CATEGORIE

L'isola "che non c'è" del Tabasco: i 150 anni della red sauce

sabato 21 luglio 2018
3' di lettura

Milano (askanews) - Avery Island è l'isola del Tabasco. Non esattamente un'isola circondata dal mare, ma una collina adagiata sulle saline naturali della costa della Louisiana, lambita da paludi e acquitrini. Qui da 150 anni si produce la celebre salsa piccante venduta in oltre 185 Paesi. Gli ingredienti, peperoncino Tabasco da cui prende il nome, sale e aceto, sono sempre gli stessi da quando il suo inventore mise a punto la ricetta, come ci ha raccontato Anthony A. Simmons, presidente e CEO della McIlhenny Company, durante la tappa milanese delle celebrazioni per il 150esimo anniversario della salsa. "Il mio bis-bis-bisnonno, Edmund McIlhenny inventò la salsa Tabasco nel 1868 - ci ha raccontato il ceo - Voleva un condimento speziato, che rendesse il cibo più gustoso. Da allora la nostra famiglia ha prodotto questa salsa per i successivi 150 anni e siamo orgogliosi di mostrare il nostro prodotto al mondo, di mettere il nostro nome sulla bottiglia perchè crediamo che la nostra salsa sia perfetta in ogni momento. Per noi la cosa che conta di più è la qualità e il nostro nome sulla bottiglia è una garanzia". Per ottenere una delle 700mila bottiglie di Tabasco che vengono riempite ogni giorno ad Avery Island, occorrono cinque anni a partire dal momento in cui il peperoncino viene piantato. Cruciale tra le fasi di lavorazione, la raccolta del peperoncino che deve aver raggiunto la stessa gradazione di rosso con cui sono dipinti alcuni bastoncini di legno. A quel punto può partire la macerazione, e poi l'invechiamento in botti di rovere bianco e infine l'imbottigliamento. Un processo sempre uguale da 150 anni, anche se in un secolo e mezzo di storia la famiglia dei prodotti Tabasco è cresciuta aggiungendo varianti alla salsa tradizionale, alcune delle quali in arrivo sul mercato italiano: "Presto - ha annunciato Simmons - avremo nuovi prodotti in Italia e in Europa. L'estate scorsa negli Stati Uniti abbiamo lanciato delle novità: la prima è la Scorpion sauce, con lo scorpion che è un peperoncino molto molto piccante, e poi la roasted Tabasco Sauce, fatta con il peperoncino della salsa originale unito ad aceto balsamico, aglio e cipolla, una salsa decisamente meno piccante. Entrambi questi prodotti saranno disponibili in Europa occidentale e in Italia a partire dal prossimo anno". Del resto per la McIlhenny Company il mercato italiano è importante soprattutto per quella equazione che vede il nostro Paese patria del mangiare bene. "Il mercato italiano è un mercato molto forte - ha spiegato il ceo - l'Italia ha una enorme cultura del cibo, chiunque nel mondo sa che il cibo italiano è speciale, per questo vendere tabasco qui in Italia, avere grandi clienti, grandi consumatori è la dimostrazione per il mondo intero che le persone che amano il cibo amano il Tabasco". Dietro i 150 anni di questa salsa c'è un elemento chiave che aiuta a capirne la storia, ed è il rapporto col territorio dove nasce, un territorio sotto scacco degli eventi ambientali, che rischia di scomparire. "Noi viviamo ad Avery Island, che è il posto dove nasce tutta la salsa Tabasco, è la mia casa per questo è importante: non è solo il posto dove facciamo qualcosa, ma dove viviamo - ha detto - E' una parte della costa della Louisiana che è minacciata ogni giorno dalla erosione delle coste e dall'innalzamento del livello del mare. Quindi ogni giorno lavoriamo per preservare le zone paludose lungo la costa. Le paludi sono molto importanti per combattere gli uragani e nella battaglia quotidiana contro la perdita di terra". Questa attenzione all'ambiente fa il paio con l'impegno per la sostenibilità. "Abbiamo molta attenzione alla sostenibilità - ci ha raccontato Simmons - riutilizziamo barili per l'invecchiamento della salsa, ricicliamo il packaging quando possiamo, riutilizziamo i nostri ingredienti secchi: quando facciamo la salsa Tabasco mettiamo il sale che crea ingredienti secchi utili per altri impieghi industriali". I barili, qui, vengono riutilizzati fino a 50 anni e, quando arrivano a fine vita, vengono fatti a pezzi per costruire recinzioni, tavoli o trucioli di legno, tanto per fare un esempio. Ma per la McIlhenny company sostenibilià è anche prendersi cura dei lussureggianti giardini Jungle dove accanto a rigogliosi alberi e piante trovano rifugio numerose specie di animali selvatici.

tag

Ti potrebbero interessare

Attacco Sinagoga in Michigan: morto aggressore, nessuna altra vittima

Detroit, 13 mar. (askanews) - In Michigan un uomo ha lanciato il suo pick-up contro una sinagoga alla periferia di Detroit, provocando un incendio. È morto senza provocare altre vittime, grazie all'intervento delle guardie di sicurezza che hanno aperto il fuoco dopo che ha sfondato le porte della sinagoga Temple Israel a West Bloomfield. Il movente è ancora da chiarire ma secondo quanto riferito dalla polizia l'episodio si inserisce in un contesto di maggiore allerta negli Stati Uniti, a seguito dell'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran.

"Desidero esprimere il nostro affetto alla comunità ebraica del Michigan - ha detto Trump - e a tutte le persone di Detroit e dintorni, in seguito all'attacco alla sinagoga ebraica avvenuto stamattina. Sono stato informato, pienamente informato, ed è una cosa terribile, ma purtroppo continua. Andremo fino in fondo alla questione."

TMNews

Trump: situazione in Iran evolve molto rapidamente, sta andando bene

Washington, 13 mar. (askanews) - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che la guerra contro l'Iran sta procedendo "molto rapidamente", nonostante il nuovo leader di Teheran abbia promesso "resistenza" nel suo primo messaggio pubblico. "La situazione con l'Iran sta procedendo molto rapidamente. Sta andando molto bene, il nostro esercito è insuperabile", ha dichiarato Trump alla Casa Bianca.

TMNews

In anteprima il video "Papà dove sei" di Danilo Amerio e Paolo Mengoli

Milano, 13 mar. (askanews) - In anteprima il video di "Papà dove sei" il nuovo singolo di Danilo Amerio e Paolo Mengoli. Una storia vera che diventa musica: la voce di una bambina, il dovere, il silenzio e un addio che pesa più di ogni parola.

Il brano, scritto e prodotto da Danilo Amerio, nasce da una storia realmente accaduta: quella di una bambina che, ignara dell'accaduto, perde il padre ucciso in servizio e si presenta dal comandante chiedendo dove sia finito, convinta che qualcuno possa ancora richiamarlo a casa. Un episodio autentico, tanto drammatico quanto umano, che Amerio e Mengoli trasformano in una ballad intensa, essenziale e profondamente italiana.

La canzone si apre con lo sguardo della bambina, descritto con delicatezza e realismo: otto anni, forse meno, un berretto troppo grande e la capacità istintiva di "aspettare come solo i figli di chi parte sanno fare". Il dialogo con il comandante è lacerante nella sua innocenza: "Comandante papà oggi non è a casa. Se lo chiama lei magari gli risponde." Parole che diventano un crollo emotivo, un dolore che nessuna divisa prepara ad affrontare.

Il coro dei bambini, presente nei passaggi più toccanti, diventa la voce universale di chi ha perso un padre, un riferimento, una guida: "Ciao papà dove sei, perché hai preso il volo lasciando il vuoto "

Il brano non si limita a raccontare un evento: lo trasforma in una testimonianza, in un atto di memoria e rispetto verso le famiglie dei servitori dello Stato che affrontano sacrifici enormi, spesso invisibili agli occhi del mondo.

La collaborazione tra Danilo Amerio e Paolo Mengoli dà forza alla narrazione. Le loro voci si alternano come due prospettive della stessa ferita: quella dell'uomo che osserva la bambina e non trova parole; quella dell'adulto che porta il peso di ciò che resta non detto.

"Papà dove sei" è una ballad costruita senza artifici, lasciando spazio alla verità della storia: archi, pianoforte, voci pulite, una produzione asciutta che privilegia emozione e ascolto.

La canzone diventa così un omaggio ai padri che non ci sono più, alle famiglie che restano, ai bambini che aspettano risposte, e a tutti coloro che servono il Paese tra sacrifici e silenzi.

TMNews

LetExpo, Ventura (VDP): sviluppo infrastrutture centrale

Roma, 12 mar. - "In occasione di LetExpo Verona siamo lieti di essere protagonisti di un evento che rappresenta oggi uno dei principali momenti di confronto nazionale sui temi della logistica, delle infrastrutture e della mobilità. Come VDP Srl riteniamo che lo sviluppo infrastrutturale sia un elemento centrale per la competitività del Paese. Investire in grandi opere, potenziare i sistemi portuali e migliorare la mobilità delle merci e delle persone significa rafforzare la capacità dell'Italia di essere un hub strategico nei corridoi logistici europei e mediterranei. La modernizzazione delle infrastrutture, l'integrazione tra porti, retroporti, rete ferroviaria e sistema stradale rappresentano oggi una priorità per sostenere la crescita economica e accompagnare la trasformazione del settore dei trasporti e della logistica. VDP Srl è impegnata da anni nel supportare progetti complessi legati alle grandi opere e allo sviluppo delle infrastrutture, con l'obiettivo di contribuire alla realizzazione di un sistema logistico sempre più efficiente, sostenibile e competitivo. LetExpo rappresenta quindi un'importante occasione di dialogo con istituzioni, imprese e operatori del settore per condividere esperienze, visioni e prospettive sul futuro delle infrastrutture e della mobilità nel nostro Paese".

Lo dichiara Lo ha dichiarato il Consigliere Oice con delega all'Ambiente e amministratore unico Vdp di Roma Francesco Ventura.

TMNews