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"Pazienti a bordo": vela e tumori, nuove frontiere di cura

sabato 24 marzo 2018
2' di lettura

Milano (askanews) - Una mostra fotografica e un progetto scientifico per schiudere nuove dimensioni nella cura dei tumori, attraverso la vela. All'Università Statale di Milano è stato presentato "Pazienti a bordo", raccolta di scatti fotografici che documentano come un gruppo di donne con malattie oncologiche ha sperimentato a Caprera, insieme agli psicologi e agli istruttori del Centro Velico dell'isola, nuove frontiere di terapia, base poi per un progetto scientifico che la prossima estate coinvolgerà altre donne, dopo l'esperienza pilota. Le cui finalità ci sono state spiegate dalla psiconcologa dell'Università Statale di Milano, Gabriella Pravettoni. "E' servito - ha detto ad askanews - a mettere a punto un disegno sperimentale che quest'anno avrà luogo sempre a Caprera, dove porteremo 150 nuove pazienti, anzi colgo l'occasione per poter fare una call, invitare delle pazienti a venire con noi a Caprera". Padrone di casa della presentazione il Rettore della Statale, Gianluca Vago, che dalla sua elezione sta portando avanti progetti di apertura dell'ateneo alla città e alle tematiche socio-culturali. "Credo che sia una tappa ulteriore e molto emozionante - ci ha spiegato - di un percorso che abbiamo immaginato a partire da qualche anno fa e che è quello di costruire la nostra attività formativa nel campo medico ripartendo un po' dai bisogni e dalle esigenze dei pazienti, delle persone malate". Partner strategico del progetto il Centro Velico Caprera, con il suo presidente Paolo Martano. "Siamo molto interessati a questo progetto - ci ha raccontato - perché riusciamo a far capire qual è l'impegno da un punto di vista nostro, per quello che riguarda la vela e anche la sua parte tecnica, ma che poi va a sfociare in discorsi ancora più importanti che sono legati alla cura delle persone, a quello che succede dopo un momento di difficoltà, gli stessi momenti di difficoltà che noi possiamo trovare anche in barca". Alla presentazione ha preso parte anche la campionessa olimpica di canoa ed ex ministro Josefa Idem, che ha fatto da testimonial al progetto scientifico portato avanti dalla Statale, incentrato su una forte metafora tra la sfida alle onde e la sfida alla malattia. "Si impara a seguire il vento - ha concluso la professoressa Pravettoni - e non a contrastare le forze della natura, così come si impara a non contrastare l'esperienza oncologica, ma a viverla facendo diventare un'opportunità".

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