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Whistleblowing tra privacy e tutele: una rivoluzione culturale

sabato 24 marzo 2018
2' di lettura

Milano (askanews) - Whistleblowing: per le aziende italiane - sia pubbliche sia private - è l'innesco di una piccola ma importante rivoluzione che ha impatti sia sull'organizzazione interna, sia sui valori culturali e etici con i quali si approccia chi segnala l'illecito, sia -infine- sull'insieme delle tutele che devono proteggere anche chi è oggetto della segnalazione. "La prima cosa da fare è quella di creare una cultura diversa - spiega Giorgio Martellino, presidente dell' Associazione Italiana Trasparenza e Anticorruzione AITRA - Purtroppo in Italia il concetto del Whistleblowing è visto più nella sua accezione di delazione che nell'accezione positiva, di colui che apporta una misura di prevenzione contro la corruzione. Come associazione, quindi, la prima cosa da fare è un cambiamento culturale da realizzare attraverso la formazione, e poi anche attraverso l'adeguamento di alcuni strumenti che dovrebbero rendere più agevole l'utilizzo dei meccanismi di tutela". Della nuova normativa sul Whistleblowing a pochi mesi dalla sua entrata in vigore se ne è parlato a Milano nel corso di un incontro di lavoro organizzato dalla rivista Top Legal. Tra le tematiche affrontate: gli snodi più complessi che le aziende devono risolvere nel dare attuazione alla nuova legge. "La criticità principale è quella di individuare la persona o l'unità organizzativa a cui dare la gestione delle segnalazioni - dice Marcello Fumagalli direttore Area Consulenza Banche di Unione Fiduciaria - Molte aziende soprattutto nelle realtà industriali si stanno rivolgendo all'outsourcing, e in particolar modo stanno valutando Unione Fiduciaria come partner a cui delegare questa importante attività, però il punto nodale è questo: a chi attribuire la segnalazione". Nel confronto tra le due possibili strade - outsourcing o struttura interna all'azienda - entrano in gioco più variabili e dal peso diverso a seconda della tipologia aziendale. L'outsourcing, è emerso nel corso del dibattito, risulterebbe più funzionale in linea complessiva, e a maggior ragione per le aziende che hanno necessità di tutelare la riservatezza su asset e attività. "Certamente le aziende medio grandi potrebbero trarre molto vantaggio dall'outsourcing per evitare che le segnalazioni riservate possano andare in mano a soggetti non corretti. - conferma Fumagalli - Dandole in outsourcing il vantaggio è che le segnalazioni, venendo gestite da un team specializzato che sa interpretarle e sa valutarne l'impatto da tutti i punti di vista, possono essere indirizzate correttamente nei confronti dell'unità dell'azienda interessata realmente a quel tipo di illecito o segnalazione di frode". L'incontro di lavoro a Milano ha visto la partecipazione di oltre duecento rappresentati di aziende, responsabili Hr, Legal, e Compliance.

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"Abbiamo creato un piccolo codice per persone ipovedenti e non vedenti, per permettere a chi ha difficoltà visive di accedere al contenuti delle etichette dei prodotti", ha spiegato la responsabile.

L'incontro è stato promosso congiuntamente da Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) e CocaCola: un momento di confronto dedicato al valore dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 come occasione concreta per rafforzare una cultura dell'accessibilità e dell'inclusione, anche oltre lo sport. Ad aprire i lavori Mario Barbuto, Presidente Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI), e Rodolfo Masto, Presidente della Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano.

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La storia raccontata da Hasan Hadi parte dai suoi ricordi di infanzia. "Io credo che la corruzione, i problemi che abbiamo oggi in Iraq nascano proprio in quel periodo, che è stato una specie di buco nero, perché eravamo completamente isolati, da Saddam e dalle sanzioni economiche. - ha detto il regista - Quando ero bambino, come Lamia, mi ricordo che vivevamo in un Paese di cui eravamo orgogliosi, che era il luogo di nascita delle più antiche civiltà, ma allo stesso tempo c'era una delle dittature più brutali. Allo stesso tempo ho anche ricordi bellissimi delle persone, della mia comunità".

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