opera dell'artista olandese arriva nel capoluogo piemontese e porta quella luce unica, quello sguardo diventato in qualche modo un paradigma, oltre a quel senso di sottile mistero tipico della sua pittura. Palazzo Madama inaugura così il ciclo "Incontro con il capolavoro".

"La 'Donna in blu che legge una lettera' dal Rijksmuseum di Amsterdam fino al 29 giugno a Torino a Palazzo Madama - ha detto ad askanews Clelia Arnaldi, curatrice della mostra e conservatrice del museo torinese - ha veramente offerto l'occasione di studiare le nostre collezioni abbinare al dipinto tutto quello che poteva aiutare a contestualizzarlo dal punto di vista della storia, della sua biografia, anche della storia dell'arte, del momento, ma anche del rapporto che il pittore aveva con quello che dipingeva, quindi la donna olandese, la sua presenza nella società olandese molto importante, perché le donne a quell'epoca in Olanda sono molto istruite, sono donne che leggono, che parlano, che scrivono, che suonano".

Il dipinto è splendido, ovviamente, ma a essere molto interessante è tutto il racconto costruito intorno a esso, dalle riproduzioni in dimensioni reali degli altri quadri di Vermeer all'esposizione di disegni, tessuti, carte geogafiche, pigmenti: tutto collegato ai dipinti dell'artista e alla vita dei Paesi Bassi nel Seicento. Un percorso di avvicinamento che amplifica l'emozione della singola opera e la rende ancora più intensa. Con anche un programma di attività legate alla mostra.

"Abbiamo tante attività, laboratori per le scuole, conferenze di approfondimento - ci ha spiegato Anna La Perla, dei Servizi educativi di Palazzo Madama - ma soprattutto un piccolo concorso dedicato alle scuole in cui chiediamo ai ragazzi, agli studenti, dai 6 ai 19 anni, di immaginare il contenuto della lettera. Quindi che cosa riceve, chi è che scrive, a chi la scrive, la ragazza oppure la ragazza sta scrivendo, ha scritto e sta rileggendo. Che cosa c'è all'interno di questa lettera? Sentimenti, situazioni, lettere perse che non si sono ritrovate emozioni e provare con la scrittura".

La 'Donna in blu", con quel vestito da casa ma di un colore indimenticabile, grazia all'uso del lapislazzuli, non smette di leggere la sua lettera. Non conosceremo mai tutta la sua storia, ma possiamo continuare a immaginarla e, a Palazzo Madama, abbiamo l'opportunità di entrare un po' di più nel suo mondo.

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Cosa lasciano le Paralimpiadi? Se ne è parlato all'Istituto dei Ciechi

Milano, 13 mar. (askanews) - "Siamo qui nella cornice dell'Istituto dei Ciechi, un palazzo meraviglioso a Milano, per parlare del lascito delle Paralimpiadi Invernali, grazie a una ricerca fatta da SWG, che abbiamo sostenuto come Coca Cola Italia, abbiamo cercato di tracciare un bilancio di come gli italiani hanno percepito questi Giochi. Sono stati sicuramente un appuntamento per celebrare la massima espressione della performance sportiva, olimpica e paralimpica. Noi come Coca Cola supportiamo da sempre i Giochi paralimpici perché condividiamo i valori di questo grandissimo evento": così Cristina Camilli, direttrice relazioni istituzionali, comunicazione e sostenibilità di Coca Cola Italia, a margine dell'Incontro "Giochi Paralimpici Invernali: un'eredità di inclusione", presso la Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano.

"Abbiamo creato un piccolo codice per persone ipovedenti e non vedenti, per permettere a chi ha difficoltà visive di accedere al contenuti delle etichette dei prodotti", ha spiegato la responsabile.

L'incontro è stato promosso congiuntamente da Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) e CocaCola: un momento di confronto dedicato al valore dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 come occasione concreta per rafforzare una cultura dell'accessibilità e dell'inclusione, anche oltre lo sport. Ad aprire i lavori Mario Barbuto, Presidente Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI), e Rodolfo Masto, Presidente della Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano.

TMNews

"La torta del Presidente", tra commedia e dramma nell'Iraq anni '90

Roma, 13 mar. (askanews) - Hasan Hadi ha vinto la Caméra d'Or e il Premio del Pubblico alla Quinzaine des Réalisateurs a Cannes raccontando una storia drammatica ma piena di vitalità e di umorismo ambientata nell'Iraq degli anni Novanta. La protagonista de "La torta del Presidente", nei cinema del 19 marzo, è una bambina che mentre il Paese lotta per sopravvivere a guerra e carestia è obbligata a preparare una torta per festeggiare il compleanno di Saddam Hussein. Lamia, 9 anni, arriva in città, dove è impossibile trovare zucchero e farina, e con il suo amico Saeed e il suo gallo va incontro a mille peripezie.

La storia raccontata da Hasan Hadi parte dai suoi ricordi di infanzia. "Io credo che la corruzione, i problemi che abbiamo oggi in Iraq nascano proprio in quel periodo, che è stato una specie di buco nero, perché eravamo completamente isolati, da Saddam e dalle sanzioni economiche. - ha detto il regista - Quando ero bambino, come Lamia, mi ricordo che vivevamo in un Paese di cui eravamo orgogliosi, che era il luogo di nascita delle più antiche civiltà, ma allo stesso tempo c'era una delle dittature più brutali. Allo stesso tempo ho anche ricordi bellissimi delle persone, della mia comunità".

Il regista mostra la realtà quotidiana della sua gente attraverso gli occhi vivacissimi della protagonista, celebra il potere dell'amicizia, sempre tenendo un grande equilibrio tra dramma e commedia. "E' qualcosa che impari in quelle situazioni, ridicolizzare la tragedia è il tuo strumento di sopravvivenza" ha concluso Hadi.

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