CATEGORIE

La viticoltura ad alta tecnologia del Trentino fa scuola

sabato 21 luglio 2018
2' di lettura

Trento (askanews) - Dentro le bollicine di montagna del Trentino, fatte in gran parte da viti scoscese e coltivate a pergola che hanno bisogno di molto lavoro manuale, c'è un cuore tecnologico. Si chiama Pica ed è una piattaforma informatica sviluppata nel 2010 da Cavit, consorzio di cantine sociali che rappresenta il 54% delle vigne della provincia, per gestire ogni vigneto senza sprechi, a partire dalla scelta del vitigno più adatto, come evidenzia Andrea Faustini, enologo e responsabile dell'ufficio viticultura di Cavit. "Inizialmente - ha detto - avevamo utilizzato questa piattaforma come banca dati nella quale far convergere i dati sui suoli e sul clima, poi dal 2016 l'abbiamo implementata e la utilizziamo ora per l'assistenza tecnica ai 4.500 soci viticoltori quindi forniamo un monitoraggio del territorio per controllare parassiti, malattie fungine e anche lo stato di maturazione delle uve". Uno strumento scientifico dunque che permette di programmare al meglio irrigazione e trattamenti così come prevedere il momento ottimale per la vendemmia, che si sta diffondendo in tutta Italia. "Oggi attraverso Mpa, che è uno spin-off della Fondazione Bruno Kessler con la quale collaboriamo, sappiamo che sia nel Sud sia nel Centro alcune importanti aziende hanno adottato questo modello di supporto decisionale proprio ispirandosi a Pica quindi sono nati i figli di questo concetto moderno e innovativo che sono utili agli agronomi di tutta Italia con i quali ci confrontiamo" ha aggiunto. La piattaforma resta comunque un supporto alle decisioni. Per tutto il resto, almeno in Trentino dove il territorio e cosparso di piccole aziende agricole artigianali, il lavoro manuale del viticoltore resta insostituibile e fa la differenza come per Altemasi, il frutto più pregiato di Pica e della viticoltura di precisione, fatto di uve coltivate sulle colline più alte della zona.

tag

Ti potrebbero interessare

Cosa lasciano le Paralimpiadi? Se ne è parlato all'Istituto dei Ciechi

Milano, 13 mar. (askanews) - "Siamo qui nella cornice dell'Istituto dei Ciechi, un palazzo meraviglioso a Milano, per parlare del lascito delle Paralimpiadi Invernali, grazie a una ricerca fatta da SWG, che abbiamo sostenuto come Coca Cola Italia, abbiamo cercato di tracciare un bilancio di come gli italiani hanno percepito questi Giochi. Sono stati sicuramente un appuntamento per celebrare la massima espressione della performance sportiva, olimpica e paralimpica. Noi come Coca Cola supportiamo da sempre i Giochi paralimpici perché condividiamo i valori di questo grandissimo evento": così Cristina Camilli, direttrice relazioni istituzionali, comunicazione e sostenibilità di Coca Cola Italia, a margine dell'Incontro "Giochi Paralimpici Invernali: un'eredità di inclusione", presso la Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano.

"Abbiamo creato un piccolo codice per persone ipovedenti e non vedenti, per permettere a chi ha difficoltà visive di accedere al contenuti delle etichette dei prodotti", ha spiegato la responsabile.

L'incontro è stato promosso congiuntamente da Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) e CocaCola: un momento di confronto dedicato al valore dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 come occasione concreta per rafforzare una cultura dell'accessibilità e dell'inclusione, anche oltre lo sport. Ad aprire i lavori Mario Barbuto, Presidente Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI), e Rodolfo Masto, Presidente della Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano.

TMNews

"La torta del Presidente", tra commedia e dramma nell'Iraq anni '90

Roma, 13 mar. (askanews) - Hasan Hadi ha vinto la Caméra d'Or e il Premio del Pubblico alla Quinzaine des Réalisateurs a Cannes raccontando una storia drammatica ma piena di vitalità e di umorismo ambientata nell'Iraq degli anni Novanta. La protagonista de "La torta del Presidente", nei cinema del 19 marzo, è una bambina che mentre il Paese lotta per sopravvivere a guerra e carestia è obbligata a preparare una torta per festeggiare il compleanno di Saddam Hussein. Lamia, 9 anni, arriva in città, dove è impossibile trovare zucchero e farina, e con il suo amico Saeed e il suo gallo va incontro a mille peripezie.

La storia raccontata da Hasan Hadi parte dai suoi ricordi di infanzia. "Io credo che la corruzione, i problemi che abbiamo oggi in Iraq nascano proprio in quel periodo, che è stato una specie di buco nero, perché eravamo completamente isolati, da Saddam e dalle sanzioni economiche. - ha detto il regista - Quando ero bambino, come Lamia, mi ricordo che vivevamo in un Paese di cui eravamo orgogliosi, che era il luogo di nascita delle più antiche civiltà, ma allo stesso tempo c'era una delle dittature più brutali. Allo stesso tempo ho anche ricordi bellissimi delle persone, della mia comunità".

Il regista mostra la realtà quotidiana della sua gente attraverso gli occhi vivacissimi della protagonista, celebra il potere dell'amicizia, sempre tenendo un grande equilibrio tra dramma e commedia. "E' qualcosa che impari in quelle situazioni, ridicolizzare la tragedia è il tuo strumento di sopravvivenza" ha concluso Hadi.

TMNews

Il momento in cui un raid israeliano colpisce edificio sud del Libano

Roma, 13 mar. (askanews) - Immagini di AFPTV mostrano il momento in cui un attacco israeliano colpisce un edificio nel villaggio di Abbasiyeh, nel Sud del Libano, vicino a Tiro. Secondo il ministero della Salute libanese, gli attacchi israeliani hanno ucciso almeno 773 persone dal 2 marzo, mentre Israele ha promesso che il Libano pagherà un prezzo sempre più caro in termini di danni alle infrastrutture.

TMNews

Paolo Borgia, nunzio apostolico in Libano in visita nel sud del Paese

Roma, 13 mar. (askanews) - Fedeli cristiani dei villaggi del Libano meridionale hanno accolto calorosamente l'arcivescovo Paolo Borgia, nunzio apostolico in Libano, pochi giorni dopo la morte del sacerdote Pierre Rai, ucciso dal fuoco dell'artiglieria dell'esercito israeliano.

TMNews