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Ricercatori a Bologna per discutere come ridurre i danni del fumo

sabato 14 aprile 2018
2' di lettura

Bologna, (askanews) - Smettere di fumare è l unica soluzione che permette di abbattere completamente la probabilità di incorrere nei danni provocati dal consumo delle sigarette. Ma data la difficoltà di raggiungere questo obiettivo "è doveroso ragionare in termini di riduzione del danno". E' questo il messaggio che arriva dal 18° congresso nazionale della SITOX, la Società Italiana di Tossicologia, che ha chiamato a raccolta medici, scienziati e ricercatori, ribadendo la necessità di "valutare alternative a potenziale rischio ridotto per coloro che non vogliono o non riescono a smettere di fumare e che altrimenti continuerebbero a fumare sigarette tradizionali". La Presidente di Sitox, Prof. Patrizia Hrelia. "Abbiamo voluto invitare i produttori di questi nuovi sistemi da fumo per presentare con onestà, trasparenza e chiarezza scientifica i loro risultati a supporto delle campagne che promuovono i loro prodotti. Abbiamo voluto mettere a confronto tutti i diversi stakeholder che possono essere interessati nella lotta contro il fumo. Quindi per noi coinvolgere le aziende del fumo è stato veramente un atto di coraggio, per discutere apertamente tra tutti gli interessanti questa grandissima problematica". L'obiettivo comune a tutti i partecipanti è quello di percorrere tutte le strade possibili per sconfiggere il problema del tabagismo. Un auspicio che è arrivato anche dal Past President della Società Italiana di Tabaccologia, Biagio Tinghino, che ha ribadito con fermezza quanto la scelta di elezione della classe medica debba essere quella di far smettere di fumare, così come raccomandato dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Un traguardo a cui chiaramente mira anche la Società Italiana di Tossicologia. "Smettere di fumare è importante, ma poter avere degli strumenti che, ad un'esposizione minore a sostanze potenzialmente tossiche e cancerogene associano un danno minore e quindi una minore incidenza di patologie fumo-correlate, è un per noi un traguardo importante da raggiungere nella lotta contro il tabagismo". Al simposio di Bologna "Fumo, vecchi e nuovi scenari: cambia il rischio" ha partecipato tra gli altri Davide Sciuscio, Manager Pre-clinical Toxicological Evaluation, di Philip Morris International, che ha presentato gli ultimi studi tossicologici realizzati dalla multinazionale sul Tobacco Heating System 2.2 (nome commerciale IQOS). "Tutti i nostri studi sono pubblicati su riviste scientifiche e quindi sono aperti alla review da parte degli esperti nei differenti campi. Questa è una svolta in tutti gli studi che abbiamo effettuato perché sono disponibili alla comunità scientifica per la review. E' un aspetto che aggiunge credibilità a tutti i nostri studi". Philip Morris International, proprio in provincia di Bologna, ha recentemente realizzato un nuovo stabilimento per la produzione di stick di tabacco per IQOS, con un investimento di 1 miliardo di euro. "Sogniamo un futuro senza fumo. L'aiuto dei governi è fondamentale in questa fase di transizione. Noi crediamo che sia possibile avere un mondo senza fumo, quindi un mondo senza sigarette convenzionali".

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Sanchez: sospensione Spagna dalla Nato? Siamo un partner affidabile

Milano, 24 apr. (askanews) - Il primo ministro spagnolo Pedro Sànchez si è detto non "preoccupato" in seguito alle notizie di stampa secondo cui gli Stati Uniti starebbero valutando la possibilità di sospendere la Spagna dalla Nato come ritorsione per la sua opposizione alla guerra contro l'Iran.

"La Spagna è un partner affidabile all'interno della Nato e stiamo adempiendo ai nostri obblighi nei confronti della Nato, schierando capacità militari e soldati sul fianco orientale dell'Europa. Quindi, non c'è motivo di preoccuparsi", ha dichiarato.

"Direi che sarebbe importante se i paesi europei e gli alleati europei potessero condividere pensieri e informazioni prima di iniziare guerre, come quella che stiamo subendo ora in Medio Oriente perché questa parte del mondo è vicina all'Europa. Dobbiamo anche essere consapevoli e avere un'opinione in merito", ha sottolineato Sanchez.

"Dal mio punto di vista questa guerra è illegale, è un grave errore, e spero - ha concluso - che nel prossimo futuro si possa assistere a una de-escalation e, naturalmente, a una via d'uscita, grazie alla diplomazia e non grazie alla guerra".

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Design Week, spazi che reagiscono: Elena Brovelli in SAG'80

Milano, 24 apr. (askanews) - In occasione della Milano Design Week 2026, SAG'80, in dialogo con gli spazi Maxalto - Arclinea di via Boccaccio, ha ospitato "Study in Tension", la pratica progettuale di Elena Brovelli, che ambisce a ridefinire il rapporto tra materia, spazio e percezione.

"Abbiamo voluto accogliere Elena Brovelli e il suo Study in Tension - ha spiegato ad askanews Alessandro Perrino, architetto in SAG'80 - in modo molto semplice. Questo è stato tratto da un equilibrio tra ciò che abbiamo noi nei nostri progetti e ciò che l'artista mette nei suoi quadri, nelle sue opere tra forma e funzione. I suoi prodotti, suoi portali in buona sostanza non fanno altro che reagire all'interno dei nostri ambienti, dei nostri progetti. Danno completezza a questo".

Al centro della ricerca di Brovelli c'è una superficie tessile elastomerica sottoposta a tensione, pressione e vincolo. Non un supporto passivo, quindi, ma un dispositivo capace di generare configurazioni sempre diverse. Forme concave, pressioni invisibili, volumi convessi: linee essenziali che emergono come esito di un equilibrio dinamico, non imposto ma negoziato. Perché ogni intervento nasce da una relazione diretta tra materia, forza e limite. "Questi portali di Elena - ha aggiunto Perrino - non decorano la casa, decorano l'appartamento, non decorano la zona, ma attivano la zona. E' un'esperienza, ecco".

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Nasce l'evento nazionale "Cuori Sicuri"

Roma, 24 apr. (askanews) - L'Italia punta a un ruolo di primo piano nell'attuazione del Safe Hearts Plan, strategia europea per la prevenzione e la gestione delle malattie cardiovascolari, presentata alla Commissione Europea il 16 dicembre 2025. È quanto emerso a Roma, presso Palazzo Wedekind, in occasione dell'evento nazionale "Cuori Sicuri", iniziativa dall'Intergruppo parlamentare "Prevenzione e Riduzione del Rischio" promosso da Motore Sanità, con il contributo non condizionante di MSD.

Nel corso dell'incontro, è stato evidenziato come il Safe Hearts Plan punti su programmi di screening mirati e sull'adozione di approcci sempre più precisi, anche grazie all'integrazione tra innovazione tecnologica, strumenti digitali e nuovi modelli organizzativi della sanità nazionale: "Fare prevenzione significa fare principalmente due cose. Innanzitutto fare un investimento culturale, cioè fare in modo che le persone vedano il modo di sottoporsi ai screening, cambiare gli stili di vita e il modo di alimentarsi come priorità del loro vivere, e fare in modo che il sistema sanitario sia un promotore di questa cultura, che però deve interessare anche il mondo della scuola, dello sport, dell'associazionismo. Insomma, tutta la mentalità del nostro modello sociale. Però deve essere accompagnato anche da un modello organizzativo di presa in carico, perché prevenzione è anche fare screening e monitorare, intercettare immediatamente una patologia con una diagnosi precoce, ma soprattutto una presa in carico che faccia in modo che le terapie vengano seguite" ha detto Gian Antonio Girelli, Presidente Intergruppo Parlamentare Prevenzione e Riduzione del rischio.

"È importantissimo che in Italia venga recepito e venga costruito un piano nazionale dedicato alle malattie cardiovascolari e, quindi, andare a recepire il Safe Hearts Plan a livello europeo per due motivi: perché le malattie cardiocerebrovascolari sono la prima causa di morte, la prima causa di disabilità e la prima causa di ospedalizzazione in Italia e non solo in Italia ma anche in Europa" ha aggiunto Elena Murelli, presidente Intergruppo parlamentare Genomica e Genetica e Intergruppo Malattie cardio-cerebrovascolari

Un dibattito in cui è stato sottolineato anche il ruolo dell'innovazione, dalla digitalizzazione alla ricerca farmacologica. Ha parlato così Nicoletta Luppi, presidente e amministratrice delegata MSD Italia: "Innanzitutto, per poter attuare un piano così importante come il Safe Hearts Plan, bisogna conoscere i propri livelli di colesterolo, per poter determinare con precisione la migliore strategia per proteggere il proprio cuore. E poi bisogna andare in prevenzione, cioè, costruire intorno alla propria salute, l'opportunità di scongiurare tutte quelle malattie che sono prevenibili. Come, per esempio, anche tutte le malattie prevenibili attraverso l'immunizzazione, mano a mano che si progredisce con le diversità della vita".

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La grande "Exposition Générale" è un viaggio affascinante dentro l'allestimento del palazzo, ma, soprattutto, dentro i percorsi che la Fondation Cartier ha costruito nel corso del tempo, guardano ai filoni meno battuti dell'arte, guardando al mondo e alla relazione decisiva con l'ambiente, offrendo una possibile via "selvatica" al racconto del contemporaneo, che qui vive di una dimensione più grande, più complessa, in certi momenti sorprendente e in altri quasi salvifica. Perché ci ricorda la relazione con un mondo che non è solo umano, perché esplora le metamorfosi e i tempi più lunghi, perché accoglie anche artisti star del mercato, ma sempre guardandoli da un punto di vista differente, costruendo quell'idea di alternativa da cui siamo partiti. Il tutto anche con una consapevolezza critica, che diventa politica, sia che si ragioni della relazione tra la creatività e l'intelligenza artificiale, sia che si affronti la questione delle migrazioni e delle crisi climatiche in un mondo sempre più polarizzato, diviso e fragile, soffocato da un capitalismo estremo che somiglia tremendamente al colonialismo.

La Fondation Cartier pour l'Art Contemporain ha da sempre battuto il terreno del "resto del mondo", ha camminato sulle strade degli altri continenti, ma anche ha cercato un costante e continuo confronto con l'architettura, spesso soffermandosi sulle attitudini utopiche e le ricerche meno mainstream. E anche tutto questo torna nell'esposizione parigina, che somiglia a un caleidoscopio, ma che ci restituisce un mondo meno conosciuto, più lontano ed estremamente interessante. Anche per ii modo in cui pensa la natura nel senso più ampio del termine o, meglio la nostra relazione con essa, sovvertendo il modo - assai discutibile - in cui l'abbiamo pensata per secoli.

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