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Basta "Naufragi di Stato", protesta di decine di attivisti a Roma

sabato 14 luglio 2018
2' di lettura

Roma, (askanews) - Si sono incatenati alla scalinata di ingresso del Ministero dei Trasporti a Roma, indossando giubbotti di salvataggio e salvagenti dietro a uno striscione con scritto "Naufragi di Stato". Una protesta pacifica organizzata da decine di attivisti della rete #RestiamoUmani contro le politiche del governo, accusate di aumentare il numero di persone che muoiono in mare nel tentativo di raggiungere l'Europa. La manifestazione è in disaccordo con le politiche del ministro dell'Interno Matteo Salvini e del ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, e in sostegno alle ong, a cui è impedito di lasciare i porti di attracco per andare a soccorrere i migranti in mare e di accedere poi ai porti vicini per metterli in sicurezza. E' stata istituzionalizzata l'omissione di soccorso, afferma Valentina, della rete #Restiamoumani: "Stanno morendo decine di persone tutti i giorni perché non si può andare a salvare le imbarcazioni che stanno affondando, le persone affogano ed è diventato reato salvargli la vita". "Il diritto alla vita è sacro, è nostro dovere preservarlo, non possiamo permettere che le persone anneghino, è sempre stata la politica dell'Italia e dei marinai". Veronica Alfonsi di Proactiva Open Arms: "Si continua a pensare che i respingimenti, vietati dalla convenzione di Ginevra, siano l'unica risposta al fenomeno migratorio che andrebbe invece solo regolato e le morti in mare aumentano. Da quando le ong sono state bloccate c'è stato un aumento esponenziale delle morti in mare, questo per noi è inaccettabile". Numeri impressionati confermati da Giorgia Linardi rappresentante di Sea Watch che chiama in casa anche l'Europa: Stiamo lasciando la gente annegare nel tratto di mare più popolato a livello di transito di navi e più militarizzato al mondo, ora è il confine più letale al mondo con 1 persone su 7 che a giugno è morta nel tentativo di raggiungere l'Europa e scappare dalla Libia dove invece il sistema messo in atto dall'Ue prevede che queste persone siano riportati, dove vengono sottoposti a un regime di detenzione arbitrario e illimitato".

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