CATEGORIE

Sostenibiltà made in Umbria: filiera tessile naturale integrata

sabato 24 marzo 2018
2' di lettura

Perugia (askanews) - Dalle materie prime fino al tessuto finale, integrando e coordinando l'intera filiera produttiva e puntando esclusivamente su risorse e saper fare che sono il patrimonio di un ben definito territorio: è il concetto di sostenibilità declinato dalla Cardinalini, azienda tessile umbra che ha aderito al progetto TUN, Tessile Umbro Naturale. "Il tessile Umbro Naturale è un progetto che ha visto coinvolta l'intera filiera produttiva, a partire dalla collaborazione con gli allevatori e i coltivatori per trovare la fibra primaria che è il pelo di angora e la canapa - dice Marco Cardinalini, product manager della Cardinalini spa - Da li abbiamo poi fatto un processo tintoriale, sempre in Umbria, e poi il processo di smacchinatura del filato ottenuto. E poi, come azienda, abbiamo fornito la confezione dei capi. Il senso del Tessile Umbro Naturale quindi è di riprodurre, dalle materie prime fino alla collezione finale, l'intero ciclo produttivo. Tutto made in Umbria". Il progetto TUN è stato illustrato a Perugia nel corso dell'incontro "le Rotte della sostenibilità", tappa di avvicinamento al Salone della Csr e dell'innovazione sociale previsto a Milano, in Bocconi, il 2 e il 3 ottobre 2018. L'incontro di Perugia ha permesso di condividere e confrontare le migliori esperienze di sostenibilità realizzate nella regione. "E' stato un esperimento, una prova master per dimostrare che in Umbria si può fare l'intero ciclo produttivo - sottolinea Cardinalini - Ci sono dei grandi limiti, perché comunque le materie prime di grande qualità sono localizzate in territori ben specifici, però è stato possibile grazie alle sinergie di più attori, appunto, coltivatori, allevatori, tintori, filatori e confezionisti, poter ottenere un prodotto al 100% realizzato in Umbria". Partito nel 2015 da una ricerca dell'Università di Camerino, il progetto ha avuto impulso grazie alla Confederazione Italiana Agricoltori dell'Umbria e ha raggiunto l'obiettivo di mettere in relazione, in un'ottica di sistema, due dei più importanti settori dell'economia regionale: l'agricoltura e il tessile. "In Umbria - prosegue Cardinalini - siamo usciti dal concetto legato soltanto al mondo della confezione della maglieria, e si è potuti risalire nella filiera produttiva". L'esperienza raccontata dalla Cardinalini si configura così anche come esempio concreto di virtuosa collaborazione e partnership fra imprese, istituzioni, società civile nella prospettiva dell'Agenda 2030 dell'Onu.

tag

Ti potrebbero interessare

Cosa lasciano le Paralimpiadi? Se ne è parlato all'Istituto dei Ciechi

Milano, 13 mar. (askanews) - "Siamo qui nella cornice dell'Istituto dei Ciechi, un palazzo meraviglioso a Milano, per parlare del lascito delle Paralimpiadi Invernali, grazie a una ricerca fatta da SWG, che abbiamo sostenuto come Coca Cola Italia, abbiamo cercato di tracciare un bilancio di come gli italiani hanno percepito questi Giochi. Sono stati sicuramente un appuntamento per celebrare la massima espressione della performance sportiva, olimpica e paralimpica. Noi come Coca Cola supportiamo da sempre i Giochi paralimpici perché condividiamo i valori di questo grandissimo evento": così Cristina Camilli, direttrice relazioni istituzionali, comunicazione e sostenibilità di Coca Cola Italia, a margine dell'Incontro "Giochi Paralimpici Invernali: un'eredità di inclusione", presso la Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano.

"Abbiamo creato un piccolo codice per persone ipovedenti e non vedenti, per permettere a chi ha difficoltà visive di accedere al contenuti delle etichette dei prodotti", ha spiegato la responsabile.

L'incontro è stato promosso congiuntamente da Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) e CocaCola: un momento di confronto dedicato al valore dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 come occasione concreta per rafforzare una cultura dell'accessibilità e dell'inclusione, anche oltre lo sport. Ad aprire i lavori Mario Barbuto, Presidente Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI), e Rodolfo Masto, Presidente della Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano.

TMNews

"La torta del Presidente", tra commedia e dramma nell'Iraq anni '90

Roma, 13 mar. (askanews) - Hasan Hadi ha vinto la Caméra d'Or e il Premio del Pubblico alla Quinzaine des Réalisateurs a Cannes raccontando una storia drammatica ma piena di vitalità e di umorismo ambientata nell'Iraq degli anni Novanta. La protagonista de "La torta del Presidente", nei cinema del 19 marzo, è una bambina che mentre il Paese lotta per sopravvivere a guerra e carestia è obbligata a preparare una torta per festeggiare il compleanno di Saddam Hussein. Lamia, 9 anni, arriva in città, dove è impossibile trovare zucchero e farina, e con il suo amico Saeed e il suo gallo va incontro a mille peripezie.

La storia raccontata da Hasan Hadi parte dai suoi ricordi di infanzia. "Io credo che la corruzione, i problemi che abbiamo oggi in Iraq nascano proprio in quel periodo, che è stato una specie di buco nero, perché eravamo completamente isolati, da Saddam e dalle sanzioni economiche. - ha detto il regista - Quando ero bambino, come Lamia, mi ricordo che vivevamo in un Paese di cui eravamo orgogliosi, che era il luogo di nascita delle più antiche civiltà, ma allo stesso tempo c'era una delle dittature più brutali. Allo stesso tempo ho anche ricordi bellissimi delle persone, della mia comunità".

Il regista mostra la realtà quotidiana della sua gente attraverso gli occhi vivacissimi della protagonista, celebra il potere dell'amicizia, sempre tenendo un grande equilibrio tra dramma e commedia. "E' qualcosa che impari in quelle situazioni, ridicolizzare la tragedia è il tuo strumento di sopravvivenza" ha concluso Hadi.

TMNews

Il momento in cui un raid israeliano colpisce edificio sud del Libano

Roma, 13 mar. (askanews) - Immagini di AFPTV mostrano il momento in cui un attacco israeliano colpisce un edificio nel villaggio di Abbasiyeh, nel Sud del Libano, vicino a Tiro. Secondo il ministero della Salute libanese, gli attacchi israeliani hanno ucciso almeno 773 persone dal 2 marzo, mentre Israele ha promesso che il Libano pagherà un prezzo sempre più caro in termini di danni alle infrastrutture.

TMNews

Paolo Borgia, nunzio apostolico in Libano in visita nel sud del Paese

Roma, 13 mar. (askanews) - Fedeli cristiani dei villaggi del Libano meridionale hanno accolto calorosamente l'arcivescovo Paolo Borgia, nunzio apostolico in Libano, pochi giorni dopo la morte del sacerdote Pierre Rai, ucciso dal fuoco dell'artiglieria dell'esercito israeliano.

TMNews