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I cinesi copiano l'Italia, Pechino sperimenta i robot-fattorini

sabato 21 luglio 2018
2' di lettura

Pechino (askanews) - Stavolta gli italiani sono arrivati prima dei cinesi. Nel 2017 la startup milanese e-novia iniziava per le vie di Cremona, in Lombardia, la sperimentazione di Yape (acronimo di Your Autonomous Pony Express), un piccolo robot-fattorino a guida autonoma in grado di effettuare consegne in modo rapido ed economico, muovendosi agevolmente tra strade e marciapiedi, Ztl e piste ciclabili, evitando il traffico e, soprattutto, le emissioni inquinanti. A distanza di un anno anche Pechino ha iniziato l'utilizzo sperimentale di un robot con le ruote per velocizzare le consegne di piccoli pacchi in città. Basta una semplice App sul cellulare per effettuare un ordine, indicare l'indirizzo e pagare e nel giro di qualche minuto la merce sarà recapitata a destinazione. A quel punto il cliente dovrà solo cliccare su un link per poter aprire il robot e recuperare il pacco al suo interno. "Questo robot - spiega Liu Zhiyong, fondatore della Zhen robotics che produce il drone - è utilizzato soprattutto nell'ultimo chilometro delle consegne. È dotato di un radar e 4 telecamere e si muove su distanze che vanno da 3 a 5 Km". La Cina rappresenta il più grande mercato al mondo del business online e quasi il 52 per cento dei cittadini fa acquisti tramite smartphone almeno una volta alla settimana, contro il 14 per cento del resto del mondo. Una tendenza amplificata anche dall'eccezionale boom dei pagamenti online, molto più sviluppati che nel mondo occidentale. "Dato che il numero di pacchi da consegnare è passato da 100 milioni a un miliardo al giorno - ha concluso Zhiyong - avremo sempre più bisogno di robot come questi per colmare il divario occupazionale". A Pechino come a Cremona, dunque, il futuro e alle porte. E anche in questo, il Made in Italy non è secondo a nessuno.

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"Desidero esprimere il nostro affetto alla comunità ebraica del Michigan - ha detto Trump - e a tutte le persone di Detroit e dintorni, in seguito all'attacco alla sinagoga ebraica avvenuto stamattina. Sono stato informato, pienamente informato, ed è una cosa terribile, ma purtroppo continua. Andremo fino in fondo alla questione."

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Il brano, scritto e prodotto da Danilo Amerio, nasce da una storia realmente accaduta: quella di una bambina che, ignara dell'accaduto, perde il padre ucciso in servizio e si presenta dal comandante chiedendo dove sia finito, convinta che qualcuno possa ancora richiamarlo a casa. Un episodio autentico, tanto drammatico quanto umano, che Amerio e Mengoli trasformano in una ballad intensa, essenziale e profondamente italiana.

La canzone si apre con lo sguardo della bambina, descritto con delicatezza e realismo: otto anni, forse meno, un berretto troppo grande e la capacità istintiva di "aspettare come solo i figli di chi parte sanno fare". Il dialogo con il comandante è lacerante nella sua innocenza: "Comandante papà oggi non è a casa. Se lo chiama lei magari gli risponde." Parole che diventano un crollo emotivo, un dolore che nessuna divisa prepara ad affrontare.

Il coro dei bambini, presente nei passaggi più toccanti, diventa la voce universale di chi ha perso un padre, un riferimento, una guida: "Ciao papà dove sei, perché hai preso il volo lasciando il vuoto "

Il brano non si limita a raccontare un evento: lo trasforma in una testimonianza, in un atto di memoria e rispetto verso le famiglie dei servitori dello Stato che affrontano sacrifici enormi, spesso invisibili agli occhi del mondo.

La collaborazione tra Danilo Amerio e Paolo Mengoli dà forza alla narrazione. Le loro voci si alternano come due prospettive della stessa ferita: quella dell'uomo che osserva la bambina e non trova parole; quella dell'adulto che porta il peso di ciò che resta non detto.

"Papà dove sei" è una ballad costruita senza artifici, lasciando spazio alla verità della storia: archi, pianoforte, voci pulite, una produzione asciutta che privilegia emozione e ascolto.

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Lo dichiara Lo ha dichiarato il Consigliere Oice con delega all'Ambiente e amministratore unico Vdp di Roma Francesco Ventura.

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