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La Casa Bianca di Trump assediata da una maratona di proteste

sabato 11 agosto 2018
2' di lettura

Roma, (askanews) - Una maratona di manifestazioni contro Donald Trump davanti alla Casa Bianca: da oltre tre settimane, centinaia di persone protestano tutti i giorni chiedendo l'impeachment del presidente americano più controverso della storia. A guidarli, spesso, ci sono anche star del cinema e della TV come Rosie O'Donnell, attrice, comica televisiva e attivista politica e per i diritti Lgtb, che fin dal 2006 è stata protagonista di accese polemiche con Trump, molto prima che diventasse inquilino della Casa Bianca. "Con tutta la gente che arriva, alla fine conquisteremo tutta Washington e Trump non avrà altra scelta che dimettersi. Ok, grazie, ciao a tutti, continuate a lottare, vinceremo! La democrazia è partecipazione!". Arringhe alla folla, striscioni con le scritte "bugiardo" e "tradimento", e dei veri e propri concerti di protesta, non sempre improvvisati, come questo coro che ha cantato "America the Beautiful", inno patriottico alternativo a quello nazionale, e molto meno marziale. Molti sono di Washington, ma c'è anche chi è venuto da lontano, affrontando viaggi in macchina di 4 ore o più: "Sul mio cartello c'è scritto 'la storia ti sta guardando', è una citazione dal musical "Hamilton", e credo che Donald Trump dovrebbe ricordarselo: la storia lo sta guardando. Dovrebbe ricordarselo quando prende decisioni politiche". E oltre alle star e ai comuni cittadini impegnati, ci sono anche attivisti come Jim Obergefell, protagonista della famosa sentenza con cui la Corte Suprema degli Stati Uniti nel 2015 fissò il principio dell'eguaglianza di diritti nel matrimonio per le persone dello stesso sesso: "Una cosa che mi dissero da bambino, credo l'abbiano detto a molti di noi da bambini, e credo che sia vero: una persona o un gruppo di persone, possono davvero cambiare il mondo. Io lo so: l'ho vissuto. E devo dirvi che ciò che mi sconvolge adesso è che c'è un'altra persona che sta davvero cambiando il mondo e sempre nel modo più sbagliato. Quest'uomo, se ne deve andare"

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"Abbiamo creato un piccolo codice per persone ipovedenti e non vedenti, per permettere a chi ha difficoltà visive di accedere al contenuti delle etichette dei prodotti", ha spiegato la responsabile.

L'incontro è stato promosso congiuntamente da Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) e CocaCola: un momento di confronto dedicato al valore dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 come occasione concreta per rafforzare una cultura dell'accessibilità e dell'inclusione, anche oltre lo sport. Ad aprire i lavori Mario Barbuto, Presidente Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI), e Rodolfo Masto, Presidente della Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano.

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La storia raccontata da Hasan Hadi parte dai suoi ricordi di infanzia. "Io credo che la corruzione, i problemi che abbiamo oggi in Iraq nascano proprio in quel periodo, che è stato una specie di buco nero, perché eravamo completamente isolati, da Saddam e dalle sanzioni economiche. - ha detto il regista - Quando ero bambino, come Lamia, mi ricordo che vivevamo in un Paese di cui eravamo orgogliosi, che era il luogo di nascita delle più antiche civiltà, ma allo stesso tempo c'era una delle dittature più brutali. Allo stesso tempo ho anche ricordi bellissimi delle persone, della mia comunità".

Il regista mostra la realtà quotidiana della sua gente attraverso gli occhi vivacissimi della protagonista, celebra il potere dell'amicizia, sempre tenendo un grande equilibrio tra dramma e commedia. "E' qualcosa che impari in quelle situazioni, ridicolizzare la tragedia è il tuo strumento di sopravvivenza" ha concluso Hadi.

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