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Raggi posta video dei lavori a Roma. "Presto strade senza buche"

sabato 17 novembre 2018
1' di lettura

Roma, (askanews) - "Abbiamo programmato oltre novanta lavori in tutta la città dei quali oltre quaranta sono già conclusi e alcuni, molti, sono in corso. Se vedete tanti cantieri a Roma è un bene, perché a fronte dei piccoli disagi causati dal traffico, avrete presto strade nuove, sicure e decorose. Senza buche quindi". È con un video sul suo profilo Facebook che la sindaca Virginia Raggi mostra alcuni cantieri aperti a Roma e operai intenti a riasfaltare marciapiedi. "Stiamo intervenendo in modo strutturale su alcune vie rimaste in abbandono per troppo tempo. Ad esempio, su via Nomentana, nella zona Nord" spiega Raggi, avremo una strada fatta bene, più sicura e decorosa per tutte quelle migliaia di persone che vi passano ogni giorno". Pioggia di commenti sotto il video, tra chi ha ringraziato per i lavori e incoraggiato Raggi ad andare avanti ignorando le critiche perché non si può pretendere che abbia la bacchetta magica e le strade così sono state ereditate dalle amministrazioni precedenti, e chi invece si chiede come mai dopo giorni dalla forte ondata di maltempo, con scuole chiuse, ci siano ancora alberi e ammassi di foglie per strada o chi si domanda perché si vedono tante aree transennate e recinti arancioni senza nessuno dentro a lavorare da mesi. Infine, qualche romano esasperato da traffico e degrado della città, ironizza: "Inizio lavori programmato ma la parola finito quando la utilizzate?".

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Archiviato il procedimento a carico di Marco Cappato (Associazione Luca Coscioni): "Precedente prezioso per tutte le persone che si trovano e si troveranno nelle loro condizioni. Ora il Parlamento non cancelli questo diritto"

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La GIP di Milano, dott.ssa Sara Cipolla, ha disposto l'archiviazione del procedimento nei confronti di Marco Cappato per l'aiuto prestato a Elena e Romano, accompagnati in Svizzera dove hanno potuto accedere al suicidio medicalmente assistito. La GIP riconosce e applica il principio affermato dalla Corte costituzionale, da ultimo con la sentenza n. 66 del 2025, secondo cui il requisito del trattamento di sostegno vitale non può essere interpretato in modo restrittivo e meramente tecnico-formale.

La non punibilità, prevista dalla sentenza 242/2019, secondo la GIP di Milano opera anche nei confronti di persone che, pur non essendo sottoposte a un trattamento salvavita in corso, avrebbero dovuto esserlo secondo valutazione medica, ma lo hanno rifiutato, esercitando un diritto costituzionalmente garantito, perché ritenuto inutile, sproporzionato, futile e contrario alla propria dignità. Il decreto di archiviazione recepisce così l'evoluzione della giurisprudenza costituzionale: dalla sentenza 242/2019, alla 135/2024, fino alla 66/2025, che ha chiarito in modo definitivo come il riferimento al "trattamento di sostegno vitale" debba essere letto alla luce degli articoli 2, 3, 13 e 32 della Costituzione, della legge 219/2017 sul consenso informato e sulle DAT e del diritto della persona malata di rifiutare qualsiasi trattamento.

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