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Rupert Everett: Wilde perseguitato, "succede ancora oggi"

sabato 28 aprile 2018
1' di lettura

Roma, 23 apr. (askanews) - "The Happy Prince", il principe felice: prende il nome dalla favola di Oscar Wilde il film che Rupert Everett ha dedicato al grande scrittore irlandese, alla sua vita rutilante nella società londinese di fine Ottocento e al suo crollo quando la sua omosessualità divenne di pubblico dominio. Oscar Wilde è un ruolo che Everett ha ricoperto anche in teatro. Dal festival di Sorrento, l'attore racconta come nasce questo film scritto, diretto, interpretato da lui. "Per me è una storia importante; la storia di Oscar Wilde succede ancora tutti i giorni in tutto il mondo; in Russia, in Giamaica, in Uganda, in tanti altri paesi. Per me, come gay che lavora nello show business cioé un posto molto eterosessuale, è una cosa importante da dire". "E' importante per me; posso solo sperare che il mio affetto e il mio entusiasmo per questo tema sia comunicato dal film". "All'inizio volevo solo scrivere un bel ruolo per me stesso e trovare un regista. Ma tutti i registi a cui l'ho chiesto non hanno accettato. Sono rimasto con la sceneggiatura. Allora ho deciso di dirigerlo da solo".

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Starmer: la nomina di Mandelson un errore, mi assumo responsabilità

Milano, 20 apr. (askanews) - Il primo ministro britannico Keir Starmer ha detto oggi in Parlamento di avere compiuto un "errore" nella nomina di Peter Mandelson. "Alla base di tutto ciò c'è stato anche un mio errore di valutazione", ha affermato, aggiungendo che non avrebbe dovuto nominarlo.

"Mi assumo la responsabilità di quella decisione e chiedo nuovamente scusa alle vittime del pedofilo Jeffrey Epstein, che sono state chiaramente deluse dalla mia scelta", ha aggiunto.

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I gioielli in micromosaico di SICIS, una tecnica antica nel presente

Milano, 20 apr. (askanews) - Tra i diversi modi in cui l'azienda ravennate SICIS interpreta il mosaico c'è anche quello legato alla gioielleria, che si fonda sulla tecnica del micromosaico. Siamo stati nel SICIS Village in Romagna per farci raccontare anche quesito aspetto delle produzioni artistiche. "Il micromosaico - ha spiegato ad askanews Gioia Placuzzi, Creative director della divisione SICIS Jewels - è una tecnica antica del XVIII secolo, i gioielli in micromosaico erano molto famosi nel XVIII secolo e venivano indossati da principi, principesse e dalla nobiltà dell'epoca, venivano fatti nel territorio Vaticano. È una tecnica stupenda che è andata persa e abbiamo deciso di riportarla in auge in chiave moderna, quindi i nostri gioielli vanno a riprendere la tecnica antica del micromosaico del XVIII secolo, ma utilizzando materiali preziosi e semipreziosi e forme tridimensionali".

Nel campus dell'azienda i gioielli vengono realizzati passo dopo passo da esperti che seguono la produzione dei pezzi dell'inizio alla fine. "Ogni artista micromosaicista per creare un pezzo di alta gioielleria - ha aggiunto la direttrice - impiega dalle 200 alle 500 ore di lavorazione. Immaginatevi che ogni colore è una differente filata e sono differenti minerali e pietre preziosi e semipreziosi che vengono combinati insieme".

SICIS è presente anche al Salone del Mobile di Milano e partecipa al Fuorisalone con uno spazio dedicato anche alla gioielleria. "Abbiamo deciso di creare questa installazione che si chiama Elements - ha concluso Gioia Placuzzi - ed è appunto l'unione dei quattro elementi naturali, quindi aria, fuoco, terra e acqua, ed è un viaggio fra gioielli e interior design che è appunto il nostro mondo quindi è una vera combinazione di tutti i nostri mondi a 360 gradi".

TMNews

Un murales da record alla Barona di Milano per Marracash

Milano, 20 apr. (askanews) - Non solo musica ma soprattutto solidarietà e uno sguardo diverso sulle periferie, in occasione del Marra Block Party, il live evento che Marracash, ha organizzato alla Barona, il quartiere periferico di Milano dove è nato, è stato realizzato un murales da record assolutamente innovativo.

L'evento è nato con l'intento di restituire ciò che la sua comunità gli ha dato.

Oltre al grande concerto, ci sono stati altri momenti per dare nuova vita al quartiere. LEGO Italia ha ideato qualcosa che vuole lasciare il segno, un simbolo da creare tutti insieme. Nel cuore dell'evento è stata realizzata una grande installazione a più livelli, costruita dal LEGO Certified Professional Riccardo Zangelmi con quasi 10.000 mattoncini.

Prima di tutto, ViperHaze e Luna, due tra i writer più conosciuti di Milano, già autori della famosa opera sulle donne partigiane al Barrio's, centro culturale simbolo del territorio, realizzeranno sull'installazione un murales con la scritta BARONA. Il pubblico presente all'evento poi potuto staccare e portare con sé i mattoncini LEGO , per custodire un piccolo frammento del progetto. Man mano che i mattoncini della parte superiore del murales venivano rimossi, è emersa la scritta nascosta "Siamo pezzi unici dello stesso quartiere", realizzata sempre dai due writer, e simbolo della creatività, della forza nella diversità e del potere della costruzione. Su questa parte anche la firma di Marracash, lasciata dall'artista su mattoncini bianchi non rimovibili a rappresentare il legame indissolubile con la sua comunità. Al termine dell'evento, l'opera sarà donata al Barrio's, dove tutti potranno ammirarla e fotografarla.

"Oggi abbiamo donato l'opera al Barrio's, centro culturale simbolo del quartiere, dove diventerà simbolo della creatività e della possibilità di costruire, ognuno, il proprio futuro".

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Strage di bambini in Louisiana, i vicini: giocavano qui di fronte

Shreveport (Louisiana), 20 apr. (askanews) - La comunità di Shreveport, in Lousiana, è sconvolta dalla strage di bambini compiuta da un uomo di 31 anni domenica mattina. L'uomo ha sparato e ucciso 8 bambini, di cui 7 erano suoi figli e un cugino. Avevano fra i 3 e i 11 anni. Ci sono anche due feriti, la madre delle vittime e un'altra donna. È la più grave strage negli Stati Uniti degli ultimi due anni.

"Sono sconvolto. È un evento terribile. È particolarmente grave e sconvolgente che le vittime siano tutti bambini - ha detto Tom Arceneaux, sindaco della città di Shreveport - questo ci fa capire che il male esiste ancora nel mondo". L'omicida ha tentato la fuga, ma è stato fermato e ucciso dalla polizia.

Freddie e Marie Montgomery abitano di fronte alla casa della tragedia. "Abbiamo visto i medici legali portare via tutti i corpi, uno alla volta. Eravamo proprio qui" - dicono - "A quest'ora l'altro pomeriggio, tutti quei bambini erano nel cortile davanti a giocare. E lui era seduto sotto il portico. Li vedevo scendere dallo scuolabus ogni pomeriggio, proprio lì"

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