CATEGORIE

Marina Abramovic e noi, quando l'azione ribalta la prospettiva

sabato 17 novembre 2018
2' di lettura

Firenze (askanews) - Loro sono bambini, cantano in coro, ma a dirigerli è uno scheletro, lo stesso, ne siamo certi, con cui il corpo dell'artista si era intrecciato poco prima. Siamo dentro la mostra antologica sul lavoro di Marina Abramovic, "The Cleaner", allestita a Palazzo Strozzi a Firenze e curata dal direttore del museo, Arturo Galansino. Un'esposizione che, forse persino suo malgrado, non può essere definita altro che un evento. Per quanto molto si sia visto, e letto, e scritto sulla Abramovic, per quanto la sua lezione sia stata recepita e rinnovata da molti altri artisti, per quanto le polemiche su di lei siano venute a noia, ancora oggi fare i conti con l'intensità complessiva del suo lavoro è una sfida complessa e interessante, in molte parti dolorosa, come quando si rivedono storiche performance, per esempio quella, ipnoticamente straziante, dedicata all'ampliamento dello spazio. C'è molto corpo, in mostra, ma è un corpo che ignora la lingua della seduzione, che si trasforma realmente in quella "soma" che fa pensare ai dilemmi della filosofia, platonica o idealistica, come si preferisce. Ci sono le idee, lontane seppur splendenti, e all'opposto ci sono i corpi, spesso costretti da una violenza che è tanto manifesta come nel caso delle guerre che hanno sconvolto la Jugoslavia, quanto apparentemente nascosta, come si scopre quando i pioli delle scale che conducono alla casa dove la Abramovic ha tenuto un'altra celebre performance si svelano essere coltelli. A quel punto molte cose si ribaltano e, ancora una volta, ci rendiamo conto, a essere messa a ferro e fuoco è la nostra casa, siamo noi quelli chiamati a salire quei gradini, l'artista è solo una sorta di messaggera, il resto sta a noi, che veniamo chiamati a raggiungerla. E quindi, una volta presa questa consapevolezza, ecco che si capisce che quando si arriva nella sala che documenta la celebre performance del MoMA di New York, "The Artist is Present", è inevitabile invece che l'artista non sia presente, perché il punto chiave sono i volti di chi, anonimo o famoso, colto o digiuno d'arte, si è seduto dall'altra parte, quella veramente scomoda. E quando anche io prendo posto, fissando più la sedia vuota che le foto della Abramovic alle pareti, capisco che la principale lezione dell'artista è stata quella di obbligarci, guardando lei fare cose al limite dell'impossibile, a guardare noi stessi, come se stessimo dall'altra parte di qualcosa - un tavolino, un sipario, un vetro, quello che volete - e in questa distanza finalmente prendere consapevolezza... autoconsapevolezza. Un momento che può essere tragico e liberatorio, grottesco e magnifico, spesso tutte queste cose insieme, esattamente come accade se si guarda senza giudizi preconfezionati il lavoro di Marina Abramovic.

tag

Ti potrebbero interessare

Crocus City Hall di Mosca, giovedì il verdetto russo sull'attentato

Mosca, 10 mar. (askanews) - La sala concerti Crocus City Hall di Mosca è stata teatro di una sparatoria di massa nel marzo 2024 rivendicata dallo Stato Islamico (ISIS), che ha causato 145 morti e centinaia di feriti. Il tribunale emetterà il suo verdetto il 12 marzo contro quattro presunti autori dell'attacco, tutti originari del Tagikistan, e altri 15 presunti complici. Durante l'attacco, durato circa 20 minuti, gli aggressori hanno appiccato il fuoco all'edificio prima di darsi alla fuga, riportando la Russia in uno scenario di terrore, come in passato via via negli anni si sono viste le bombe nei palazzi in Russia (1999), la strage di Beslan (2004) e l'attentato a un altro teatro, il Dubrovka nel 2002, oltre all'ordigno in piazza Pushkin nel 2000.

L'attacco terroristico del 22 marzo alla sala concerti di Mosca è stato il più mortale in Russia da quasi due decenni e ha visto da parte del potere centrale un tentativo opportunistico di attribuire la responsabilità all'Ucraina.

TMNews

La nave da guerra britannica Dragon salpa verso il Mediterraneo

Portsmouth (Inghilterra), 10 mar. (askanews) - La nave da guerra britannica Hms Dragon è salpata da Portsmouth, nell'Inghilterra del Sud per il Mediterraneo orientale, con l'obiettivo di "rafforzare le difese britanniche nella regione", e proteggere Cipro, nel contesto del conflitto in corso tra Stati Uniti, Israele e Iran.

La partenza del cacciatorpediniere Type 45 dal suo porto di Portsmouth avviene il giorno dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che la guerra, iniziata il 28 febbraio, finirà "presto" e ha criticato la posizione del premier britannico Starmer: "Avrebbe dovuto aiutare", ha detto, aggiungendo che gli Usa non ne hanno più bisogno.

TMNews

Iran, i curdi nel nord dell'Iraq: "Aspettiamo il momento giusto"

Erbil (Iraq), 10 mar. (askanews) - Nel contesto della crisi mediorientale attuale, esplosa con i massicci attacchi di Usa e Israele che hanno provocato la rappresaglia iraniana sui Paesi del Golfo e non solo, i ribelli curdi iraniani rappresentano un fronte interno critico per Teheran. Mentre l'Iran è impegnato in questa escalation multi-frontale, i curdi del PJAK (Partito per una Vita Libera in Kurdistan) - con basi nel Kurdistan iracheno, una regione autonoma nel nord dell'Iraq - rafforzano la loro minaccia separatista, potendo sfruttare le distrazioni del regime.

I combattenti ribelli curdi, parlando da una base vicino a Erbil recentemente colpita da un attacco di droni iraniani; affermano che torneranno in Iran per combattere il regime "quando sarà il momento giusto", afferma Efsane Rahimi, donna dell'Organizzazione per la lotta del Kurdistan iraniano.

"Per ora, non è stato ritenuto opportuno lanciare un attacco di terra, motivo per cui non è stato effettuato. Ma quando arriverà il momento, torneremo sicuramente all'interno del Paese e ci opporremo al regime con tutte le nostre forze."

Huseyin Babasex, Segretario Generale dell'Organizzazione Iraniana per la Lotta del Kurdistan: "Questo è un campo per famiglie, ma le famiglie non vivono più qui dopo l'attacco. Erano molte. Subito dopo il bombardamento, a causa degli attacchi con droni e missili, abbiamo evacuato tutti."

Questi attacchi iraniani su basi curde, parte della stessa strategia di ritorsione regionale, evidenziano la vulnerabilità di Teheran su più teatri, con i curdi che attendono il "momento giusto" per colpire dall'interno, forse incoraggiati dagli Usa.

"Se qualcuno di esterno volesse aiutarci, gliene saremmo molto grati, ma anche senza quell'aiuto, perché non ne abbiamo ricevuto alcuno per 47 anni, continueremo la nostra lotta contro il regime. Il nostro motto è: non cesseremo la lotta finché il regime non sarà rovesciato."

In mezzo a questa guerra su vasta scala che paralizza il Golfo e indebolisce l'Iran economicamente e militarmente, i curdi iraniani potrebbero diventare il tallone d'Achille decisivo per il regime, con le dichiarazioni (forse volutamente) contraddittorie della Casa Bianca che alimentano speculazioni su un possibile appoggio Usa, amplificando le pressioni esterne.

TMNews

Von der Leyen: 200 milioni di euro per tecnologie nucleari innovative

Milano, 10 mar. (askanews) - "Dobbiamo mobilitare gli investimenti e oggi posso annunciare che creeremo una garanzia da 200 milioni di euro per sostenere gli investimenti in tecnologie nucleari innovative; le risorse proverranno dal nostro sistema di scambio di quote di emissione. Non solo ridurremo il rischio degli investimenti in queste tecnologie a basse emissioni di carbonio, ma vogliamo anche dare un segnale chiaro ad altri investitori affinché aderiscano". Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen al vertice sul nucleare civile tenutosi nei pressi di Parigi.

TMNews