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Salvini esulta: centrodestra ha diritto di governare, no con M5S

sabato 10 marzo 2018
2' di lettura

Milano (askanews) - "Io sono uso mantenere la parola data e l'impegno preso con gli italiani, riguarda la coalizione di centrodestra, con cui abbiamo il diritto e il dovere di governare i prossimi anni". Nessuna alleanza con il Movimento 5 Stelle, nessun governo di scopo o "minestrone", ma la volontà di costruire un esecutivo di centro destra mantenendo fede agli impegni di coalizione: il leader della Lega Matteo Salvini il giorno dopo ha fatto il punto da vincitore sulle elezioni del 4 marzo nella sede di via Bellerio a Milano. Salvini ha più volte detto no all'alleanza con il partito che ha preso più voti, accusato di aver cambiato idea troppe volte dall'immigrazione all'Europa, nonostante al centro destra manchino i numeri per avere la maggioranza. "No, con tre trattini sotto, sceglierà il Presidente della Repubblica qual è il presidente del consiglio con i numeri più vicini alla realtà. Non ho mandato liste via mail e non dò suggerimenti" ha detto Salvini."Lavoreremo a seggi chiusi perchè la squadra che è più vicina ad essere maggioranza arrivi ad esserlo con chi eventualmente non fa parte della squadra ma ne condividerà il programma. Non faccio nomi e cognomi per chè devo capire chi sono gli eletti". Un Salvini leale con gli alleati Berlusconi e Meloni, che non aveva ancora sentito al momento della conferenza stampa, ma chiaro nel ricordare gli accordi presi sulla premiership. Nessun pensiero ancora è andato agli incarichi istituzionali da assegnare come le presidenze di Camera e Senato. "Se l'accordo nella squadra prevedeva che chi avesse preso un voto in più avrebbe avuto onore e onere di tirare questo splendido Paese fuori dalle sabbia mobili non dico io ma la nostra squadra è pronta". Salvini ha parlato quasi da premier in pectore illustrando il programma di governo da seguire nei prossimi 5 anni, rassicurando i mercati senza arretrare sulle sue idee di politica economica. Sull'euro "non ho cambiato idea. È ed era una moneta sbagliata e una scelta sbagliata", ma "averla o non averla è una scelta che un governo non può prendere da solo. I referendum non sono pensabili, al governo lavoreremo per cambiare i trattati europei".

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