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America Portraits, da Mollison il road trip visto dalla moda

sabato 17 marzo 2018
2' di lettura

Roma, (askanews) - Paesaggi mozzafiato. Strade senza fine. Canyon e montagne. Paludi e praterie. Celebrato nel corso dei decenni da poeti, cantanti, registi, il road trip attraverso gli Stati Uniti rappresenta ancora oggi la quintessenza del sogno americano. Per la campagna Primavera Estate 2018, anche Blauer USA ha scelto di mettersi in strada. Un team guidato dal fotografo James Mollison ha noleggiato un furgone e intrapreso un viaggio di 2400 chilometri attraverso il Texas, uno degli stati più iconici degli Stati Uniti. Il risultato è American Portraits, campagna che sarà lanciata a Gennaio. Lo shooting quindi come viaggio, la moda come esperienza. Il tutto in una serie di scatti con modelle e modelli espressione stessa dei territori percorsi. Cosa c'è di più americano di un road trip?. Questa è la domanda alla quale Mollison ha dato risposta, attingendo, sue parole, a "moltissimi libri, canzoni e film che hanno dato glamour e fascino a quello che in molti altri Paesi resta un'attività spesso noiosa: guidare". Da Jack Kerouac con On the Road, Bob Dylan con Highway 61 e infine il cult movie Easy Rider, rappresentano le più famose celebrazioni dell'ideale americano di libertà come una strada aperta". Dal deserto di Chihuahua a Marfa, un hub dell'arte contemporanea nel mezzo del nulla; dal parco nazionale di Big Bend, dove volano le aquile, a Dallas, la città dei cowboy e del petrolio, fino ad Austin, la "capitale mondiale della musica dal vivo". Lungo il viaggio, il team di Blauer USA è andato in cerca di volti autentici: uomini e donne, ragazzi e ragazze che per look e personalità potessero rappresentare l'America del presente e quella del futuro. Questi modelli inediti hanno indossato i capi della nuova collezione in contesti quotidiani, lontano dagli studi fotografici e dalle passerelle.

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"Nel 2026 - spiega la curatrice Chiara Dall'Olio - ricorrono i duecento anni dall'invenzione della fotografia e Modena, città della fotografia e riconosciuta dall'UNESCO per le media arts, voleva rendere omaggio a questa arte. Abbiamo quindi unito le due cose, chiedendo a un artista che lavora con i nuovi strumenti di creazione dell'immagine - dall'intelligenza artificiale in poi - di rispondere a una domanda: cos'è oggi la fotografia?".

Quattro sezioni: dalla parola - con 1.400 definizioni di "cos'è la fotografia" raccolte sul web italiano - agli episodi biblici resi Polaroid, fino ai ritratti di San Francesco, San Pietro, Santa Brigida: icone generate dall'IA che risultano più realistiche dei dipinti medievali da cui nascono. Credibili. Ma non reali.

"Mi affascina l'idea che con l'intelligenza artificiale la fotografia si sia finalmente liberata dalla macchina fotografica - racconta Mishka Henner -: in teoria è oggi possibile tornare indietro nel tempo e fotografare eventi accaduti molto prima che le fotocamere esistessero".

Il percorso si chiude con un'unica opera: uno schermo che scorre lentamente attraverso tutti i sedici milioni di colori che la luce digitale può generare. Come una vetrata istoriata. Ma contemporanea. "Il modo in cui usiamo schermi e dispositivi oggi - spiega l'artista - li portiamo con noi quasi come reliquiari. Sono oggetti sacri".

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Roma, 12 mar. (askanews) - Generali ha presentato a Roma il terzo rapporto Cyber Index PMI, l'indice che valuta il livello di consapevolezza e maturità delle piccole e medie imprese italiane nella gestione dei rischi digitali. Dal Rapporto merge che le piccole e medie imprese italiane raggiungono un livello di consapevolezza in materia di sicurezza digitale pari a 55 punti su 100, in crescita di 3 punti rispetto al 2024 e di 4 punti rispetto al 2023.

"È un rapporto - ci ha spiegato Massimo Monacelli, General Manager di Generali Italia - che mette in luce che dei progressi si stanno facendo, in media la consapevolezza delle nostre imprese aumenta, ma c'è una percentuale ancora troppo ridotta di imprese che possiamo considerare mature nell'affrontare questi rischi. Ci si deve continuare a impegnare, tenendo conto del fatto che i rischi digitali riguardano sia la singola piccola media impresa sia intere filiere che possono essere contagiate da questi rischi e con un effetto domino generare una instabilità di tutto il nostro sistema Paese".

Solo il 16% delle PMI presenta una postura di sicurezza adeguata, ma per la prima volta le imprese "mature" superano numericamente le "principianti" Il rapporto evidenzia quindi un percorso di maturazione delle imprese, sebbene complessivamente non si raggiunga la soglia di sufficienza fissata a 60 punti su 100, ma sottolinea pure una marcata polarizzazione tra un nucleo ristretto di imprese più mature e una vasta platea ancora esposta ai rischi.

"Abbiamo un rischio - ha aggiunto Barbara Lucini, Responsabile Country Sustainability & Social Responsibility di Generali Italia - se siamo eccessivamente ottimistici rischiamo che questo messaggio faccia abbassare la guardia in un momento in cui le sfide offensive dei cybercriminali crescono. D'altra parte dobbiamo evitare anche sfiducia e allarmismi, perché invece una corretta postura cyber si può rivelare, benché presente oggi in una parte ancora minoritaria delle imprese italiane, in una grande leva di competitività e di crescita. Quindi è lì che vogliamo arrivare: passare dal sapere che c'è un rischio a sapere cosa fare. Questa è una sfida che, come Generali e insieme ai nostri partner abbiamo preso con convinzione e che porteremo nei prossimi mesi anche in tanti territori italiani, proprio per andare vicini alle imprese".

Cyber Index PMI è l'iniziativa promossa da Confindustria e Generali con il contributo scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano e la partnership istituzionale dell'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.

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