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Torna Qvc Next Lab, progetto formazione per startup al femminile

sabato 10 marzo 2018
2' di lettura

Milano (askanews) - Offrire alle startup italiane al femminile più innovative un percorso di supporto e formazione per aiutarle a crescere e affermarsi sul mercato: con questo obiettivo è nato il progetto Qvc Next Lab, arrivato alla seconda edizione e promosso da Qvc Italia, il retailer multimediale di shopping e intrattenimento. Un percorso di 5 giornate in collaborazione con The European House Ambrosetti, presentato nello spazio Copernico Isola for S32 di Milano, a cui prende parte un gruppo di 14 giovani startup con il patrocinio di Commissione europea, ministero dello Sviluppo economico e ambasciata italiana a Tel Aviv. Paolo Penati è amministratore delegato di Qvc Italia: "Quest'anno gli spunti di innovazione riguardano principalmente internazionalizzazione e networking. L'anno scorso il primo non l'avevamo sviluppato a fondo ma abbiamo visto che è un grande motore di sviluppo e opportunità. L'altro è nato l'anno scorso quasi autonomamente e ci siamo resi conto quanto sia importante entrare in contatto per le aziende che stanno iniziando o trovare sinergie di sviluppo". Secondo i dati del 2017 solo il 13,4% del totale delle startup innovative in Italia è al femminile. Con un approccio multipiattaforma integrato Qvc già dall'8 marzo, festa della donna, mette in onda sui suoi canali le storie delle protagoniste dell'edizione 2018. Qvc Next Lab è piaciuto molto anche negli Stati Uniti, dove sarà lanciato un progetto simile che si ispira a quello italiano. "Vorremmo farla diventare un'accademia per la startup, che manca perchè ci sono tante attività di accelerazione, assistenza per la startup che lavorano a livello individuale, invece il nostro progetto mette in aula, specializzandosi sul tema delle startup, tante aziende diverse, dunque può crescere moltissimo". A supporto del percorso formativo, è stato richiamato lo stesso team di mentor composto da imprenditrici italiane della prima edizione. Tra le esperienze in programma alla fine di Qvc Next Lab, come nel 2017, c'è un viaggio in Israele, patria delle startup innovative.

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Il brano, scritto e prodotto da Danilo Amerio, nasce da una storia realmente accaduta: quella di una bambina che, ignara dell'accaduto, perde il padre ucciso in servizio e si presenta dal comandante chiedendo dove sia finito, convinta che qualcuno possa ancora richiamarlo a casa. Un episodio autentico, tanto drammatico quanto umano, che Amerio e Mengoli trasformano in una ballad intensa, essenziale e profondamente italiana.

La canzone si apre con lo sguardo della bambina, descritto con delicatezza e realismo: otto anni, forse meno, un berretto troppo grande e la capacità istintiva di "aspettare come solo i figli di chi parte sanno fare". Il dialogo con il comandante è lacerante nella sua innocenza: "Comandante papà oggi non è a casa. Se lo chiama lei magari gli risponde." Parole che diventano un crollo emotivo, un dolore che nessuna divisa prepara ad affrontare.

Il coro dei bambini, presente nei passaggi più toccanti, diventa la voce universale di chi ha perso un padre, un riferimento, una guida: "Ciao papà dove sei, perché hai preso il volo lasciando il vuoto "

Il brano non si limita a raccontare un evento: lo trasforma in una testimonianza, in un atto di memoria e rispetto verso le famiglie dei servitori dello Stato che affrontano sacrifici enormi, spesso invisibili agli occhi del mondo.

La collaborazione tra Danilo Amerio e Paolo Mengoli dà forza alla narrazione. Le loro voci si alternano come due prospettive della stessa ferita: quella dell'uomo che osserva la bambina e non trova parole; quella dell'adulto che porta il peso di ciò che resta non detto.

"Papà dove sei" è una ballad costruita senza artifici, lasciando spazio alla verità della storia: archi, pianoforte, voci pulite, una produzione asciutta che privilegia emozione e ascolto.

La canzone diventa così un omaggio ai padri che non ci sono più, alle famiglie che restano, ai bambini che aspettano risposte, e a tutti coloro che servono il Paese tra sacrifici e silenzi.

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