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Siria, 700 combattenti filoregime dispiegati in Ghouta Est

sabato 10 marzo 2018
2' di lettura

Damasco (askanews) - Continua in Siria il dramma senza fine nella Ghouta orientale, sobborgo di Damasco da giorni nel mirino delle forze leali a Bashar al Assad. Almeno 700 combattenti filoregime, appartenenti a milizie afgane, palestinesi e siriane, sono stati inviati nella zona, per rafforzare ulteriormente l'assedio intorno all'enclave ribelle, come ha indicato l'Osservatorio siriano dei diritti umani (Osdh). Sostenuto dalla Russia, il regime del presidente siriano porta avanti dal 18 febbraio 2018 una sanguinosa offensiva per riconquistare il feudo ribelle alle porte di Damasco. I bombardamenti aerei e i colpi di artiglieria hanno già ucciso oltre 800 civili. Solo nelle ultime ore i combattimenti hanno ammazzato almeno 25 persone di due dei principali gruppi ribelli locali, Faylaq al Rahmane e Jaich al-Islam nonché 18 membri delle forze filoregime. Intanto i 15 membri del Consiglio di sicurezza dell'Onu, su richiesta del Regno Unito e della Francia, si sono riuniti a porte chiuse sulla mancata applicazione del cessate-il-fuoco di un mese in Siria che figura nella risoluzione adottata all'unanimità il 24 febbraio, con l'obiettivo per i suoi promotori di fare pressione sulla Russia. L'inviato speciale dell'Onu per la Siria, Staffan de Mistura, ha partecipa da Ginevra in collegamento video. Anche il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il suo omologo iraniano Hassan Rohani hanno discusso dei modi in cui mettere "fine" alla grave situazione a Ghouta Est, all'indomani di una conversazione analoga avuta dal capo dello Stato turco con il presidente russo Vladimir Putin. Nel frattempo l'alto commissario Onu per i diritti umani Zeid Ra'ad al Hussein, nel suo report annuale ha detto, senza mezzi termini, che il regime di Damasco sta programmando in Siria un'altra "apocalisse", con la complicità dei Paesi alleati.

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