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Tempo di Libri, a Milano tanti ragazzi e voglia di lettura

sabato 10 marzo 2018
2' di lettura

Milano (askanews) - Dalle donne al mondo digitale, passando per la ribellione, Milano e i libri e l'immagine. Sono questi i cinque temi che, uno per ogni giornata, sostengono Tempo di Libri, la fiera internazionale dell'editoria di Milano, che, dopo la prima edizione nel polo di Rho, ora arriva in centro città. E subito si registrano molte presenze, soprattutto tra i più giovani. Riccardo Franco Levi, presidente dell Associazione italiana editori che organizza Tempo di Libri insieme a Fiera Milano. "Siamo travolti dai bambini e dai ragazzi - ha detto ad askanews - c'è un vocio di sottofondo che parla al cuore, apre alla speranza, perché si diventa lettori da piccoli e da piccoli diventando lettori si diventa cittadini migliori e tutto diventa più bello. Tutte le sale degli incontri sono strapiene, in mezzo ai libri ci sono adulti, ragazzi, bambini, è una vera festa che apre il cuore alla gioia oggi". Tra incontri con autori e riflessioni sul digitale, reading e laboratori, Tempo di Libri cerca di parlare a un pubblico vasto, come possono essere Nancy e Giulia, studentesse delle superiori: "A me piace molto leggere i romanzi - ci ha detto Nancy - in particolare quelli rosa, perché mi piace immergermi in altre storie e in altri mondi e provo proprio delle emozioni quando leggo, mi piace". "Mi piace leggere - le ha fatto eco Giulia - perché rivedi una parte di te un po' nascosta". Gli argomenti trattati sono i più vari, non solo cultura e letteratura, ma anche politica, società ed economia. E tra gli espositori c'è anche la Fondazione Pirelli, rappresentata dal vicepresidente esecutivo e amministratore delegato di Pirelli, Marco Tronchetti Provera. "Credo che il messaggio che dà anche questa fiera del libro è di quanto Milano sia una città che continua a costruire il domani, perché conscia del suo ieri. Questa è la sua forza e la forza di tutta la gente che ha voglia davvero di fare, di costruire, e di guardare a tutte le opportunità che ci sono". E il presidente Levi, evidentemente soddisfatto, cita anche lo slogan che ha accompagnato l'avvicinamento alla fiera. Avevamo detto: è in arrivo un Tempo bellissimo, e il tempo è arrivato, siamo fortunati.

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Il brano, scritto e prodotto da Danilo Amerio, nasce da una storia realmente accaduta: quella di una bambina che, ignara dell'accaduto, perde il padre ucciso in servizio e si presenta dal comandante chiedendo dove sia finito, convinta che qualcuno possa ancora richiamarlo a casa. Un episodio autentico, tanto drammatico quanto umano, che Amerio e Mengoli trasformano in una ballad intensa, essenziale e profondamente italiana.

La canzone si apre con lo sguardo della bambina, descritto con delicatezza e realismo: otto anni, forse meno, un berretto troppo grande e la capacità istintiva di "aspettare come solo i figli di chi parte sanno fare". Il dialogo con il comandante è lacerante nella sua innocenza: "Comandante papà oggi non è a casa. Se lo chiama lei magari gli risponde." Parole che diventano un crollo emotivo, un dolore che nessuna divisa prepara ad affrontare.

Il coro dei bambini, presente nei passaggi più toccanti, diventa la voce universale di chi ha perso un padre, un riferimento, una guida: "Ciao papà dove sei, perché hai preso il volo lasciando il vuoto "

Il brano non si limita a raccontare un evento: lo trasforma in una testimonianza, in un atto di memoria e rispetto verso le famiglie dei servitori dello Stato che affrontano sacrifici enormi, spesso invisibili agli occhi del mondo.

La collaborazione tra Danilo Amerio e Paolo Mengoli dà forza alla narrazione. Le loro voci si alternano come due prospettive della stessa ferita: quella dell'uomo che osserva la bambina e non trova parole; quella dell'adulto che porta il peso di ciò che resta non detto.

"Papà dove sei" è una ballad costruita senza artifici, lasciando spazio alla verità della storia: archi, pianoforte, voci pulite, una produzione asciutta che privilegia emozione e ascolto.

La canzone diventa così un omaggio ai padri che non ci sono più, alle famiglie che restano, ai bambini che aspettano risposte, e a tutti coloro che servono il Paese tra sacrifici e silenzi.

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