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Foggia, "berretti rossi" in marcia per i diritti dei braccianti

sabato 11 agosto 2018
2' di lettura

Foggia (askanews) - Braccianti stranieri sfruttati oggi dai caporali nei campi di pomodori italiani come gli operai italiani, sacrificati fino alla morte - l'8 agosto 1956 - nelle miniere di carbone a Marcinelle, in Belgio. È il parallelo fatto dal sindacalista Aboubakar Soumahoro nel corso della marcia dei "Berretti rossi" promossa da Usb che ha avuto luogo mercoledì 8 agosto a Foggia, dopo la morte di 16 braccianti stranieri in due diversi incidenti avvenuti sulle strade del Foggiano. Gli operai di Marcinelle, impoveriti e costretti a scappare dall'Italia - ha detto - lottavano per il pane come oggi noi qui lottiamo per il pane. "La prima cosa che ti viene chiesta quando cerchi lavoro è se hai i documenti - dice quest'uomo - se non li hai sei alla mercé dei caporali che ti usano come vogliono. Ti usano come una macchina, ecco perché siamo costretti ad accettare tutte le condizioni che ci impongono, perché vogliamo vivere con la nostra dignità". "Questi lavoratori - aggiunge Yvan, fondatore di un'associazione per il rispetto dei diritti dei lavoratori stranieri - guadagnano in nero 1 euro all'ora e lavorano in media 14/15 ore al giorno, mentre il contratto prevede 7 ore al massimo". "Da questi 15 euro devono togliere 5 euro per il trasporto e i soldi per il pranzo. Ogni giorno danno al caporale 10 euro dalla loro paga, alla fine si ritrovano con un netto di 4/5 euro dopo aver lavorato per 14 ore, è inammissibile". I berretti rossi sono scesi in piazza contro il caporalato, cioé un antico e illegale sistema di reclutamento di manodopera a basso costo per il lavoro nei campi tramite il quale i "caporali", chiedendo una percentuale sui guadagni di ciascuno, procurano ai proprietari terrieri la forza lavoro, divenuto oggi una nuova forma di schiavitù con lo sfruttamento di immigrati e clandestini, costretti a vivere in pessime condizioni. Un fenomeno grave di cui si sta occupando anche la politica, come ha sottolineato lo stesso premier Giuseppe Conte. "La legge sul caporalato c'è e non viene integralmente applicata - ha detto - dobbiamo prima lavorare alla completa applicazione di quella legge, intervenire a vari livelli per rafforzare il quadro delle tutele che sono già in qualche modo previste, non solo le tutele penali ma vari incentivi contro il lavoro nero non solo a carattere penale".

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È stato sottolineato anche da Elias Khalil, Presidente e General Manager Italy Hub di Lilly: "Non inauguriamo un progetto, ma inauguriamo una visione, una visione molto diversa per un futuro della salute. Dopo i giochi invernali di Milano Cortina 2026 abbiamo già annunciato, che vogliamo lasciare un'eredità duratura, che va al di là dei giochi olimpici, di lasciare qualcosa anche per la società."

Partecipare agli screening gratuiti è semplice: basta prenotare sul sito ioprevengo.com sui link digitali accessibili dai canali social di Lilly o direttamente nelle piazze coinvolte, a partire da quella di Varese, il cui sindaco Davide Galimberti ha espresso ampia soddisfazione per l'iniziativa di Lilly.

Queste le parole: "Un'occasione importante per garantire a tutti una prevenzione efficace. È importante che le piazze del nostro paese siano sempre più frequentate da iniziative di questo tipo, a tutela di tutti i cittadini, ma dell'intera collettività".

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