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Ritratti di donne: la stuntwoman a Hollywood

sabato 10 marzo 2018
1' di lettura

Los Angeles, (askanews) - Una serie per l'8 marzo: ritratti di donne che fanno mestieri 'da uomini'. La storia di Deven MacNair lottatrice e stuntwoman a Hollywood. E' nota per avere lavorato a "Il pianeta delle scimmie" (2014), "I maghi del crimine" (2013) e "Lanterna Verde" (2011). Una delle sue principali battaglie è far sì che le controfigure per le attrici siano donne e non uomini, come spiega in questa intervista realizzata in occasione della Festa internazionale delle donne l'8 marzo 2018. "Quand'ero piccola, avevo 5 anni e su Tbs ho visto la trasmissione Glow, the Gorgeous Women of Wrestling. Da lì ho voluto diventare una lottatrice. Era solo un sogno, una partita a poker, anche a 5 anni lo sapevo. Sebbene vedessi delle donne farlo, sapevo che non potevo farlo. Più tardi quando mi sono diplomata in teatro, sono diventata una stunt woman, e allora, incredibilmente, per le divinità del cielo, sono diventata una Glow girl per caso. Le sfide che sto affrontando in quanto stunt woman nella mia industria, sono le reazioni violente che sto ricevendo perché prendo le parti delle donne, perché le donne devono fare il loro lavoro. Cioè quando le attrici hanno bisogno di una controfigura essa deve essere una stuntwoman, non uno stuntman. Agli uomini non importa, che all'improvviso mettono un abito e una parrucca, perché si guadagna bene quando ci pagano".

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Marinaio bloccato in stretto di Hormuz: "Sento esplosioni e ho paura"

Roma, 13 mar. (askanews) - Un marinaio a bordo di una petroliera per il trasporto di GPL nel Golfo, appena a nord di Dubai, dice di sentirsi in pericolo di vita, essendo bloccato sulla nave e impossibilitato ad attraversare lo Stretto di Hormuz. Wang Shang, 32enne di origini cinesi, racconta ad Afp:

"Attualmente mi trovo a circa 30 miglia nautiche a nord di Dubai, nel Golfo Persico", dice Wang.

"Sì, siamo già bloccati qui da due settimane", conferma.

"La maggior parte dell'equipaggio di questa nave è filippino. Attualmente, ci sono solo due membri dell'equipaggio cinesi, insieme ad alcuni indonesiani", rivela.

"Attenzione a tutte le navi, qui Marina delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche. Per vostra informazione, ogni navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz è vietata da ora in poi- è stato l'annuncio della Marina iraniana, come si sente da una radio di bordo, le cui riprese sono state fatte da Wang il 28 febbraio, giorno dello scoppio dell'offensiva israelo-americana contro l'Iran -".

"È vero che navi battenti bandiera cinese operano nella zona, ma devono soddisfare determinate condizioni - spiega, sottolineando che non è ovvio che tutte passino senza difficoltà - A quanto ne so, possono trasportare merci iraniane e devono presentare dichiarazioni preventive al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche".

Wang ha chiesto che il nome della sua imbarcazione non venisse reso noto, ma i siti di monitoraggio del traffico marittimo indicano che si trova vicino a una nave in difficoltà, la Source Blessing, una portacontainer battente bandiera liberiana con scafo nero, come si vede nelle immagini di Wang, che pubblica video su Douyin, la versione cinese di TikTok.

"La Source Blessing, ha preso fuoco dopo essere stata colpita da schegge giovedì (12 marzo, ndr), secondo gli armatori (la tedesca Hapag-Lloyd). Sono preoccupato perché ieri la sala macchine di una nave è stata colpita da un drone iraniano a sole due miglia nautiche dalla mia imbarcazione, ovvero a circa 3.600 metri, il che è molto vicino", aggiunge.

"Dopo essere stata colpita in sala macchine, sia il motore principale che il generatore sono stati danneggiati. Fortunatamente, nessuno a bordo è rimasto ferito - afferma, sottolineando - dato che tutti i membri dell'equipaggio erano di nazionalità cinese, ero piuttosto preoccupato. Ogni giorno a bordo della nave vedo lanci di missili e sento esplosioni, il che mi fa sentire in pericolo".

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Sirene antiaeree risuonano a Tel Aviv per allarme missili iraniani

Tel Aviv, 13 mar. (askanews) - Le sirene antiaeree risuonano a Tel Aviv, in Israele, dopo l'allarme lanciato dall'esercito per il presunto lancio di missili dall'Iran. Sono state udite diverse esplosioni, secondo quanto riportato da giornalisti di Afp sul posto.

"Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno identificato missili lanciati dall'Iran verso il territorio dello Stato di Israele. I sistemi di difesa sono in funzione per intercettare la minaccia", ha dichiarato l'esercito israeliano.

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Attacco a base italiana a Erbil, il racconto del colonnello Pizzotti

Erbil (Iraq), 13 mar. (askanews) - Nella notte fra l'11 e il 12 marzo un attacco con un drone (alle 00.40 ora locale) ha colpito la sede dell'Italian National Contingent Command Land a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Il racconto di quella notte nelle parole del colonnello Stefano Pizzotti, comandante del contingente nazionale della missione "Prima Parthica" a Erbil.

"Già a partire dalle 20.30, il contingente italiano era stato attivato dalle forze della coalizione per un allarme di minaccia aerea e i militari italiani presenti all'interno della base, seguendo le procedure di sicurezza previste, avevano raggiunto le zone protette assegnate, caratterizzate dalle cosiddette fortificazioni difensive bunker. Il drone andava a impattare all'interno della base, provocando danni ad infrastrutture e materiali, al momento non quantificabili, mentre non ci sono stati danni alle persone", spiega il Colonnello Pizzotti.

"Dal momento dell'incidente, il ministro della Difesa, Guido Crosetto e il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, sono stati in costante contatto e manifestano vicinanza a tutti gli uomini e donne del contingente" aggiunge, Pizzotti raccontando poi la situazione attuale nella base. "Il morale, nonostante la stanchezza, rimane alto - dice - Il personale è addestrato per affrontare anche queste situazioni, tenendo in considerazione che la sicurezza del personale rimane sempre la massima priorità".

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