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Addio allo schermo? Come sta cambiando l'arte contemporanea

sabato 25 agosto 2018
2' di lettura

Milano (askanews) - E' stata una delle opere d'arte simbolo degli ultimi anni, premiata alla Biennale di Venezia del 2013 e poi in giro per i musei più importanti del mondo. "Grosse Fatigue" di Camille Henrot sembra per certi versi rappresentare l'opera d'arte perfetta per il mondo contemporaneo, con il suo mix di visionarietà e di enciclopedismo. Eppure quello schermo che è l'elemento costitutivo della sua narrazione, come di quelle di molti altri artisti del nostro tempo, per esempio Christian Marclay o Nathalie Djurberg, oggi, secondo uno dei più importanti curatori d'Europa come Andrea Lissoni, che ha dedicato una vita a studiare le immagini in movimento nell'arte contemporanea prima di approdare alla Tate Modern, sta per scomparire. "Lo schermo, e lo dico senza malinconia - ha detto Lissoni ad askanews - lo strumento che sta per lasciare spazio all'ambiente. Lo schermo è stato il campo di rappresentazione, come lo era stato la finestra nella pittura o la tela, ma non ci sono più dubbi che come dispositivo sul quale si sono appoggiati le immagini, dopo una trentina d'anni nei quali è stato utilizzato così a fondo dagli artisti, stia per lasciare il campo". Dopo averlo visto muoversi all'interno della realtà virtuale, abbiamo pensato di parlare dell'ipotesi di scomparsa dello schermo anche con uno degli illustratori e artisti più in voga, quell'Emiliano Ponzi che continua a esplorare i confini della grafica. "E' il concetto della staticità dello schermo - ci ha detto - oggi non pensiamo più allo schermo di una volta, ma piuttosto allo schermo del telefono, dove comunque c'è il libero arbitrio di scegliere che cosa vedere, dove c'è tutto quello che è il mondo dei servizi on demand. Non credo che lo schermo scomparirà, forse in qualche modo anziché essere noi passivi nei confronti dello schermo, è lo stesso schermo che si adatterà al nostro concetto di vita un po' più dinamico in questo senso". Se quindi nella vita ogni cosa è schermo, allora l'arte deve cercare altri territori, altre definizioni o, quanto meno, altre letture di questa realtà che nasce già ulteriormente mediata. E in questo senso le immagini escono dalla loro cornice abituale, prendono possesso di spazi diversi, ricostruiscono, ancora una volta, una realtà differente. Che, quando funziona, ha la capacità di diventare, come direbbero in America, "larger than Reality", più grande della realtà stessa, qualunque cosa questa parola significhi. "Mi sembra - ha concluso Lissoni - che la cosa più interessante che artisti come Susan Hiller, per altri versi Philippe Parreno, Joan Jonas, stiano spingendo è il fatto che lo schermo frontale ci sarà sempre di meno e come in Blade Runner le immagini inizieremo a toccarle, ad azionarle, a vederle intorno a noi". Incubo o magnifica possibilità? Probabilmente entrambe le cose, ma quando si parla di grandi artisti vale sempre la pena di correre dei rischi, e se incubo sarà possiamo scommettere che sarà anche magnifico.

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È stato sottolineato anche da Elias Khalil, Presidente e General Manager Italy Hub di Lilly: "Non inauguriamo un progetto, ma inauguriamo una visione, una visione molto diversa per un futuro della salute. Dopo i giochi invernali di Milano Cortina 2026 abbiamo già annunciato, che vogliamo lasciare un'eredità duratura, che va al di là dei giochi olimpici, di lasciare qualcosa anche per la società."

Partecipare agli screening gratuiti è semplice: basta prenotare sul sito ioprevengo.com sui link digitali accessibili dai canali social di Lilly o direttamente nelle piazze coinvolte, a partire da quella di Varese, il cui sindaco Davide Galimberti ha espresso ampia soddisfazione per l'iniziativa di Lilly.

Queste le parole: "Un'occasione importante per garantire a tutti una prevenzione efficace. È importante che le piazze del nostro paese siano sempre più frequentate da iniziative di questo tipo, a tutela di tutti i cittadini, ma dell'intera collettività".

All'interno della clinica mobile, completamente accessibile anche alle persone con mobilità ridotta, saranno presenti tre postazioni cliniche per esami rapidi e non invasivi presidiati da professionisti sanitari, un'area dedicata alle consulenze nutrizionali e spazi per attività educative e interattive. Si tratta di un'iniziativa dall'alto valore preventivo.

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