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Diritti d'autore, D'Atri: completare liberalizzazione del mercato

sabato 10 novembre 2018
4' di lettura

Roma, (askanews) - Negli studi di askanews si parla dei servizi di gestione dei diritti d'autore, ovvero il processo - giusto per fare un esempio - con cui un'artista viene pagato se una sua canzone viene trasmessa alla radio. L'intervistato è Davide D'Atri, amministratore delegato di Soundreef, la società che ha rotto il monopolio del colosso pubblico Siae, col quale è in atto una sorta di "guerra della musica". - Tra i vostri artisti figurano big del calibro di Fedez, Gigi D'Alessio, Rovazzi. Ci può spiegare perché il vostro modello di "collecting" è considerato innovativo rispetto a quello Siae? "Noi facciamo una cosa molto differente dalla Siae. Abbiamo digitalizzato completamente tutto il processo, dalla A alla Z, e questo ci permette una gestione dei compensi degli autori ed editori molto più efficiente rispetto al passato, in particolare su 3 punti: Uno, ripartiamo tutto al 100% in analitico, non abbiamo formule strane di ripartizione, quello che viene suonato viene pagato. Due, rendicontiamo e paghiamo molto velocemente, in alcuni casi noi rendicontiamo in tempo reale addirittura, vedi radio e televisione, in altri casi noi i concerti li rendicontiamo su 7 giorni, nel tradizionale si rendiconta a 12/18/24 mesi addirittura, queste sono le differenze. E terza cosa la trasparenza: la cosa più importante per un autore/editore è uscire dalla nube dell'ignoranza e quindi poter effettivamente controllare in ogni momento dove viene suonata la propria musica, quanto si sta guadagnando, ma in dettaglio". - Lo scorso 26 ottobre l'Antitrust ha condannato la Siae per abuso di posizione dominante e voi di Soundreef avete accolto la decisione come "importantissima". Perché e quali sono le conseguenze pratiche? "La decisione è importantissima perché di fatto è una decisione che mette sotto accusa la Siae per dei comportamenti illeciti e scorretti nei confronti nostri, degli utilizzatori e degli autori/editori. Comportamenti peraltro prolungati negli anni e comportamenti che la Siae sapeva essere illeciti, dice l'Antitrust. Ma in particolare due cose sono molto importanti. Una sembra quasi banale: non puoi prenderti i soldi degli altri perché su autori/editori non più iscritti alla Siae la Siae non ha più titolo per prendere compensi, mentre lo faceva fino a ieri. Due, non puoi turbare le trattative tra utilizzatori e nuovi concorrenti, e Siae lo faceva, andava dagli utilizzatori a dire 'Non devi pagare il mio concorrente'. Questi sono provvedimenti molto importanti perché di fatto restituiscono la libertà all'autore/editore, in particolare a quello piccolo, di decidere il proprio intermediario. Fino a ieri la Siae raccoglieva di fatto compensi anche per il piccolo e non si capisce come ripartiva, anche se quel piccolo non era più iscritto al monopolio". - L'Antitrust ha anche stabilito che entro 60 giorni la Siae deve certificare di aver posto fine ai comportamenti distorsivi della concorrenza. Ma chi dovrebbe vigilare secondo voi? "Intanto l'Antitrust chiede nel provvedimento che la Siae faccia una relazione rispetto alle azioni che ha intrapreso per sanare queste accuse che le sono rivolte. Quindi ci aspettiamo che la Siae faccia ciò che l'Antitrust gli ha ordinato, ci sembrerebbe gravissimo che da parte di una istituzione che di fatto aveva alcune funzioni pubbliche non rispettare la sentenza dell'Antitrust, però qualora non lo facesse certamente l'Antitrust potrebbe comminare delle sanzioni successive a Siae avendo verificato che non ha ottemperato" a quanto richiesto . - Avete iniziato ad operare grazie a una direttiva europea del 2014, recepita dall'Italia lo scorso anno, ma il quadro normativo di riferimento è ancora considerato lacunoso. Cosa chiedete al legislatore per una effettiva liberalizzazione del mercato dei diritti d'autore? "Il Governo precedente ha liberalizzato un po' a denti stretti, nel senso che il ministro Franceschini era contrario del tutto a una liberalizzazione e quindi ha un po' resistito fino a quando la Commissione europea, l'Antitrust e tutta un'altra serie di condizioni, inclusi i famosi artisti che sono passati a Soundreef, l'hanno costretto un pochino ad ammorbidire la linea. Alla fine si è andati per questa liberalizzazione a metà, cioè non c'è la possibilità da parte di una società privata come noi di raccogliere direttamente ma bisogna raccogliere attraverso un'associazione non profit, noi utilizziamo Lea. Noi chiediamo a questo attuale governo, nelle persone del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Crimi e del sottosegretario al Mibact Vacca, di liberalizzare entro la fine dell'anno per permetterci poi di andare a discutere la proposta di legge Battelli che sicuramente supportiamo e che ci sembra una proposta di legge giusta. Ma andarla a discutere, andare ad affrontare il 2019 a pari livello, perché non è più pensabile che una società come la nostra, che ha raccolto 14 mila iscrizioni di autori ed editori, tra cui autori/editori molto importanti, non abbia l'opportunità di andare a raccogliere direttamente e che non si crei un mercato finalmente efficiente, con delle regole".

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