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Bitcoin, Ciccolunghi: una moneta virtuale a termine

sabato 4 novembre 2017
3' di lettura

Roma, (askanews) - Le monete virtuali, in particolare il Bitcoin, sono ormai una realtà che genera un mercato finanziario parallelo in espansione. Ma di cosa si tratta in particolare? E' un fenomeno destinato a durare nel tempo? Ne parla Gianluca Ciccolunghi esperto di criptovalute e finanza alternativa. "Il bitcoin di fatto è accomunabile a una valuta elettronica ed è un mezzo di transazione digitale. Questa è la sua forza principale. In particolari modo il bitcoin si muove su una sua rete privata che si chiama Blockchain che è la vera rivoluzione in realtà, mentre il bitcoin è la punta dell iceberg sostanzialmente. Riassumendo diciamo che può essere inteso come un token digitale, quindi, una sorta di gettone digitale che risolve una serie di problemi annosi delle transazioni digitali che è il cosiddetto problema del double spending". Svolgere operazioni in questo particolare settore non è un'attività semplice, come sottolinea Ciccolunghi. "Il mining è un attività che a livello teorico possono svolgere tutti ed è proprio stato sviluppato per poter essere elaborato e svolto da tutti così da poter decentralizzare la forza della rete, dall'inventore che tra l'altro non si sa chi sia fisicamente. Diciamo che non è proprio così se parliamo di bitcoin perchè oggi per poter fare mining ci vogliono sicuramente delle competenze tecniche sia a livello di hardware che a livello di software per poter creare delle macchine specifiche perchè ora per poterli minare in particolar modo i bitcoin c'è necessità di macchine fatte ad hoc. Però il mining cos'è, detto in soldoni: il software sul quale si muovono i bitcoin, questa sua blockchain è la spina dorsale di tutto il tessuto di questa nuova tecnologia e questa rete viene fatta correre da alcune macchine che svolgono un ruolo fondamentale che è quello di avere una sorta di pubblico registro condiviso che dà le conferme delle avvenute transazioni. In cambio queste macchine, risolvendo una serie di equazioni matematiche, trovano e mettono alla luce i bitcoin. Questo perchè il software generato è stato costruito in modo che il numero dei token, quindi, il numero dei bitcoin è un numero finito e non sarà mai superiore ai 21 milioni di unità". "Il bitcoin nasce nel 2009, quindi, a distanza di otto anni sono stati portati alla luce circa 16 milioni e 700 mila bitcoin, sui 21 milioni che saranno in totale, e ci vorranno ancora un po di anni per portare alla luce gli altri perchè il processo non è semplicissimo". Il Bitcoin non è la sola moneta digitale esistente. "Oggi ci sono centinaia di cryptocurrency, quindi, di monete alternative. Sono nate partendo da quel progetto e ognuna di queste monete ha una sua blockchain e una serie di maining farm che fanno correre queste reti ed hanno delle caratteristiche leggermente diverse. Una delle monete che oggi è maggiormente conosciuta dopo i bitcoin sono questi Ether nascono con delle caratteristiche completamente diverse". Come si può investire in bitcoin? "L'investimento nei bitcoin - spiega ancora Ciccolunghi - oggi è relativamente semplice nel senso che ci sono diversi portali di accesso, quindi, c è più di un portale che consente la compravendita di bitcoin e altre monete alternative però non ci sono ancora delle regolamentazioni così stringenti e questo espone chi non ha una certa esperienza a una serie di rischi sia da un punto di vista di hackeraggio sia perchè sono mercati che hanno un market cap molto piccolo se lo confrontiamo con i mercati borsistici tradizionali. Qundi sono facilmente manovrabili e subiscono costantemente delle oscillazioni molto forti sia in termini positivi che negativi. Bisogna stare molto attenti e c'è da seguire una serie di indicazioni sia in termini finance, quindi, di mercati finanziari ma soprattutto dal punto di vista tecnico perchè ci sono tutta una serie di competenze per mettere in sicurezza le proprio cryptocurrency che non possono essere bypassate".

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