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Pd riparte dalle periferie, Martina e i suoi a Tor Bella Monaca

sabato 21 luglio 2018
1' di lettura

Roma, (askanews) - Riportare il Pd "nei quartieri popolari": è questo lo spirito con cui Maurizio Martina ha deciso di tenere a Tor Bella Monaca, quartiere nella periferia est di Roma, la prima riunione della sua segreteria. E non al circolo dem, ma in una libreria. Obiettivo? Ascoltare i bisogni della gente. E' l'inizio di un percorso per riavvinarsi al popolo e ai valori della sinistra. "Abbiamo anche ascoltato da associazioni, che in realtà hanno proposto le necessità di varare rapidamente un piano urbano per lo sviluppo sostenibile, che abbia come a che vedere in particolare con la città metropolitana, i quartieri delle grandi città, la riqualificazione urbanistica degli spazi pubblici ma anche sociali e civica di tante realtà delle nostre medie o grandi città", ha spiegato. "Siamo qui a dire al governo 'battete un colpo', noi le proposte le abbiamo. L'idea della commissione del piano urbano per lo sviluppo sostenibile sono due prime proposte che facciamo da Tor Bella Monaca", ha sottolineato.

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"Imprese italiane più attente a rischi digitali, ma ancora non basta"

Roma, 12 mar. (askanews) - Generali ha presentato a Roma il terzo rapporto Cyber Index PMI, l'indice che valuta il livello di consapevolezza e maturità delle piccole e medie imprese italiane nella gestione dei rischi digitali. Dal Rapporto merge che le piccole e medie imprese italiane raggiungono un livello di consapevolezza in materia di sicurezza digitale pari a 55 punti su 100, in crescita di 3 punti rispetto al 2024 e di 4 punti rispetto al 2023.

"È un rapporto - ci ha spiegato Massimo Monacelli, General Manager di Generali Italia - che mette in luce che dei progressi si stanno facendo, in media la consapevolezza delle nostre imprese aumenta, ma c'è una percentuale ancora troppo ridotta di imprese che possiamo considerare mature nell'affrontare questi rischi. Ci si deve continuare a impegnare, tenendo conto del fatto che i rischi digitali riguardano sia la singola piccola media impresa sia intere filiere che possono essere contagiate da questi rischi e con un effetto domino generare una instabilità di tutto il nostro sistema Paese".

Solo il 16% delle PMI presenta una postura di sicurezza adeguata, ma per la prima volta le imprese "mature" superano numericamente le "principianti" Il rapporto evidenzia quindi un percorso di maturazione delle imprese, sebbene complessivamente non si raggiunga la soglia di sufficienza fissata a 60 punti su 100, ma sottolinea pure una marcata polarizzazione tra un nucleo ristretto di imprese più mature e una vasta platea ancora esposta ai rischi.

"Abbiamo un rischio - ha aggiunto Barbara Lucini, Responsabile Country Sustainability & Social Responsibility di Generali Italia - se siamo eccessivamente ottimistici rischiamo che questo messaggio faccia abbassare la guardia in un momento in cui le sfide offensive dei cybercriminali crescono. D'altra parte dobbiamo evitare anche sfiducia e allarmismi, perché invece una corretta postura cyber si può rivelare, benché presente oggi in una parte ancora minoritaria delle imprese italiane, in una grande leva di competitività e di crescita. Quindi è lì che vogliamo arrivare: passare dal sapere che c'è un rischio a sapere cosa fare. Questa è una sfida che, come Generali e insieme ai nostri partner abbiamo preso con convinzione e che porteremo nei prossimi mesi anche in tanti territori italiani, proprio per andare vicini alle imprese".

Cyber Index PMI è l'iniziativa promossa da Confindustria e Generali con il contributo scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano e la partnership istituzionale dell'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.

TMNews

Iran: "Non abbiamo minato Hormuz, ad alcune navi concesso transito"

Teheran, 12 mar. (askanews) -L'Iran non ha posato mine nello Stretto di Hormuz. A sostenerlo è il viceministro degli Esteri iraniano Majid Takht-Ravanchi, dopo che il presidente americano Donald Trump ha detto che le forze statunitensi avrebbero colpito 28 navi posamine iraniane nella via d'acqua da cui transita un quinto del petrolio mondiale e che rimane chiusa a quasi tutte le petroliere.

"Non è vero che l'Iran ha posato delle mine nello Stretto di Hormuz", ha dichiarato Takht-Ravanchi in un'intervista ad Afp a Teheran, quando gli è stato chiesto di confermare o meno la notizia.

Teheran ha tuttavia confermato di avere consentito alle navi di alcuni paesi di attraversare lo Stretto, mentre Hormuz rimane di fatto chiuso dopo gli attacchi israelo-americani contro la Repubblica islamica.

"Alcune navi, alcuni Paesi ci hanno già parlato della possibilità di attraversare lo Stretto e abbiamo collaborato con loro", ha dichiarato Takht-Ravanchi durante l'intervista.

"Per quanto riguarda l'Iran, riteniamo che quei Paesi che hanno aderito all'aggressione non dovrebbero beneficiare di un passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz", ha concluso.

TMNews

Aziende ucraine producono droni all'estero per aumentare capacità produttiva

Milano, 12 mar. (askanews) - Aumentare la capacità produttiva di droni aprendo stabilimenti all'estero. Da qualche settimana alcune aziende ucraine di armi che cercano di proteggere le catene di approvvigionamento dagli attacchi russi, stanno costruendo stabilimenti fuori dal paese.

In un edificio poco appariscente vicino alla base aerea britannica di Mildenhall, il produttore di droni Ukrspecsystems si appresta ad aprire una nuova linea di produzione che tra poche settimane, sarà in grado di produrre fino a 200 droni di sorveglianza (ISR) al mese, e fino a 1.000 a lungo termine.

"È un grande passo coraggioso che abbiamo compiuto al di fuori dell'Ucraina", afferma Rory Chamberlain, direttore di Ukrspecsystems UK. "Il nostro piano è quello di proteggere la catena di approvvigionamento, questo è il posto migliore per farlo e poi consegnare i prodotti da qui."

Sebbene l'Ucraina abbia incrementato la produzione di droni dopo l'invasione russa del 2022 - con oltre quattro milioni di unità prodotte nel 2025,- la domanda rimane enorme. Kiev ha allentato l'embargo sulle esportazioni di armi, consentendo il trasferimento di tecnologia ai paesi alleati, che possono quindi ospitare linee di assemblaggio e i prodotti finiti vengono reimportati in Ucraina. Mai come oggi la domanda di droni da combattimento è in vertiginoso aumento.

"Per quanto riguarda l'IA che abbiamo introdotto sulla piattaforma, ha la capacità di alleggerire il carico di lavoro dell'operatore, è lo Shark a fare tutto il lavoro duro. Una volta lanciato, troverà i bersagli e li porterà alla tua attenzione. E poi puoi decidere cosa farne. Abbiamo addestrato la nostra IA su ciò che abbiamo visto negli ultimi quattro anni" aggiunge Chamberlain che afferma che la sua azienda è leader mondiale nel settore.

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Il principe William guida scialuppa di salvataggio lungo il Tamigi

Londra, 12 mar. (askanews) - Il Principe William si è messo al timone di una scialuppa di salvataggio lungo il Tamigi, con la Principessa Kate seduta dietro di lui, durante una visita alla RNLI. La stazione Tower della Royal National Lifeboat Institution di Londra è la più trafficata del Regno Unito.

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