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Zoe Saldana e Rosario Dawson ai latinos: votate contro Trump

sabato 10 novembre 2018
2' di lettura

Miami, (askanews) - Alla vigilia delle elezioni di midterm del 6 novembre, in cui gli americani rinnoveranno la Camera dei rappresentanti e circa un terzo dei seggi del Senato, cinque famose attrici americane di origine "latina" hanno deciso di uscire allo scoperto e lanciare un messaggio contro la politica anti-immigrati del presidente Donald Trump. Eva Longoria, America Ferrera, Gina Rodriguez, Zoe Saldana e Rosario Dawson hanno scelto Miami, capitale americana dei "latinos" - storicamente filp-repubblicani, ma ora meno che in passato - per esortarli a recarsi alle urne e votare contro Trump. Zoe Saldana, i cui genitori emigrarono in New Jersey da Porto Rico e la Repubblica Dominicana, famosa per colossal di fantascienza come Avatar, Guardiani della Galassia e Star Trek, ha gridato con tono arrabbiato parole toccanti: "Io so un sacco di cose sulla mia gente. Cattivi, criminali, fuorilegge, non sono loro. Gente umile che lavora duro, felice, unita, genitori premurosi, gente sempre al servizio. Dedichiamo le nostre vite alla nostra comunità tutto il tempo". Rosario Dawson, di origini portoricane e cubane, nota per Men in Black II, Grindhouse e Sin City, e in Italia per Sette Anime di Gabriele Muccino, ha ricollegato l'invito ad andare a votare alla pressione migratoria al confine Sud, con la carovana dei migranti che dal Centro America stanno marciando verso gli Stati Uniti: "Quando i nostri figli e i nostri nipoti e i bisnipoti ci chiederanno: 'e cosa facevate voi allora?'. Quando i bambini venivano separati dai genitori al confine, quando come governo abbiamo inviato 15.000 soldati armati ad accoglierli. Abbiamo inviato meno gente, sì e no un terzo di quella cifra a Porto Rico quando c'era l'emergenza e ne avevano bisogno".

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Rispondendo a Luigi Marattin, segretario del Partito Liberaldemocratico, la premier ha ricordato come "la tentazione di esportare la democrazia, il modello valoriale occidentale, basato sulla libertà e sul rispetto della dignità umana con la forza è da molti anni argomento di dibattito".

"E' un dilemma particolarmente complesso, però è un dilemma ancora più complesso capire come sia possibile che alcuni sposino l'una e l'altra tesi con la stessa convinzione in modo altalenante e con una disinvoltura sorprendente", ha aggiunto Meloni citando i deputati Pd Braga e De Luca che dicevano che la democrazia non si esporta con le bombe. "Scusate, ma si può dire viva gli americani quando liberano l'Europa dal nazifascismo, ma non agli americani che liberano dalle dittatura altri popoli e in altre parti del mondo?", ha chiesto la premier ricordando "i bombardamenti degli Stati Uniti di Bill Clinton alla Serbia, per fermare i massacri di civili in Kosovo, con la partecipazione italiana senza passare dal parlamento dalla Repubblica italiana". "Non condivido questo strabismo", ha chiosato la premier.

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La GIP di Milano, dott.ssa Sara Cipolla, ha disposto l'archiviazione del procedimento nei confronti di Marco Cappato per l'aiuto prestato a Elena e Romano, accompagnati in Svizzera dove hanno potuto accedere al suicidio medicalmente assistito. La GIP riconosce e applica il principio affermato dalla Corte costituzionale, da ultimo con la sentenza n. 66 del 2025, secondo cui il requisito del trattamento di sostegno vitale non può essere interpretato in modo restrittivo e meramente tecnico-formale.

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